I RISTORANTI VEGETARIANI DI BOLOGNA

V per Vegetariano

Ricordo che i primi anni di università a Bologna non c’erano molti posti vegetariani , o forse da classica studente squattrinata, non mi ero nemmeno preoccupata di cercarne. Unica certezza adatta alle mie tasche era il Punto Macrobiotico di Via Tiarini, dove per 3 euro ti davano un pasto completo che consisteva – e penso sia ancora così- in una zuppa e un piatto unico misto.

Al macrobiotico dovevi finire tutto quello che avevi nel piatto, altrimenti ti beccavi una bella ramanzina. Ricordo ancora che qualche vecchietta teneva un tupperware nascosto sotto la tovaglia e ci metteva il cibo che non riusciva a mangiare. Io stessa cercavo di disporre gli avanzi nel piatto in modo che non sembrassero tanti. “Sembrano meno se divisi e spostati ai margini, o meglio fare dei grumetti e posizionarli nel centro?” Era vietato l’uso del cellulare e di qualsiasi tecnologia, per cui c’era molto tempo per pensare a queste strategie.

Gli altri ristoranti di quegli anni erano il Clorofilla, tutt’ora aperto, anzi, dovrei passare a vedere com’è, e il Centro Natura, che non ho mai amato. L’Estravagario l’ho scoperto quando ormai mi stavo laureando.

Ora le cose sono molto cambiate, prima di tutto io ho qualche soldo in più e, per mia gioia, a Bologna sono nati tantissimi nuovi posticini.

Ecco una breve guida - per tutti i gusti, per tutte le tasche - dei ristoranti che mi piacciono e che fanno cucina vegetariana a Bologna:

Clorofilla (Strada Maggiore n. 64): menù del giorno, piatti unici vegetariani e vegani. Servono anche pesce. Dai 10 ai 20 euro.

Estravagario (Via Mascarella 81): menù del giorno, piatti unici vegetariani e vegani. Aperto a pranzo dal lunedì al venerdì. Nel week end, oltre al brunch, fanno le cene con menù alla carta. Dai 10 ai 20 euro. Recensione

Zenzero (Via Fratelli Rosselli 18/b): a pranzo menù ridotto (8 euro 2 pietanze, 9 euro 3 pietanze), di sera menù alla carta. Utilizzano cibo biologico e spesso a km0. Servono anche carne. A pranzo dagli 8 ai 13 uro, a cena dai 15 ai 35 euro. Consigliata la prenotazione. Recensione

Cibosano (Via Nicolò dall’Arca 44/d): gastronomia d’asporto. Fanno sia dolci che piatti salati (lasagne veg, cous cous, crocchette..). Dai 7 ai 15 euro.

Cibosano fornisce anche la Vineria Accà (Via Nazario Sauro 19/a) che a pranzo e cena propone delle tapas vegetariane e vegane. Dai 7 ai 15 euro.

Zoo (Strada Maggiore 50/a): dolci, buns, bagels vegetariani e vegani con ingredienti stagionali. Brunch nel week end. Dai 6 ai 20 euro. Consigliata la prenotazione per il brunch.

Cento3cento veg (via Centotrecento 12/a): veg burgers, panini vegani e vegetariani. Ampia scelta di condimenti. Ingredienti biologici. Da asporto. Dai 6 ai 15 euro.

Punto Macrobiotico (Via Tiarini 1): cucina macrobiotica. Piatti vegani misti.  Dai 4 (studenti, minori di 26 anni, ai 15 euro). Serve la tessera.

Fram (via Rialto n. 22): recentemente rinnovato. Ora la cucina è esclusivamente vegetariana e vegana. Dalla colazione all’aperitivo. Piatti misti, burger, panini, torte salate. Ingredienti biologici, alcuni piatti raw. Dai 6 ai 15 euro. Recensione prima del rinnovo.

Pane e Panelle (Via San Vitale n.71): ristorante (fanno anche pesce) che propone ogni giorno piatti vegetariani e vegani. Primi piatti stagionali e secondi a base di verdure, seitan e formaggi. A pranzo si può scegliere il menù a prezzo fisso. Dai 12 ai 35 euro. Recensione

Maichan, Dim Sum (Via Ugo Bassi 23, dentro al Mercato delle Erbe): piccolo take away specializzato in dumplings, i ravioli cinesi. Sempre presenti quelli di fave e cicoria, al seitan e alle verdure e tofu. Dai 4 ai 10 euro.

