NAKITE’ A PORTO, CUCINA VEGETARIANA

Nakité

Prima della partenza, facendo una rapida ricerca di locali veggie, Nakité era quello che più mi aveva colpita per via del menù molto vario, che prevedeva la rivisitazione in chiave vegetariana di piatti tipici portoghesi, come la famosa Francesinha: un maxi-sandwich composto da due fette di pane, carne (qui, al suo posto, il seitan), formaggio, chorizo e salsa di pomodoro.
Così, proprio Nakité è stato il primo ristorante che ho provato a Oporto. La prima impressione che mi ha fatto è quello di essere un ambiente informale, molto frequentato dagli abitanti locali, ma anche attento ai turisti (lo staff – molto gentile –  parla fluentemente inglese). All’ingresso troverete anche una piccola quantità di prodotti alimentari in vendita; vista l’esigua disponibilità, non penso sia un punto d’interesse per fare una spesa soddisfacente, ma qualcosa, soprattutto di secco, è disponibile e pronto per essere acquistato.

Veniamo alla cucina.

Ho assaggiato la gustosa zuppa di verdure e legumi del giorno e un piatto misto composto da verdure, un profumato tortino di cous cous e tofu saltato (ottima anche la variante con il seitan e crema di funghi). Ahimè, niente Francesinha: mi ero ripromessa di tornarci prima di partire, ma non ci sono riuscita.
Consiglio vivamente questo locale, i prezzi (ho pagato 10 euro per birra, piatto misto e zuppa) in proporzione alla qualità/quantità sono decisamente inferiori alla media.

Indirizzo: Rua do Breiner 396, Porto
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12-15, 19-23 

POMPOKO – BRIGHTON

Pompoko

Inizio dicendovi che Brighton è tutta vegetarian/vegan e organic; in qualunque posto vi capiterà di mettere piede, troverete sempre una di queste opzioni. Penserete “wow” – fermatevi un attimo, però – la maggior parte del cibo in cui mi sono imbattuta era junk e talvolta di bassa qualità. Se penso al piatto vomitevole che mi hanno presentato da Bill’s Cafè, mi sento ancora male. Doveva essere la mia colazione, e si è rivelato uno dei peggiori pasti di cui io abbia ricordo; era composto da un crostino con salsa guacamole cotta, focaccina con hummus, anch’esso cotto (?!), due uova alla benedettina e funghi, il tutto condito con salsa agrodolce cinese. Terribile.

Ma ho anche dei piacevoli ricordi dei locali di Brighton. Di uno in particolare, si chiama Pompoko.
Pompoko è un ristorante giapponese posizionato esattamente nel centro della città. Qui in Italia, il giapponese è immediatamente associato al sushi, ma da Pompoko non è così; in questo microscopico locale di due piani troverete infatti i piatti tradizionali della cucina orientale, come ad esempio: riso con tofu e verdure, Edamame (dei piselli di soia), noodles con verdure, involtini fritti di tofu e verdure, e ovviamente la zuppa di miso. I prezzi sono molto buoni in relazione alla quantità/qualità, soprattutto considerando che stiamo parlando di un locale in una città inglese.

Per un antipasto, un primo e un dolcetto si spendono al massimo 10 pounds, e le bevande alcoliche potete portarle da casa (per consumarle lì dovrete pagare un piccolo supplemento di un pound).

Anche se ci sono persone in fila in attesa di un tavolo, grazie al servizio super veloce  (ma incredibilmente cortese) non dovrete mai aspettare a lungo.

Consigliato!

Indirizzo: 110 Church Street, Brighton
Orari di apertura: lunedì-giovedì 11.30-22.00, venerdì-sabato 11.30-23.00, domenica 11.30-21.00 

SIMPLY LIFE – BOLOGNA

AGGIORNAMENTO: SIMPLY LIFE HA CHIUSO

Simply Life

Ogni volta che in un telefilm americano i protagonisti ordinano cibo orientale e gli viene consegnato a casa in quelle scatoline alte di cartone muoio d’invidia, le voglio anch’io. Perché da noi tutti i ristoranti utilizzano quelle tristi vaschettine d’alluminio?
Ma grazie a Simply Life potrò anch’io stare seduta comodamente sul mio divano, telefonare o – ancora meglio - andare  su www.cosaordino.it, e farmi portare a casa quelle graziose scatoline! Ma veniamo alla sostanza: il cibo.
Ecco, precisiamo che il cibo da Simply Life non è solo orientale, difatti ci troviamo in presenza di una cucina del mondo:  i piatti sono quelli della tradizione thai, cinese, malese, messicana, italiana, marocchina, ma anche inglese e svedese. La proprietaria Anita, proviene da Hong Kong e ha viaggiato in lungo e in largo collezionando ricette che ora è felice di riproporre nella sua nuova città.
Ovviamente non tutte le portate prevedono delle varianti veg, ma qualcosa di cruelty free lo trovate sempre, e ora vi dirò precisamente cosa.

