JUKEBOX CAFÈ, IL DINER – DIVE BAR GOURMET DI BOLOGNA

Jukebox Cafè

JukeBox Cafè

In via Mentana, dove fino a pochi mesi fa c’era Il Banco del Vino (a proposito, qualcuno ha notizie delle nuove avventure culinarie dei gestori? La loro pizza mi manca terribilmente.), quasi all’improvviso, quando nessuno se lo sarebbe mai aspettato, ha aperto Jukebox Cafè. Un posto che già adoro e che è diventato tappa fissa quando ho voglia di mangiare un buon veg burger o di bere, per aperitivo o dopo cena, un super cocktail (margaritas e moscow mule su tutti).

Il Jukebox è nato da un’idea dei ragazzi del Covo Club (la mecca per ogni appassionato di musica rock) e dell’Osteria dell’Orsa. L’arredamento ricorda quello di un moderno dive bar americano, con Jukebox funzionante e gratuito, alle pareti i dischi delle band di passaggio al Covo e le scalette degli storici concerti che ogni bolognese music maniac avrà sicuramente il piacere di rivedere.

Del Banco del Vino è rimasta la chef giapponese Saori Suzuki, che lasciato da parte il wok, si cimenta questa volta in una nuova sfida: la cucina americana.
Quindi nel menù quattro burger, tre dei quali prevedono l’opzione vegetariana e uno vegano, il Moz burger, in onore di Morrissey, acerrimo nemico di tutti i festival che servono carne.

Come vi dicevo, questo locale è entrato subito nella mia lista dei preferiti a Bologna, tanto che ci sono già stata diverse volte e ho potuto assaggiare un po’ di piatti. Squisito il Covo Burger (pane nero del Forno Calzolari, colorato con carbone vegetale, che ricorda la forma di un lp, burger di soia e malanzana cotto al forno, zucchine alla griglia, pomodoro confit, avocado, formaggio caprino ed erba cipollina. Come accompagnamento si può scegliere tra pomodori verdi fritti, patate al forno o insalata. Tra i miei preferiti il Casablancas burger che come ingredienti utilizza asparagi, cipolla caramellata e taleggio. Il Jukebox Cafè, come si può intendere dal nome, è aperto anche per la colazione (tarda, infatti apre alle 10). Strepitosi sia i pancakes di ricotta con frutta fresca che il french toast (probabilmente è anche l’unico posto che lo propone a Bologna). Se volete qualcosa di più leggero potete optare per i muffins o le brioches. Incredibilmente buona anche la cheesecake, servita con frutti di bosco o crema di banana e caramello.

I vegani possono ordinare anche insalate di verdura, quinoa con fragole e asparagi, panzanella – fatta sempre con il pane del Forno Calzonari, farinata di ceci e focaccia. Il menù è contenuto, tutto è curato nei minimi dettagli e vengono utilizzate solo materie prime di stagione!

I prezzi vanno dai 10 ai 25 euro euro per una cena o un pranzo completo. La colazione, servita fino alle 15:00, comprende una bevanda calda, una spremuta fresca e costa in media 10 euro scegliendo i piatti più corposi (pancakes, toast vegetariano, uova strapazzate, farinata per i vegani, o french toast).

Avete già prenotato? Io ci torno anche questa sera!

Indirizzo:  via Mentana 3/b, Bologna (aperto tutti i giorni dalle 10 a mezzanotte)
Telefono: 051 273832
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/jukeboxcafebologna

 

VEGANI! A CATANIA ANDATE DA NIEVSKI

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Il pub Nievski esiste dal 1986 ed ha come cornice la meravigliosa gradinata degli Alessi. Ci troviamo in pieno centro storico, in via Crociferi, una delle strade più suggestive della città, a poche centinaia di metri da piazza Duomo.
Nievski è aperto dalle 19 alle 2 e quello che balza subito agli occhi guardando il menù, è la presenza di moltissimi piatti vegani. Burger di tofu e seitan, polpette di verdure, l’immancabile caponata, sfoglie di patate e funghi pleurotus sono solo alcuni dei piatti che potrete trovare tutte le sere in questo locale dall’atmosfera alternativa. Basta varcare la porta d’ingresso e complici i numerosi poster sui rivoluzionari cubani che si combinano perfettamente con l’arredo volutamente vissuto, verrete immediatamente catapultati in un bar dell’Havana.