CENTO3CENTO, PANINOTECA VEGETARIANA A BOLOGNA

Centro3Cento Veg

Centro3Cento Veg

 

Che bella novità in Via Centrotrecento! Da settembre dei ragazzi hanno aperto una piccola paninoteca (a parte due panchette all’aperto, non c’è altro posto per sedersi) dove il panino te lo puoi far fare proprio come lo desideri. Una carrellata di ingredienti sono ben esposti in vetrina (pesti vari, verdure sott’olio o alla griglia, salsine), poi si sceglie la base proteica tra veg burger, tempeh, panelle, tofu e hot dog; il tipo di pane ed il gioco è fatto!

Garantisco che entrambi quelli assaggiati erano una vera leccornia (soprattutto accompagnati dalle patate fritte presentate in un cartoccio di carta). Sensazionale e, che crea dipendenza, l’abbinamento del tempeh cotto alla piastra con il pesto di rucola e la cipolla in agrodolce. Provate.

Oltre ai panini si trovano anche dei piatti giornalieri. Un giorno ho perfino beccato le polpette cacio e ovo, una specialità abruzzese che adoro, e che è sempre stata un miraggio da queste parti.

Le specialità non finiscono al solo cibo. In linea con la tendenza delle birre bio-artigianali che si sta sviluppando negli ultimi due anni, anche da Cento3cento l’offerta è molto articolata e sempre aggiornata. Per gli straight edge non mancano inoltre le bibite bio, come chinotti, aranciate o succhi di frutta.

Si spende meno di 7 euro per il menù che comprende bibita, panino e patate fritte.

Fateci un salto e fatemi sapere.

Indirizzo: Via Centotrecento 12/a, 40126 Bologna
Aperto dal lunedì al sabato dalle 11.30 alle 15 e dalle 18.30 alle 23.

POMPOKO – BRIGHTON

Pompoko

Inizio dicendovi che Brighton è tutta vegetarian/vegan e organic; in qualunque posto vi capiterà di mettere piede, troverete sempre una di queste opzioni. Penserete “wow” – fermatevi un attimo, però – la maggior parte del cibo in cui mi sono imbattuta era junk e talvolta di bassa qualità. Se penso al piatto vomitevole che mi hanno presentato da Bill’s Cafè, mi sento ancora male. Doveva essere la mia colazione, e si è rivelato uno dei peggiori pasti di cui io abbia ricordo; era composto da un crostino con salsa guacamole cotta, focaccina con hummus, anch’esso cotto (?!), due uova alla benedettina e funghi, il tutto condito con salsa agrodolce cinese. Terribile.

Ma ho anche dei piacevoli ricordi dei locali di Brighton. Di uno in particolare, si chiama Pompoko.
Pompoko è un ristorante giapponese posizionato esattamente nel centro della città. Qui in Italia, il giapponese è immediatamente associato al sushi, ma da Pompoko non è così; in questo microscopico locale di due piani troverete infatti i piatti tradizionali della cucina orientale, come ad esempio: riso con tofu e verdure, Edamame (dei piselli di soia), noodles con verdure, involtini fritti di tofu e verdure, e ovviamente la zuppa di miso. I prezzi sono molto buoni in relazione alla quantità/qualità, soprattutto considerando che stiamo parlando di un locale in una città inglese.

Per un antipasto, un primo e un dolcetto si spendono al massimo 10 pounds, e le bevande alcoliche potete portarle da casa (per consumarle lì dovrete pagare un piccolo supplemento di un pound).

Anche se ci sono persone in fila in attesa di un tavolo, grazie al servizio super veloce  (ma incredibilmente cortese) non dovrete mai aspettare a lungo.

Consigliato!

