ZEB – FIRENZE

Zeb

Per una gita a Firenze ho chiesto qualche consiglio a un mio collega fiorentino doc che, oltre alle varie piazze, basiliche, stradine e musei, mi ha indicato per il pranzo un localino dove “troverai tanti primi e contorni vegetariani”.

Zeb, che sta per Zuppa e Bolliti, è una gastronomia nel quartiere di San Niccolò, suggestiva zona che sembra un paese dentro la città.
Zeb si presenta come un ambiente luminoso, minimale nel design ma allo stesso tempo ricco di leccornie da acquistare: bottiglie di olio e vino, cioccolato e pasta artigianale sono esposti ordinatamente sugli scaffali lungo le pareti. I posti a sedere sono pochi, una decina, e sono collocati lungo il bancone dove troverete anche tutti i piatti del giorno. Preparatevi quindi ad aspettare qualche decina di minuti prima di accomodarvi, ma credetemi che ne vale la pena. A gestire il locale con estrema gentilezza sono mamma e figlio, che non negheranno mai una chiacchierata a nessuno e, anzi, racconteranno con passione la storia di qualsiasi piatto.

Noi abbiamo assaggiato: tortelli di pere e formaggio pecorino, tortelli di zucca gialla e ricotta conditi con una fonduta di formaggio francese della Borgogna, tagliolini fatti in casa con pesto di timo, mandorle e pinoli (c’era forse un po’ troppo olio, ma è stato un ottimo motivo per fare la scarpetta) e un tagliere di prelibati formaggi (davvero notevole il taleggio di bufala) e verdure. Per chi, come me, ha un amore quasi mistico per i formaggi da Zeb potrà sbizzarrirsi e ordinarne interi taglieri. Tutto meraviglioso!

I vegani possono invece optare per piatti di verdure cotte (quelle che ho assaggiato io erano squisite) e zuppe.

Curiosità: Zeb è stato menzionato dal Financial Times e inserito nello speciale su Firenze di Monocle, rivista internazionale di Life Style. Insomma, due ragioni in più per provare la sua cucina!

Veniamo al conto: i primi piatti vanno dagli 8 ai 10 euro. I vini partono dai 5 euro, ed è possibile farsi aprire una bottiglia al prezzo d’asporto.
Prezzo a testa per un primo, un piatto di formaggi e verdure (smezzato) e un bicchiere di vino: dai 15 ai 25 euro.

Indirizzo:  Via San Miniato 2 rosso, Firenze
Telefono: 055 2342864
Sito Internet di Zeb

LABORATORIOVEG: SEITAN CON ZUCCHINE E VEG-MOZZARELLA

Ultimo appuntamento con le ricette di LaboratorioVeg prima della pausa estiva.

Protagonista di oggi è il seitan che, contrariamente a quanto si possa pensare di solito, si presta ad abbinamenti fantasiosi e originali. Eccone un perfetto esempio.

Lista della spesa (per 3 persone): 250g di seitan alla piastra, 100g di mozzarella vegana o mozzarisella, 6 zucchine piccole, 1 cipolla rossa piccola, 1 cucchiaio di aceto balsamico, un cucchiaio di salsa di soia, timo, sale, pepe nero, olio evo.

Lasciare marinare il seitan per circa mezz’ora con un cucchiaio di aceto balsamico, un cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di olio evo, timo (fresco se possibile) e 2 cucchiai di acqua. Nel frattempo affettare la cipolla rossa e scaldare in una padella un filo di olio evo. Tagliare a rondelle sottili le zucchine mentre la cipolla rosola nell’olio caldo e aggiungerle dopo qualche minuto. Lasciar cuocere per circa 10 minuti, aggiustare di sale e pepe e spegnere la fiamma. Tagliare la mozzarella vegana (io in questo caso ho usato la mozzarisella, comprata al Naturasì, che non avevo mai provato e sono rimasta soddisfatta) a cubetti e accendere il forno a 180°. In una pirofila da forno mettere il seitan tolto dalla marinatura e ricoprire con le zucchine e la mozzarella. Aggiungere un cucchiaio della salsetta della marinatura e infornare fino a quando la mozzarella non sarà bella sciolta. Mescolare di tanto in tanto può aiutarla a fondersi.