Noi ci siamo stati ad orario aperitivo e oltre ad un’ottima birra artigianale abbiamo ordinato un piatto misto vegano Nievski per soli 15 euro, costituito da polpettine, friselle con pomodorini, torte salate e verdure.
Oltre al misto Nievski e a quanto suddetto, non mancano mai il kebab vegano e il cous cous di verdure. Inoltre da segnalare una vastissima selezione di birre artigianali e vini.

Il prezzo è più che modico. Difficilmente spenderete più di 15-20 euro a testa per una cena completa.

Inutile dire che sarebbe molto bello che tutti i pub (o almeno uno per città!) offrissero tutta questa offerta per i vegani, ahimè, destinati a mangiare, quando va bene, patate fritte.

Indirizzo: Alessi 15 /17, 95100 Catania, Sicilia, Italia
Telefono: 095313792 (Aperto dal martedì alla domenica dalle 19 alle 2)
Sito di Nievski

IL BIO-RISTORANTINO DELLA DUNA DEGLI ORSI A MARINA DI RAVENNA

Duna degli Orsi

La Duna degli Orsi è forse il bagno che ha inventato l’Happy Hour a Marina di Ravenna. Più o meno tutti quelli che hanno frequentato Marina negli ultimi 10 anni ricorderanno la folla impressionante che dalle 18  in poi, in costume da bagno e infradito, popolava la spiaggia davanti alla Duna con centinaia di birre e cocktails.

Dopo la famosa serata del 25 aprile 2009, che ha portato alla Duna più di qualche problemino, le cose sono molto cambiate, il Bagno è diventato uno spazio a tratti new age, e tra le novità più apprezzabili abbiamo sicuramente un bio-ristorantino che offre pranzi e cene vegane, il bio-market tutti i mercoledì, i corsi di Yoga e un pezzetto di spiaggia esclusivamente dedicato agli animali a quattro zampe.

Ammetto che la lettura del menù del bio-ristorante mi ha fatto brillare gli occhi: Pad Thai vegano, hummus con focaccia, piadina vegan, piatti unici, torte vegan, centrifugati e tante altre prelibatezze con la V maiuscola. Sì, avete letto bene.
Il piatto unico vegano che ho assaggiato per un pranzo, composto da falafel, crema di fave (squisita), insalatina di orzo con pesto e pomodoro; contorno di patate al forno e insalata mista era una vera delizia.

Con meno di 20 euro, il pranzo – con incluso un bicchiere di vino o una bibita – è garantito!

Vi consiglio di tenere d’occhio il sito e la pagina Facebook della Duna  per essere aggiornati su ogni tipo di iniziativa. Molto interessanti le serate musicali con djset e concerti gratuiti.

Indirizzo: Viale delle Nazioni, 60, 48121 Marina di Ravenna (Ra)
Telefono:0544 530548

TRE VEGGIE DA BURGER WAVE A MILANO

Burger Wave

Le burgerie vanno sempre più di moda in Italia tanto che si stanno moltiplicando a vista d’occhio; ma quante offrono dei buoni veggie burger?
A Milano la migliore proposta – almeno fino ad ora – ce la dà Burger Wave con ben tre ricchissimi veggie burgers: il Virgin (burger di soia, barbabietole, formaggio, guacamole, insalata, relish di pomodoro e mayo alle erbe), il Mighty Greens (burger di verdure, pesto, peperoni, formaggio, insalata e mayo alle erbe) e l’Easy Peasy (burger di ceci, peperoni alla piastra, salsa tzatziki, insalata e relish di pomodoro).

Il Virgin che ho assaggiato era delizioso: pane morbido dentro e croccantino fuori, guacamole divina, burger saporito e mayo alle erbe – di sicura produzione casalinga – davvero superlativa. Le patate, che sono da ordinare separatamente, erano fragranti e ben cotte.
Tutti i veg burger si possono richiedere anche in versione vegana, ovvero senza le salse e il formaggio.

Per finire, gentilissimo il personale e molto brioso il locale, che si trova sui Navigli, ma che vuole ricordare lo stile australiano con tavole da surf e skateboard sparpagliati di qua e di là. Burger Wave prende ispirazione proprio dalle burgerie australiane che sono il luogo preferito dai surfisti affamati dopo una movimentata giornata sulle onde.

