GUEST POST: LABORATORIOVEG – QUANTUM LEAP – NEW YORK


Prezioso contributo da parte della nostra amica Samantha di LaboratorioVeg! Ecco il suo racconto di un posticino in cui mangiare vegano a New York. Nel suo blog trovate altre recensioni!

Arriviamo al Quantum Leap dopo aver visitato Ellis Island, il Guggenheim e qualche negozio davvero bello. Quello che mi stupisce è che abbiano anche il pesce in questo ristorante. E’ scritto in bella vista Vegetarian – Fish sull’insegna. Questo non dispiacerà ai nostri due amici onnivori che ordineranno il Grilled Salmon Burger uno dei pochi piatti presenti con il pesce. Infatti guardando il menù avrete l’imbarazzo della scelta: ci sono una quindicina di burger, alcuni vegetariani, altri vegan e c’è una vasta scelta di piatti unici e di primi e secondi piatti.

Quando vi siederete vi porteranno un bicchiere d’acqua e continueranno a farlo anche durante la cena, anche se ordinate vino o birra. E’ infatti compresa nel prezzo. Il locale è molto carino e accogliente e si trova vicino a due negozietti davvero interessanti; uno è il Little Lebowski Shop per gli amanti del mitico film dei fratelli Coen e l’altro è un negozio che vende scacchi di ogni tipo, davvero bellissimi e dove potrete anche fare una partita con qualcuno.

Tornando al ristorante, sul nostro tavolo arrivano un ottimo Guacamole servito con delle tortilla chips che divido con il mio veg-ometto e poi via alle danze. Io ordino il Vegetarian Curry Stew, una specie di zuppa con verdure stagionali e tofu accompagnato da riso con lenticchie, il veg-ometto un Burger Wrap, e quindi un rotolo con dentro cipolle rosse, insalata, pomodoro, funghi e un qualcosa che mi sembra seitan accompagnato da insalata mista e patatine fritte e la mia veg-amica si tuffa su un piatto che si chiama Zen Platter composto da verdura di stagione, riso nero, tofu grigliato e seitan marinato in salsa di mandarino e arancia. Le porzioni sono enormi e prima dei due piatti ci viene servita una semplice insalata.

Il mio giudizio complessivo è positivo; ne usciamo con la pancia piena e con una spesa non eccessiva (23 dollari a testa, birra, acqua, tasse e mancia compresi) e abbiamo mangiato bene. Purtroppo ho compreso che gli americani hanno una predilezione particolare per le spezie, le salse e il piccante quindi state attenti. Quando dicono che una pietanza non è molto piccante…è piccante! Non esageratamente ma lo è abbastanza per farvi pensare che lo sia. :)

Insomma, riflettete bene su questo prima di ordinare e chiedete alla cameriera.

Indirizzo: Quantum Leap 226 Thompson Street NY 212.677.8050

LATTUGHINO – MILANO

Lattughino

Da quasi un anno avevo adocchiato il curioso sito del Lattughino e aspettavo di tornare a Milano per andarci.
Così, qualche sera fa, trovandomi in zona Montenero, mi è tornato in mente il Lattughino, in particolare il Take Out Store & Bistrò, che si trova proprio lì nei dintorni.

Esteticamente, il locale mi ha fatto un’ottima impressione: dall’atmosfera europea (per intenderci, la sera in cui ci sono stata io, c’erano più stranieri che italiani); all’arredamento ricercato (tavoli alti, divanetti, piantine, cassette di frutta, segnaposto ricavati da dei vasi e un bancone con vetrate che mostra gli ingredienti freschi del giorno).

Il menù varia periodicamente ed è scritto con gessetti bianchi in una gigantesca lavagna appesa al muro. La cucina rientra nella categoria fusion, spazia dal tex mex al greco, senza ovviamente tralasciare insalate e zuppe. Molti i piatti vegetariani e vegani.

In tre abbiamo preso una zuppa di legumi, un burrito vegetariano, un hamburger vegetariano (tutti e tre accompagnati con patate saltate in padella) e, per concludere, una fetta di torta di pere e cioccolato.
I piatti potrebbero sembrare un po’ costosi (si va dai 6 euro per la zuppa ai 9 per gli altri), ma le porzioni sono abbondantissime e assicuro che con un solo piatto sarete sicuramente sazi.

Se siete dei cultori musicali, apprezzerete ancora di più il Lattughino: uno shuffle di colonne sonore anni ’80, bands e songwriters indie.

Da menzionare anche il premio innovazione del Gambero Rosso.

Sicuramente è un locale un po’, diciamo, hipster? Probabilmente non ci andrei per una cena con la C maiuscola, ma per un pranzo o in sostituzione al panino al bar assolutamente sì. La varietà dei piatti è una nota positiva, ma spesso chi offre un menù troppo vario tende poi a non avere una specialità veramente forte.

Ovviamente, come avrete capito dal nome dello store, il take out con consegna a domicilio è l’altra peculiarità del progetto Lattughino. Da provare anche solamente per ricevere a casa i fantastici box!

Abbiamo speso circa 13 euro a testa. (un piatto, acqua e un dolce in tre)

Indirizzo: Via Anfossi, 2, Milano
Sito Internet del Lattughino
C’è anche un altro store in zona Navigli (Via A. Ponti di fronte al Civico 1) 

LABORATORIOVEG: GUACAMOLE

Questa volta siamo un po’ ritardatari e la ricetta della settimana, presa come sempre dall’ottimo LaboratorioVeg, arriva solo oggi. Il piatto di cui vorremmo parlare è quello del guacamole.

Anche se ancora in molti non sanno di cosa si tratti, in realtà la salsa verde a base di avocado di origine messicana, conta numerosi appassionati (chi vi scrive è tra quelli!) ed è anche un’ottima e veloce soluzione per l’estate. E’ molto semplice da preparare (occhio al dosaggio…la precisione qui è fondamentale) ed è perfetta come antipasto – insieme a dei nachos o semplici patatine – o anche come salsina da gustare accanto all’insalata.

Lista della spesa (per 6 persone): 3 avocado maturi, 2 pomodori verdi, 1 cipolla bianca media, 1 spicchio di aglio fresco, 1 peperoncino fresco, 5 lime, sale q.b.

Scottare in padella i pomodori verdi dopo averli lavati. Lasciare che la buccia si bruciacchi moderatamente e poi sbucciare togliendo le parti bruciacchiate. Frullare i pomodori tagliati a pezzi con il succo filtrato dei lime, il peperoncino e 2 pizzichi di sale. Scavare la polpa degli avocado e aggiungerla. Tritare finemente la cipolla bianca e l’aglio, e aggiungere sale a piacere. Con un pestello schiacciare l’avocado fino a ridurre il tutto in una salsa grossolana. Per conservare il verde acceso della salsa tenerla in frigo con i semi del frutto al centro, ottima guarnizione anche per servire.