LABORATORIOVEG: PAELLA VEGAN

In genere piatti come la paella possono risultare impegnativi e poco semplici da preparare.  Tanti ingredienti mescolati tutti insieme danno l’impressione di pesantezza, specialmente durante la stagione calda. In realtà, se preparata con tante verdure, la paella si trova a fare le veci di una pasta fredda, da conservare in frigo e mangiare a più riprese.

Ecco quindi la ricetta come ce la racconta LaboratorioVeg.

Lista della spesa (per 6 persone): 350gr di riso integrale, 1 cipolla bianca piccola, 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto piccolo di prezzemolo, 3 zucchine medie, 2 carote medie, 150gr di fagiolini già spuntati, 80gr di piselli surgelati, 1 peperone rosso medio-grande, 5gr di alghe arame, 1 bustina di zafferano, 1 pizzico di curcuma, 3 cucchiaini di paprika dolce, 1 cucchiaino da caffè di paprika forte, sale, olio evo.

Mettere in ammollo le alghe arame. Cuocere il riso integrale per circa 30 minuti, scolare e mettere da parte. In un’altra pentola fate bollire e portate a circa metà cottura (circa 6-7 minuti da bollore) i fagiolini, i piselli e le carote. Affettare finemente la cipolla bianca e il prezzemolo, sbucciare lo spicchio d’aglio e mettere il tutto in una padella molto grande dopo averci scaldato 5-6 cucchiai di olio evo. Lasciare soffriggere per qualche minuto. In un bicchiere di acqua calda sciogliere lo zafferano. Aggiungere le zucchine, le carote e i fagiolini tagliati a pezzi, i piselli, il peperone tagliato in piccoli pezzettini. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e il riso integrale. Mescolare bene, aggiungere l’acqua con lo zafferano e lasciare cuocere a fiamma bassa. Di tanto in tanto mescolare e aggiungere acqua se necessario. Quando il riso e le verdure saranno cotte aggiungere le alghe arame dopo averle scolate bene, asciugate e tagliate a pezzetti piccoli. Agiungere la paprika, la curcuma e salare a piacere. Mescolare per 2-3 minuti, spegnere la fiamma e servire.

 

JUICEBAR – MILANO

La Stazione Centrale di Milano fino a qualche mese fa era un vero disastro e trovare un panino commestibile da acquistare prima di rinchiudersi per ore su un treno era un’impresa impossibile.
Da un po’, però, qualcosa è cambiato: hanno aperto librerie, negozi di vestiti e, quello che più c’importa, molti posticini interessanti dove poter consumare pasti veloci. Uno di questi è Juicebar, un bar dove, anche chi ha intolleranze alimentari o semplicemente è attento a cosa mette sotto i denti, viene preso in considerazione con menù appositi.

In cerca di uno snack che mi accompagnasse nelle mie 5 ore di viaggio, ho optato per una delle tante confezioni mini-pasto già pronte -composto da cous cous e verdure grigliate (melanzane, zucchine, carciofi)- pagato 3,90€ e, nell’attesa ho anche gustato un ottimo cappuccino di soia.

Da non sottovalutare anche la cura con cui il personale confeziona gli acquisti: all’interno della busta ho, infatti, trovato tovagliolini di carta riciclata, posate e condimenti.

Durante le mie prossime attese in stazione proverò senz’altro il menù personalizzato: è possibile scegliere tra un’infinità di verdure (grigliate o cotte al vapore) accompagnate da riso o altri cereali.

Chi avrebbe mai pensato che le attese, spesso interminabili, in stazione sarebbero diventate così piacevoli!

Indirizzo: Stazione Centrale, Milano