I prezzi sono incredibili: 6 euro al massimo per i veg burger e 2 euro e 50 per le patate.

Anche se Milano non sarà mai il set di Point Break, regalatevi un’ondata di piacere da Burger Wave!

Indirizzo: Via Ascanio Sforza, 47, Milano
Tel: 02 36560461 
Il sito di Burger Wave: http://www.burgerwave.it/ 

I MIGLIORI SOBA VEGANI DI NEW YORK? DA COCORON, FINO A PROVA CONTRARIA

Cocoron

I soba sono un piatto tradizionale della cucina giapponese, vale a dire simil-spaghetti di grano saraceno serviti caldi – immersi in una zuppa – oppure freddi.

Durante l’ultimo viaggio a New York, visto lo stato di quasi totale astinenza da cibi giapponesi a cui mi costringe l’Italia, ho cercato compulsivamente su blog, siti e riviste dove mangiare dei buoni piatti, in particolare i soba. Cocoron era il nome che più spesso veniva menzionato. Così una sera ho piazzato il mio nome nella lista d’attesa del Cocoron in Kenmare St, una stradina nel quartiere Nolita (l’altra sede, quella storica, è nel Lower East Side, ma il voto B, assegnato al locale dall’ispezione d’igiene, mi ha fatto propendere per il sopraccitato, il quale era stato promosso con una bella A).
Apro una parentesi al riguardo: a New York, il dipartimento di salute ispeziona tutti i locali e rilascia un voto, dalla A alla C, sulla base di svariati requisiti quali ad esempio la pulizia, la conservazione di cibi, la sterilizzazione degli utensili etc. Questo voto è reso pubblico e, soprattutto quando positivo, viene affisso in bella mostra dal locale. Da questo sito anche voi potete cercare velocemente il voto del vostro ristorante preferito a New York, sperando di non trovare brutte sorprese.

Dicevamo… la lista d’attesa: in mezz’ora – quaranta minuti massimo – dovreste cavarvela. Il locale è striminzito e, visto che il rapporto qualità prezzo è superlativo, c’è sempre una gran ressa.
Nel menù sono indicati i piatti vegani, che sono molti, sia per quanto riguarda gli antipasti che i soba. La difficoltà più grande, se come me non siete grandi intenditori di ingredienti giapponesi, è decifrare cosa vi troverete nel piatto.

Con gli antipasti sono andata sul sicuro, optando per quelli che contenevano la parola tofu, mentre per i soba ammetto di essermi affidata al caso. Seduta al bancone, proprio davanti a dove i magnifici cuochi preparano minuziosamente i piatti, ho carpito qualche segreto in più. Il tofu era visibilmente prodotto in casa e conservato in tonde ciotoline metalliche. Ogni porzione ordinata consisteva in un quarto di forma – immaginatevi quella della ricotta – accompagnata da zenzero, alghe, erba cipollina, daikon e salsa di soia. Semplicemente il miglior tofu mai mangiato: dalla consistenza vellutata e il sapore persistente, grazie ovviamente anche a tutti gli altri ingredienti. Ho provato il pinzimonio di sedano e daikon, stavolta servito con due salsine non meglio identificate ma entrambe squisite. I prezzi per gli antipasti viaggiano intorno ai cinque dollari l’uno.

Ma veniamo al piatto forte: i soba! Nel menù sono presenti svariati soba vegani, preparati sia caldi che freddi, disponibili in due diverse misure, regular e large. Visto il clima siberiano di New York, ho assaggiato solo quelli caldi in porzione normale. Tra gli ingredienti, oltre ai deliziosi spaghetti – cotti a puntino – immersi nel brodo perfettamente sapido, ho riconosciuto il daikon, il tofu, i funghi, il bamboo e l’erba cipollina.
Tra i dolci  ho optato per l’affogato al gusto di tè verde guarnito con una crema dolce di fagioli neri (ebbene sì! e non erano niente male), cereali e palline gommose di tapioca. Ma sembrava delizioso anche il gelato Mochi, come pure il latte di cocco e tofu.

Il prezzo per un piatto di soba si aggira sui dieci dollari, mentre quello del dessert è di sei dollari. Da bere si può scegliere tra innumerevoli proposte: dalla birra Sapporo (antica birra giapponese a bassa fermentazione nata alla fine del 1800), ai tè (verde, soba-cha..), oppure una semplice, e gratis, tap water. 

