LATTUGHINO – MILANO

Lattughino

Da quasi un anno avevo adocchiato il curioso sito del Lattughino e aspettavo di tornare a Milano per andarci.
Così, qualche sera fa, trovandomi in zona Montenero, mi è tornato in mente il Lattughino, in particolare il Take Out Store & Bistrò, che si trova proprio lì nei dintorni.

Esteticamente, il locale mi ha fatto un’ottima impressione: dall’atmosfera europea (per intenderci, la sera in cui ci sono stata io, c’erano più stranieri che italiani); all’arredamento ricercato (tavoli alti, divanetti, piantine, cassette di frutta, segnaposto ricavati da dei vasi e un bancone con vetrate che mostra gli ingredienti freschi del giorno).

Il menù varia periodicamente ed è scritto con gessetti bianchi in una gigantesca lavagna appesa al muro. La cucina rientra nella categoria fusion, spazia dal tex mex al greco, senza ovviamente tralasciare insalate e zuppe. Molti i piatti vegetariani e vegani.

In tre abbiamo preso una zuppa di legumi, un burrito vegetariano, un hamburger vegetariano (tutti e tre accompagnati con patate saltate in padella) e, per concludere, una fetta di torta di pere e cioccolato.
I piatti potrebbero sembrare un po’ costosi (si va dai 6 euro per la zuppa ai 9 per gli altri), ma le porzioni sono abbondantissime e assicuro che con un solo piatto sarete sicuramente sazi.

Se siete dei cultori musicali, apprezzerete ancora di più il Lattughino: uno shuffle di colonne sonore anni ’80, bands e songwriters indie.

Da menzionare anche il premio innovazione del Gambero Rosso.

Sicuramente è un locale un po’, diciamo, hipster? Probabilmente non ci andrei per una cena con la C maiuscola, ma per un pranzo o in sostituzione al panino al bar assolutamente sì. La varietà dei piatti è una nota positiva, ma spesso chi offre un menù troppo vario tende poi a non avere una specialità veramente forte.

Ovviamente, come avrete capito dal nome dello store, il take out con consegna a domicilio è l’altra peculiarità del progetto Lattughino. Da provare anche solamente per ricevere a casa i fantastici box!

Abbiamo speso circa 13 euro a testa. (un piatto, acqua e un dolce in tre)

Indirizzo: Via Anfossi, 2, Milano
Sito Internet del Lattughino
C’è anche un altro store in zona Navigli (Via A. Ponti di fronte al Civico 1) 

MINIGUIDA RISTORANTI MYKONOS E NAXOS

Prima vacanza di quest’estate!

Destinazione Cicladi, in particolare Mykonos e Naxos. A Mykonos sono rimasta pochi giorni, ospite dell’accogliente Pension Maria che vi consiglio.  Qui ho avuto la possibilità di testare qualche taverna ma non senza alcune difficoltà: la cucina greca è, sì, basata su diversi piatti vegetariani, ma trovare dei locali non sfacciatamente turistici a Mykonos a luglio è stata una vera impresa.

Fortunatamente i gestori della pensione mi sono venuti in aiuto. Il primo posto che vi consiglio è Whathever is Left, un ristorantino alle porte del piccolo paese di Ano Mera a circa 15 km dalla Chora e quindi lontano dal caos. Whatever is Left propone una varietà eccezionale di antipasti vegetariani: dalle verdure di stagione alle sfoglie ripiene di formaggi.
Fate però attenzione, il gestore ha infatti una strana concezione di vegetariano: mi ha presentato una sfoglia come vegetariana mentre all’interno c’era del prosciutto. Quindi, spiegatevi bene.
Eccetto questo inconveniente, la taverna e la sua carrellata di antipasti meritano davvero!
Per 7 antipasti (eccessivi, ne sarebbero bastati 4), acqua e birra greca abbiamo speso 45 euro.

Whatever is Left

Nella Chora di Mykonos il ristorante Appaloosa vanta molti piatti vegani e vegetariani: chilli vegetariano, riso vegano (verdure saltate in salsa di soia), Halloumi (buonissimo formaggio cipriota cotto alla griglia), burritos vegetariani e l’immancabile insalata greca. Con l’aggiunta di due birre greche abbiamo speso 38 euro.

A Mykonos i migliori dolci li ho trovati presso la pasticceria Mandarini, all’entrata della Chora a sinistra venendo dal porto. Proprio qui ho mangiato il più buon Baklava della mia vita, tanto che prima di lasciare l’isola sono andata a farmi una scorta di dolcetti da riportare in Italia.

A Naxos ho passato invece un’intera settimana, di tutti i posti che ho provato vi segnalo  la Taverna Paradiso (spiaggia di Agias Anna) che negli anni ’60-’70 era il ritrovo degli hippie di passaggio nell”isola. Punto di forza del locale è senz’altro la posizione: in riva al mare con i tavoli disposti sotto un grande albero di tamerici che ombreggia durante il pranzo.

Taverna Paradiso

Non vi è menù alla carta, ma i piatti del giorno sono tutti esposti nel bancone del locale. Purtroppo i piatti erano troppi e dopo 4-5 domande di delucidazione sugli ingredienti, per non recare troppo fastidio, mi sono buttata su un tortino alla cipolla, peperoni ripieni di formaggio greco cotti al forno, pasta filo ripiena di formaggio, salsa tzaziki e mezzo litro di vino e acqua. In tutto abbiamo speso solo 24 euro, niente male.

Taverna Paradiso

Se dopo cena avete voglia di un gelato c’è Waffle House. Pensavo che solo in Italia avessimo del buon gelato, ma ho dovuto ricredermi. Il gelato della Waffle House è ottimo e i coni di cialda sono fatti al momento, capita infatti che spesso siano ancora tiepidi. Ovviamente, come avrete intuito dal nome della gelateria, i waffles sono la vera specialità. Da provare assolutamente. Per 2 waffles e acqua abbiamo speso 9.90 euro.

Waffle House

Nei dintorni della Waffle House c’è anche un take away con soli due tavoli esterni che propone deliziose pite con halloumi e funghi.  Lo riconoscerete perchè è l’unico che offre questo tipo di pite. Prezzi bassi.

Nell’isola non manca una caffetteria biologica, l’Annas Organic Shop And Garden Cafè. Abbiamo ordinato uno yogurt con miele (buono) e un succo d’arancia, che purtroppo non era fresco come invece avrebbe dovuto. Dopo la cocente delusione non me la sono sentita di ritornarci, spero si sia trattato di un caso isolato.

 

Prossima miniguida…Berlino!