Ho provato degli involtini primavera (vegani anche se nel menù è erroneamente riportata tra gli ingredienti una salsina di pesce) decisamente gustosi, del riso coreano cotto nella salsa di soia e condito con mais e zucchine (eccessivamente salato per i miei gusti, forse un po’ troppa salsa di soia?) e un buon Pad Thai (una specie di tagliatelle di riso condite con granella di arachidi,verdure miste e tofu).
Tanti altri sono i piatti evidenziati con una V nel menù: di messicano potreste ad esempio ordinare della salsa guacamole con nachos (4.50 euro) e una tortillas con funghi e salsa di pomodoro (7,00 euro). Invece per i salutisti Anita prepara ogni giorno una zuppa diversa da accostare magari ad una delle tante bibite biologiche in vendita. Come avrete capito, di fronte a questa moltitudine di sapori, c’è davvero l’imbarazzo della scelta .

Simply Life è aperto dal lunedì al sabato dalle 12-15 e dalle 19 alle 23 e la domenica dalle 19 alle 22. E’ possibile mangiare anche dentro al locale dove sono presenti una decina di tavolini Ikea style. L’arredamento è ben curato, forse un pochino asettico, ma lasciamoli un po’ di tempo, in fondo Simply Life è aperto solo da novembre.

Indirizzo: Via Frassinago 2, Bologna
Telefono: 051 0341166
Sito internet di Simply Life 

ZOE FOOD – TRIESTE

Zoe Food

Zoe Food è, come scritto nel suo sito, il primo Fast Good a Trieste: tutto quello che mangerete qui dev’essere buono e soprattutto sano. Questo paradiso biologico si trova a Cittadella, quartiere tranquillo e centrale della città e, nonostante da fuori si noti a fatica e potrebbe sembrare persino chiuso – data la luce suffusa usata all’interno –, vi assicuriamo che è quasi sempre aperto. Nella scelta dei materiali che formano il bell’arredamento prevalgono il legno e le tinte tenui, che danno al locale un’atmosfera rilassante e molto accogliente. Ci sono una decina di tavolini ordinati nella saletta di medie dimensioni con cucina a vista, la quale è sempre tanto apprezzata, almeno da me. Il bancone, su cui sono esposti i dolci (cupcakes, torte vegane…) offre a sua volta alcuni posti a sedere ed è anche l’unico angolo utile per richiedere le ordinazioni. A farvi da guida, appesa al muro, l’immancabile lavagna in cui sono riportati tutti i piatti.

Il menù è vasto e comprende sia le pietanze del giorno che le proposte base; non è strettamente vegetariano, contemplando anche qualche piatto a base di carne, ma è sicuramente in grado di soddisfare ampiamente tutti i palati. A qualsiasi ora del giorno è infatti possibile ordinare centrifugati, bagels, uova strapazzate, club sandwich vegetariani, noodles con muscolo di grano o tofu, torte vegane e insalate.

All’interno del locale c’è anche una piccola area shop dove si trovavo vini biologici, seitan, tofu, cibi per celiaci, muscolo di grano, snack vegani e molto altro.

Noi abbiamo assaggiato un club sandwich vegetariano (preparato con pomodoro, insalata, uovo, zucchine grigliate e un inedito, ma gustosissimo, broccolo) servito con insalatina di cavolo cappuccio e hummus, un bagel con crema di formaggio, insalata e uova, un centrifugato di cannella, arancia e carota, una deliziosa torta vegana cocco e cioccolato e un cupcake al gusto di vaniglia. Piacevole vedere che esiste l’opzione vegana per diverse portate e che il personale gentilmente la propone al cliente.

I prezzi sono nella media: centrifugati 3.50, club sandwich 7 euro, cupcakes 2.5, torta vegana del giorno 4-5 euro.

Un must per ogni vegetariano e vegano che passa per Trieste!

Indirizzo: Via Felice Venezian, 24  34124 Trieste
Telefono: 040 2460420
Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 22.00 e domenica dalle 10 alle 15.00 per il brunch.
Sito internet di Zoe Food 

AGRITURISMO CA’ ALLEATA – SAN STINO DI LIVENZA (VE)

UPDATE: mi dicono che non fanno più paste fatte in casa e che il locale chiuderà per un tempo indefinito dopo l’estate. Peccato.

Cà Alleata

Un paio di anni fa il mio rifugio culinario in Veneto ha improvvisamente chiuso lasciandomi orfana di buone cene vegetariane il venerdì sera. Si trattava di un’osteria nella dispersa località di Senzielli, dove si potevano gustare genuini piatti di specialità venete. Da allora non ho più trovato ristoranti in cui mangiare dignitosamente portate vegetariane nel raggio di 10 km da casa.