Non c’è molto da aggiungere, Cocoron è una tappa obbligatoria per ogni viaggio a New York! E io adesso torno in astinenza.

Indirizzo:  37 Kenmara St (tra Mott St & Elizabeth St)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23.

Sito:  http://cocoron-soba.com

TEAPOT, TISANERIA CON CUCINA – TORINO

Teaport – Tisaneria con cucina

Da diversi anni è in atto un piano di recupero per la zona di San Salvario a Torino. Il quartiere, posizionato in prossimità della stazione Porta Nova, da zona disagiata si sta trasformando  in uno dei punti più interessanti della città, dove di mese in mese il numero di gallerie d’arte, locali e ristorantini si moltiplica. Stiamo parlando di una decina di vie dove si alternano bistrot, rosticcerie vegetariane, birrerie artigianali, ristoranti etnici, locali per concerti, boutique di delizie alimentari e così via. Per intenderci, a me San Salvario ricorda molto la londinese Brick Lane.

Tra tutti questi locali il primo di cui scriverò è Teapot, la tisaneria con cucina gestita da tre ragazze e sempre gremita di ospiti di tutte le età a qualsiasi ora del giorno.

D’inverno il dehor non è praticabile e non rimane che attendere pazientemente un posticino nella piccola sala interna dove  iminuti tavoli ballerini sono magicamente incastrati permettendo il solo via vai dei camerieri.  Il bancone è sommerso di torte salate, sandwich, muffin vegani, biscotti, brioches, pancakes, il tutto prodotto in casa. Un’intera parete ospita invece ibarattoli che contengono tisane e tè per tutti i gusti. Il menù spazia dalle ottime proposte che trovate al banco ai piatti caldi che variano di giorno in giorno. Non ci troviamo di fronte a un locale con la V maiuscola, ma alcuni piatti vegetariani e vegani (e anche per intolleranti alimentari) sono sempre previsti nel menù del giorno.

Domenica, per il brunch, ho scelto la formula completa per cui assieme a una bevanda calda e a un centrifugato di frutta vengono serviti anche: uova strapazzate o all’occhio di bue, Flan con patate e verza, plumcake al cioccolato e frutta secca, crema alla vaniglia con frollino di orzo, kamut e miele. Delizioso tutto quello che ho assaggiato!

Prezzi ottimi: 15 euro per il brunch completo e 5-6 euro il prezzo delle singole portate.

Indirizzo:  Via Silvio Pellico 18, 10125, Torino
Tel: 011 19781481
Aperto dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì; dalle 9 alle 19 il sabato e la domenica 

UN POSTO A MILANO (CASCINA CUCCAGNA) – MILANO

Un posto a Milano

Negli ultimi mesi uno dei ristoranti più chiacchierati di Milano è sicuramente Un Posto a Milano. Ho letto numerosi articoli che parlavano della sua atmosfera radical chic, dell’ottimo cibo servito e di quanto fosse stato apprezzato il recente intervento di restauro dello stabile del 1700 (nato come cascina il Torchio dove si coltivavano le piante officinali del l’Ospedale Maggiore) del quale fa parte il ristorante. Il complesso della cascina agricola si presenta ora come un meraviglioso spazio polifunzionale dove l’arredamento vintage si sposa perfettamente con i soffitti altissimi, le travi a vista e i mattoncini rossi delle pareti tipici di quel tipo di stabile. Di fianco alla cascina uno spazio verde molto curato e poco più in là il trambusto di Porta Romana. Fin qui tutto meraviglioso.

Quello che mi ha lasciata parzialmente insoddisfatta è il menù dello chef Nicola Cavallaro.
Come antipasto abbiamo ordinato dei taglieri misti che comprendevano dei buoni formaggi, delle ciotoline di pomodorini e Mozzarella di Bufala (dell’azienda Amozzarella) con erbe fini e delle sfiziose polpette di melanzane e patate. Erano presenti in carta anche una zuppa fredda di pomodoro con crostini e un‘insalata di foglie e verdure che non ho assaggiato.
Tra i primi piatti vegetariani si poteva scegliere tra dei Rigatoni fatti in Cascina ai cinque tipi di pomodoro, e degli Spaghetti aglio olio e peperoncino. E proprio nei primi, a mio avviso, il punto debole. Nessun pregiudizio contro la cucina semplice e tradizionale, ma non riesco ad ammettere che in un ristorante venga proposta una pasta al pomodoro o un’aglio e olio, anche fosse la più buona al mondo.