Indirizzo: 110 Church Street, Brighton
Orari di apertura: lunedì-giovedì 11.30-22.00, venerdì-sabato 11.30-23.00, domenica 11.30-21.00 

SIMPLY LIFE – BOLOGNA

AGGIORNAMENTO: SIMPLY LIFE HA CHIUSO

Simply Life

Ogni volta che in un telefilm americano i protagonisti ordinano cibo orientale e gli viene consegnato a casa in quelle scatoline alte di cartone muoio d’invidia, le voglio anch’io. Perché da noi tutti i ristoranti utilizzano quelle tristi vaschettine d’alluminio?
Ma grazie a Simply Life potrò anch’io stare seduta comodamente sul mio divano, telefonare o – ancora meglio - andare  su www.cosaordino.it, e farmi portare a casa quelle graziose scatoline! Ma veniamo alla sostanza: il cibo.
Ecco, precisiamo che il cibo da Simply Life non è solo orientale, difatti ci troviamo in presenza di una cucina del mondo:  i piatti sono quelli della tradizione thai, cinese, malese, messicana, italiana, marocchina, ma anche inglese e svedese. La proprietaria Anita, proviene da Hong Kong e ha viaggiato in lungo e in largo collezionando ricette che ora è felice di riproporre nella sua nuova città.
Ovviamente non tutte le portate prevedono delle varianti veg, ma qualcosa di cruelty free lo trovate sempre, e ora vi dirò precisamente cosa.

Ho provato degli involtini primavera (vegani anche se nel menù è erroneamente riportata tra gli ingredienti una salsina di pesce) decisamente gustosi, del riso coreano cotto nella salsa di soia e condito con mais e zucchine (eccessivamente salato per i miei gusti, forse un po’ troppa salsa di soia?) e un buon Pad Thai (una specie di tagliatelle di riso condite con granella di arachidi,verdure miste e tofu).
Tanti altri sono i piatti evidenziati con una V nel menù: di messicano potreste ad esempio ordinare della salsa guacamole con nachos (4.50 euro) e una tortillas con funghi e salsa di pomodoro (7,00 euro). Invece per i salutisti Anita prepara ogni giorno una zuppa diversa da accostare magari ad una delle tante bibite biologiche in vendita. Come avrete capito, di fronte a questa moltitudine di sapori, c’è davvero l’imbarazzo della scelta .

Simply Life è aperto dal lunedì al sabato dalle 12-15 e dalle 19 alle 23 e la domenica dalle 19 alle 22. E’ possibile mangiare anche dentro al locale dove sono presenti una decina di tavolini Ikea style. L’arredamento è ben curato, forse un pochino asettico, ma lasciamoli un po’ di tempo, in fondo Simply Life è aperto solo da novembre.

Indirizzo: Via Frassinago 2, Bologna
Telefono: 051 0341166
Sito internet di Simply Life 

ZEB – FIRENZE

Zeb

Per una gita a Firenze ho chiesto qualche consiglio a un mio collega fiorentino doc che, oltre alle varie piazze, basiliche, stradine e musei, mi ha indicato per il pranzo un localino dove “troverai tanti primi e contorni vegetariani”.

Zeb, che sta per Zuppa e Bolliti, è una gastronomia nel quartiere di San Niccolò, suggestiva zona che sembra un paese dentro la città.
Zeb si presenta come un ambiente luminoso, minimale nel design ma allo stesso tempo ricco di leccornie da acquistare: bottiglie di olio e vino, cioccolato e pasta artigianale sono esposti ordinatamente sugli scaffali lungo le pareti. I posti a sedere sono pochi, una decina, e sono collocati lungo il bancone dove troverete anche tutti i piatti del giorno. Preparatevi quindi ad aspettare qualche decina di minuti prima di accomodarvi, ma credetemi che ne vale la pena. A gestire il locale con estrema gentilezza sono mamma e figlio, che non negheranno mai una chiacchierata a nessuno e, anzi, racconteranno con passione la storia di qualsiasi piatto.

Noi abbiamo assaggiato: tortelli di pere e formaggio pecorino, tortelli di zucca gialla e ricotta conditi con una fonduta di formaggio francese della Borgogna, tagliolini fatti in casa con pesto di timo, mandorle e pinoli (c’era forse un po’ troppo olio, ma è stato un ottimo motivo per fare la scarpetta) e un tagliere di prelibati formaggi (davvero notevole il taleggio di bufala) e verdure. Per chi, come me, ha un amore quasi mistico per i formaggi da Zeb potrà sbizzarrirsi e ordinarne interi taglieri. Tutto meraviglioso!

I vegani possono invece optare per piatti di verdure cotte (quelle che ho assaggiato io erano squisite) e zuppe.