Fortunatamente quest’anno, nella campagna di San Gaetano – a una manciata di km da Caorle – è venuto in soccorso l’agriturismo Ca’ Alleata, un centro polisportivo che include anche un ristorante.

Come molti vegetariani sapranno, solitamente è difficile mangiare bene in un agriturismo veneto; spesso mi sono sentita rispondere “per voi non abbiamo niente” o “vedremo se è possibile fare un piatto di verdure grigliate”. Dimenticatevi tutto ciò: quando ho telefonato a Cà Alleata per prenotare, non solo mi è stato detto che non c’erano assolutamente problemi, ma che a richiesta, avrei potuto avere anche piatti vegani.

Quindi, prima di tutto, vi consiglio di prenotare e specificare che siete vegetariani o vegani.

Veniamo a quanto ho assaggiato nelle due volte in cui sono stata lì:

Antipasto di ricottine (salate e affumicate) accompagnato da pane e grissini prodotti artigianalmente. Una torta salata di pasta sfoglia ripiena di verdure miste, delle Reginette verdi con sugo di verdure, degli gnocchi con gorgonzola e noci, dei favolosi tortelli di pasta verde ripieni di radicchio e conditi con burro fuso, ricotta affumicata e semi di papavero. Anche le paste sono tutte fresche e preparate il giorno stesso.

Entrambe le cene si sono concluse con una carrellata di ottimi dolci, tra i più buoni segnalo la crostata e la cheescake.

La cantina, pur non essendo vastissima, comprende delle etichette che personalmente apprezzo molto (Livio Felluga e Bosco del Merlo). Se siete indecisi, chiedete consiglio al gentilissimo Roberto che vi saprà certamente indicare il miglior vino da abbinare ai piatti.

Prezzo più che buono: dai 20 ai 30 euro per antipasto, primo, contorno di verdure, dolce e vino.   

Indirizzo: Via Sant’ Antonio, 6, Ottava Presa (Ve)
Telefono: 042188367

Sito Internet di Cà Alleata

PRIMA DELLA PIOGGIA – BOLOGNA

Prima della Pioggia

Come tutti i bolognesi sapranno, è molto difficile trovare locali in cui pranzare la domenica, ma fortunatamente Prima della Pioggia è una delle rare eccezioni. Posizionato in una graziosa laterale di via Indipendenza non raggiungibile con l’automobile, è circondato da parecchi localini; eppure il Prima della Pioggia si differenzia dagli altri certamente per l’aria europea che si respira, caratterizzata da un arredamento in legno che gioca sulle tonalità tenui e che strizza l’occhio ai vari simil-Starbucks che trovate sparsi in tutto il mondo; non solo, il menù – di base italiano – è tinto di influenze internazionali che accontentano ovviamente anche noi vegetariani.

Durante la settimana si possono ordinare i piatti alla carta o quelli del giorno (elencati in una lavagna appesa dietro al banco), mentre la domenica è possibile optare anche per il menù brunch. Va detto che il Prima della Pioggia è perfetto sia per la colazione che per la cena e non vi lascerà a bocca asciutta nemmeno per l’aperitivo: cicchetti in stile bacaro veneziano e buon vino.

Certo, non parliamo di un ristorante vero e proprio ma di una caffetteria bistrò, quindi non aspettatevi piatti elaboratissimi.

Io ci vado spesso con molto piacere e, tra i piatti che più ho amato, vi segnalo le buonissime lasagne di Gragnano con zucca, radicchio e scamorza. Di domenica, invece, mi piace fare una colazione-pranzo un po’ più sostanziosa, così ordino i bagels fatti a mano ripieni di crema di formaggio, pomodori e rucola accompagnati da croquettes di patate e uova strapazzate e, se ho ancora fame, un muffin dolce. Non mancano insalatone elaborate per i vegani o zuppe che cambiano di giorno in giorno (l’ultima volta, ad esempio, era pasta e fagioli).

I prezzi sono modici, non ho mai superato i 13-15 euro per una pietanza e un bicchiere di vino. Nel menù del locale è precisato che tutte le materie prime utilizzate sono di stagione e possibilmente a km0 e, io aggiungerei, ottime.

Come avrete certamente capito, Il Prima della Pioggia è un altro locale da prendere come esempio a Bologna.

Indirizzo: Via De’ Falegnami 14, Bologna
Aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 23.00 e la domenica dalle 9.00 lle 16.00 .
Sito internet di Prima della Pioggia 

GUEST POST: LABORATORIO VEG – DAL CINQUE AL SEI CAFFETTERIA BIO – MODENA

Ringraziamo Samantha di LaboratorioVeg per il post che segue!  Non conoscevamo questo fantastico posto e non vediamo l’ora di provarlo.