Per secondo ho invece ordinato uno sformatino caldo di formaggio di capra con nocciole e mandorle delle Langhe guarnito con zucchine e asparagi. Decisamente godurioso per il palato.

Pane e dolci, che non ho assaggiato, sono fatti in casa e visto che le ricette sono pensate sulla base dei migliori prodotti stagionali del territorio (qui potete consultare lista di tutti i produttori), penso che riproverò la cucina diretta da Cavallaro in un’altra stagione, sperando di trovare dei primi un tantino più ricercati.

Interessante in fine l’aperitivo dove si possono prendere, a mo’ di cicchetti veneziani, dei piattini di farro, cous cous, focaccia, polpette e tutto quello che offre la casa in quel giorno, ad una manciata di euro ciascuno.

Prezzo: 27 euro a testa per antipasto misto, un secondo, un bicchiere di Prosecco e una bottiglia di Sauvignon Basarico Adriano delle Langhe.

Indirizzo: Via Cuccagna, 2 Milano Angolo Via Muratori
Telefono:02.5457785
Sito internet di Un Posto a Milano: http://unpostoamilano.it/  (bel sito dove potete tracciare e scoprire quanto distano da Milano i prodotti utilizzati nelle ricette )

BAGNO HANA BI – MARINA DI RAVENNA

Hana Bi

Riuscite a immaginare un unico posto in cui potete vedere bellissimi concerti gratis, prendere il sole sulla spiaggia, ascoltare il reading di uno scrittore o un giornalista che amate, fare un aperitivo rilassante, partecipare a una cena vegetariana patrocinata da Slow Food e anche ballare fino a tarda notte?

Questo posto esiste e si chiama Hana Bi. Si trova a Marina di Ravenna e da almeno 5 anni è per me un appuntamento fisso ogni estate.

Il ristorante dell’Hana Bi, aperto sia a pranzo che a cena, offre a vegetariani e vegani un’alternativa validissima ai ristoranti di pesce e piadinari – raramente strutto free – presenti sulla riviera Romagnola. Sono sicura che, come me, avrete provato sulle vostre papille gustative quanto è dura trovare qualcosa di sfizioso anche nei bagni in cui viene menzionato qualche piatto sprovvisto di pesce o carne. Ma all’Hana Bi è tutt’altra storia.

Nelle svariate cene ho potuto assaggiare il veggie-burger: una pila alta 10 cm di pane, scamorza, polpettone di patate e cipolla, insalata, pomodorini e pesto! Buono, soprattutto se avete uno stomaco di ferro che digerisce tutto, anche se magari evitate di mangiarlo prima di fare il bagno… Per un pasto più equilibrato e leggero non manca il piatto misto vegano: homemade falafel, riso basmati, verdure di stagione e legumi. Anche gli amanti della pasta ripiena troveranno ogni sera quello che cercano, siamo pur sempre in Romagna!

Buoni anche i dolci: quest’anno, tra tutti, ho preferito sicuramente la cheesecake, per l’occasione, destrutturata.

Infine, i prezzi sono nella media di un ristorante al mare. Scegliendo il veggie-burger si spendono circa 10 euro (con coperto e bevanda), mentre optando per i primi o per il piatto misto, accompagnato magari a una bottiglia di vino della zona, si raggiungono i 25-30 euro.

Controllate il sito dell’Hana Bi per vedere gli appuntamenti delle prossime settimane, e soprattutto, appuntatevi questo spazio per le prossime vacanze e gite fuori porta.

Indirizzo: Via Della Pace, 452G, Marina di Ravenna
Tel: 333 209 7141 (consigliata la prenotazione, specie nelle serate dei concerti)
Aperto tutti i giorni
Sito Internet di Bronson Produzioni

ANGUSTO – FAENZA

Angusto

Difficile scrivere dell’Angusto senza menzionare il Clan Destino, che lo ospita fra le proprie pareti. Il Clan, così lo chiamano tutti, è uno storico locale faentino famoso per i concerti – rigorosamente gratuiti – di giovani band internazionali, per La Morena – la proprietaria – e per le gustosissime patate arrosto che fanno da base a ogni aperitivo.