Curiosità: Zeb è stato menzionato dal Financial Times e inserito nello speciale su Firenze di Monocle, rivista internazionale di Life Style. Insomma, due ragioni in più per provare la sua cucina!

Veniamo al conto: i primi piatti vanno dagli 8 ai 10 euro. I vini partono dai 5 euro, ed è possibile farsi aprire una bottiglia al prezzo d’asporto.
Prezzo a testa per un primo, un piatto di formaggi e verdure (smezzato) e un bicchiere di vino: dai 15 ai 25 euro.

Indirizzo:  Via San Miniato 2 rosso, Firenze
Telefono: 055 2342864
Sito Internet di Zeb

LATTUGHINO – MILANO

Lattughino

Da quasi un anno avevo adocchiato il curioso sito del Lattughino e aspettavo di tornare a Milano per andarci.
Così, qualche sera fa, trovandomi in zona Montenero, mi è tornato in mente il Lattughino, in particolare il Take Out Store & Bistrò, che si trova proprio lì nei dintorni.

Esteticamente, il locale mi ha fatto un’ottima impressione: dall’atmosfera europea (per intenderci, la sera in cui ci sono stata io, c’erano più stranieri che italiani); all’arredamento ricercato (tavoli alti, divanetti, piantine, cassette di frutta, segnaposto ricavati da dei vasi e un bancone con vetrate che mostra gli ingredienti freschi del giorno).

Il menù varia periodicamente ed è scritto con gessetti bianchi in una gigantesca lavagna appesa al muro. La cucina rientra nella categoria fusion, spazia dal tex mex al greco, senza ovviamente tralasciare insalate e zuppe. Molti i piatti vegetariani e vegani.

In tre abbiamo preso una zuppa di legumi, un burrito vegetariano, un hamburger vegetariano (tutti e tre accompagnati con patate saltate in padella) e, per concludere, una fetta di torta di pere e cioccolato.
I piatti potrebbero sembrare un po’ costosi (si va dai 6 euro per la zuppa ai 9 per gli altri), ma le porzioni sono abbondantissime e assicuro che con un solo piatto sarete sicuramente sazi.

Se siete dei cultori musicali, apprezzerete ancora di più il Lattughino: uno shuffle di colonne sonore anni ’80, bands e songwriters indie.

Da menzionare anche il premio innovazione del Gambero Rosso.

Sicuramente è un locale un po’, diciamo, hipster? Probabilmente non ci andrei per una cena con la C maiuscola, ma per un pranzo o in sostituzione al panino al bar assolutamente sì. La varietà dei piatti è una nota positiva, ma spesso chi offre un menù troppo vario tende poi a non avere una specialità veramente forte.

Ovviamente, come avrete capito dal nome dello store, il take out con consegna a domicilio è l’altra peculiarità del progetto Lattughino. Da provare anche solamente per ricevere a casa i fantastici box!

Abbiamo speso circa 13 euro a testa. (un piatto, acqua e un dolce in tre)

Indirizzo: Via Anfossi, 2, Milano
Sito Internet del Lattughino
C’è anche un altro store in zona Navigli (Via A. Ponti di fronte al Civico 1) 

GUEST POST: LABORATORIO VEG – LA CUCINA DI GIUDITTA – GENOVA

Oggi abbiamo un ospite che ci consiglia un posticino a Genova. Questo post è infatti stato scritto da Samantha di Laboratorio Veg che già conoscerete perché ci regala su queste pagine delle splendide ricette!

La Cucina di Giuditta

Se avete voglia di un pasto equilibrato e vegano fate un salto in questa gastronomia dove la cucina è salutare, leggera e gustosa.

Particolare attenzione è prestata a chi soffre di intolleranze alimentari e la varietà è la parola d’ordine. Piatti della tradizione rivisitati in chiave vegan come l‘insalata russa(davvero ottima!), piatti “confondi onnivoro” come i bastoncini di seitan speziati e cotti al forno e piatti ispirati ad altre culture come la paella vegana e i sushi roll vegani.

Servizio Take Away e consegne a domicilio ma anche catering rendono questa gastronomia all’avanguardia e competitiva ma anche di alta qualità grazie a prodotti biologici, cucinati senza zuccheri e senza grassi. Non male davvero, peccato per l’accostamento a carne e pesce. La cucina di Giuditta infatti non è una gastronomia vegetariana o vegana ma è prevalentemente da considerarsi biologica. Nonostante l’ampia scelta vegan infatti ci sono anche a piatti a base di pesce e carne purtroppo.