Dal Cinque al Sei

Un weekend a Modena e qualche piccolo dubbio sul riuscire a trovare cibi vegan nei ristoranti e bar della città emiliana. La cucina tradizionale del luogo infatti prevede un uso dello strutto abituale e abbondante. Il tipico “gnocco” viene fritto nello strutto e la “tigella” lo contiene nel suo impasto e viene farcita con salumi e formaggio. Insomma, ero scettica.

Passeggiamo per le vie del centro di Modena per qualche minuto fino a quando non ci imbattiamo in una caffetteria che mi sembra un miraggio. Si tratta di una piccola caffetteria biologica che offre il Wi-fi e fa parte del circuito del book crossing. Entriamo e quando leggo il menù provo per un attimo una gioia quasi incontenibile. Ci sono diverse zuppe (farro, ribollita, miso, orzo e legumi) e tra i primi piatti gli gnocchi di patate al pomodoro, insalata fredda di cereali con ingredienti a scelta, cous cous di verdure, farro e verdure piccanti, samosas e paella vegetale. I secondi piatti comprendono cotolette vegetali, falafel, burger di seitan con spinaci e caprino fresco con verdure. Insomma.. praticamente mi si apre la possibilità di ordinare un pranzetto vegan niente male!

Siamo in 4 e assaggiamo gli gnocchi al pomodoro, i samosas e i falafel che sono accompagnati da una piccola insalatina di carote, rucola e finocchi. Tutto è delizioso. In questo posto il 90% del menù che abbiamo trovato era vegan, il 5% vegetariano e il restante 5% contenente strutto (l’erbazzone e lo gnocco sono biologici ma lo contengono).

L’atmosfera è quella giusta, un angolo di pace, un piccolo café dove riscaldarsi grazie a calde tisane e tea equosolidali e biologici. I vegetariani possono gustare anche brioche, torte e muffin biologici mentre per i vegan si può concludere il pasto o fare uno spuntino con della frutta fresca al naturale o condita con zenzero o con le pere cotte con il cioccolato.

Non posso fare altro che consigliare questa caffetteria anche per il prezzo. Un pranzo biologico composto da 2 porzioni di gnocchi al pomodoro, 2 di samosas, 1 di falafel e acqua naturale e gasata ci costa 22,50 euro.  Non male davvero.

Indirizzo:  Piazza XX Settembre, Modena

LATTUGHINO – MILANO

Lattughino

Da quasi un anno avevo adocchiato il curioso sito del Lattughino e aspettavo di tornare a Milano per andarci.
Così, qualche sera fa, trovandomi in zona Montenero, mi è tornato in mente il Lattughino, in particolare il Take Out Store & Bistrò, che si trova proprio lì nei dintorni.

Esteticamente, il locale mi ha fatto un’ottima impressione: dall’atmosfera europea (per intenderci, la sera in cui ci sono stata io, c’erano più stranieri che italiani); all’arredamento ricercato (tavoli alti, divanetti, piantine, cassette di frutta, segnaposto ricavati da dei vasi e un bancone con vetrate che mostra gli ingredienti freschi del giorno).

Il menù varia periodicamente ed è scritto con gessetti bianchi in una gigantesca lavagna appesa al muro. La cucina rientra nella categoria fusion, spazia dal tex mex al greco, senza ovviamente tralasciare insalate e zuppe. Molti i piatti vegetariani e vegani.

In tre abbiamo preso una zuppa di legumi, un burrito vegetariano, un hamburger vegetariano (tutti e tre accompagnati con patate saltate in padella) e, per concludere, una fetta di torta di pere e cioccolato.
I piatti potrebbero sembrare un po’ costosi (si va dai 6 euro per la zuppa ai 9 per gli altri), ma le porzioni sono abbondantissime e assicuro che con un solo piatto sarete sicuramente sazi.

Se siete dei cultori musicali, apprezzerete ancora di più il Lattughino: uno shuffle di colonne sonore anni ’80, bands e songwriters indie.

Da menzionare anche il premio innovazione del Gambero Rosso.

Sicuramente è un locale un po’, diciamo, hipster? Probabilmente non ci andrei per una cena con la C maiuscola, ma per un pranzo o in sostituzione al panino al bar assolutamente sì. La varietà dei piatti è una nota positiva, ma spesso chi offre un menù troppo vario tende poi a non avere una specialità veramente forte.

Ovviamente, come avrete capito dal nome dello store, il take out con consegna a domicilio è l’altra peculiarità del progetto Lattughino. Da provare anche solamente per ricevere a casa i fantastici box!

Abbiamo speso circa 13 euro a testa. (un piatto, acqua e un dolce in tre)

Indirizzo: Via Anfossi, 2, Milano
Sito Internet del Lattughino
C’è anche un altro store in zona Navigli (Via A. Ponti di fronte al Civico 1)