Da qualche anno è nato anche Angusto, il ristorante del Clan. Specchio dell’estrosità della proprietaria, il ristorante colpisce immediatamente per l’arredamento: mobili antichi, bicchieri volutamente spaiati, divanetti vintage, lampadari moderni e tavoli in legno sono tutti elementi combinati assieme con armonia. Così come l’aspetto, anche il menù, curato dallo Chef Alessandro Terrasi, lascia spazio alla creatività dimostrando sempre una particolare attenzione per gli ospiti vegetariani e vegani.

Negli ultimi mesi sono stata a cena qui un paio di volte, vi riporto i piatti che ho degustato.

Partendo dall’incantevole antipasto, un tortino di caprino in camicia di fiori di zucca su pavè di zucchine, che non era solo bello a vedersi, ma anche squisito al palato, mi soffermo con particolare attenzione sui primi piatti (la sottoscritta, se non si era capito, adora la pasta ripiena): caramelle alle erbe di campo con salsa allo squaquerone e tartufo scorzoneorecchioni ripieni di squaquerone conditi con crema di erbette e, ultimi, triangoli con formaggio campagnolo su una brunoise di zucchine. Un assaggio di tutti e tre, senza riuscire a stabilire quale sia il più buono, e mi permetto anche una degustazione del piatto unico vegetariano, composto da uno sformatino di ortiche, melanzane alla parmigiana, tzaziki, friggitelli al forno, bulgur alle verdure e misticanza.
Dessert indimenticabili: mi tentano sia la tortina paradiso con crema inglese alla camomilla, la spuma al miele di girasole e ribes rossi, che il semifreddo di ciliegie con salsa di cioccolato e menta e Whisky al sifone.   Nella carta sono presenti anche un sorbetto di albicocche con sciroppo all’amaretto e una mousse di fragole con ristretto di aceto balsamico e crakers salatiPer questa volta scarto a malincuore gli ultimi due e mi tuffo sulla tortina paradiso e sul semifreddo di ciliegie. Semplicemente deliziosi.

Angusto d’estate chiude per qualche settimana (dal 4 al 23 luglio), ma al suo posto troverete Arbusto “Ristoro vegetariano e canino”. Le foto che vedete in questa recensione sono un mix dei due ristoranti.

Il coperto, che comprende pane (fatto in casa) e acqua, viene 3 euro. Il prezzo totale della cena escluso il vino (buona cantina di vini prevalentemente locali, anche se non mi hanno mai dato la carta e questo un po’ mi destabilizza sempre) può oscillare dai 13 ai 30 euro.

Indirizzo: viale Baccarini, 21/a – 48018 Faenza (RA)
Telefono: 0546681327 (prenotazione consigliata)
Aperto dal mercoledì al giovedì dalle 20.15 alle 23.00 e dal venerdì al sabato dalle 20.15 alle 23.30

Sito Internet: www.clandestinoangusto.it 

MERCEARIA DAS FLORES – PORTO

Mercearia Das Flores

Alla Mercearia Das Flores ci sono capitata per caso passeggiando alla ricerca della libreria Lello. Mercearia in italiano viene tradotto con alimentari, e proprio come in quest’ultimi, qui potrete acquistare numerosi prodotti. Ma a differenza delle classiche botteghe, tutto quello che trovate qui dentro, ben esposto su scaffali di legno e mobili “di una volta”, proviene esclusivamente dai piccoli produttori delle regioni portoghesi ed è biologico: dalla frutta fresca ai formaggi senza dimenticare il cioccolato, il pane e i formaggi.
Inoltre una manciata di tavoli permettono la degustazione di tutti gli alimenti anche all’interno del locale e ovviamente non mi sono lasciata scappare l’occasione di provare qualcosa: un crostino di pane caldo composto da mostarda alle verdure, scaglie di formaggio delle Azzorre, verdure crude e condito con una spruzzata di olio d’oliva (3.50 euro), e una degustazione di formaggi (4 euro) accompagnata da del Vino Barrao.
Tutto delizioso.

Indirizzo: Rua das Floers, 110, Porto
Sito: http://www.merceariadasflores.com/