Con 7,50 euro potete ordinare un piatto misto vegetariano o vegano. Se passate da genova e siete vegani fateci un salto per gustare una farifrittata, il tempeh e il seitan, le carote al sesamo e il tofu cucinato in vari modi. E’ aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 16.

Indirizzo: Via Trebisonda 71, 73, 75R Genova
Telefono 010581172
Sito internet

THE BAGEL FACTORY – MILANO

The Bagel Factory

Il bagel è una ciambellina di pane d’origine ebraica che gli americani e ultimamente anche gli inglesi farciscono con qualsiasi cosa. I proprietari di California Bakery hanno avuto la brillante idea di aprire un locale dedicato esclusivamente alla produzione e alla farcitura di questi particolari panini anche in Italia! La Factory è posizionata proprio di fianco al Mac Donald di Piazza XXIV maggio anche se in questo caso scordatevi il junk food proposto dai vicini.

L’arredamento del “fast food” è american style, con cucina a vista e un bancone zeppo di invitanti dolcetti, tè e succhi di frutta biologici.
Prima di addentare il nostro bagel bisogna decidere il tipo di impasto, ce ne sono di dolci con cannella e frutti di bosco e di salati con semi di papavero o sesamo.  Anche le farciture sono tantissime e molte delle quali vegetariane: formaggio spalmabile, tufu spalmabile per i vegani, hummus di ceci, avocado, hummus di melanzane, organic tofu ( insalata di tofu, spinaci freschi, mirtilli, patè di tofu tostato), burro, burro d’arachidi, marmellata. Se invece vogliamo un bagel un po’ più sostanzioso è possibile farcirlo con delle omelettes – c’è la vegetariana con cipolle, peperoni e funghi – o con delle uova all’occhio di bue; mentre per i golosi di formaggi la Bagel Factory ne propone sia di francesi che di italiani.
Io ho scelto un bagel con hummus di ceci e formaggio spalmabile, un classico!

I prezzi sono buoni, il bagel vuoto costa 1,50 (è molto grande) e le farciture vanno dai 0,75 ai 4,50. Con pochi euro potete quindi fare un delizioso pranzetto veloce o una merenda.
La Bagel Factory è aperta 7 giorni su 7 e nel volantino è riportato l’orario di 24 ore. Qualcuno sa se è vero?
E’ anche disponibile la consegna a domicilio gratis per gli ordini superiori ai 30 euro.

Indirizzo: Piazza XXIV Maggio, Milano
Telefono: 02 39811951

PANINOTECA IL DIAVOLO AL PONTELUNGO – BOLOGNA

All’inizio di Via Mascarella, proprio di fianco al cinema Odeon, c’è una piccola finestrella da cui si affaccia ogni giorno, e nei week end fino a notte fonda, il simpatico Michele.

Michele con l’aiuto della moglie ha deciso di aprire una deliziosa paninoteca take away, di quelle che ti salvano una pausa pranzo lampo, un pre-cinema di corsa o una serata post-danzereccia. Ma a differenza della media dei panini che si trovano solitamente in giro, al Diavolo al Pontelungo vengono utilizzati solo ingredienti freschissimi, di qualità e a kmO (il pane lo vanno a prendere ogni mattina con la bicicletta munita di carretto).

Si può scegliere tra 4 tipi di pane (arabo, rosetta, filoncino e l’ultimo non me lo ricordo) ed il prezzo totale con il condimento non supera i 3 euro e 50! Tra gli ingredienti dei panini vi segnalo uno squisito friggione, zucchine e melanzane trifolate, pomodorini secchi, sott’oli di vario tipo e svariati formaggi.

Vegetariani! Sieti stanchi del panino caprese? Vegani! Siete stanchi di chiedere un panino con sole verdure e di sentirvi rispondere che non si fanno varianti?
Passate a Il Diavolo al Pontelungo!

(il nome della paninoteca deriva dal romanzo di Bacchelli il quale narra con ironia del fallito tentativo da parte dei rivoluzionari Michail Bakunin e Carlo Cafiero di realizzare un’insurrezione anarchica a Bologna nel 1874)

Indirizzo: Via Mascarella, 5/b Bologna
(chiuso la domenica)