DOMENICA BRUNCH ALL’ASTORIA DI TORINO

Astoria

L’Astoria è uno dei miei locali preferiti a Torino per tirare fino a tardi nei week end e soprattutto per vedere concerti: tutte le band – nostrane e non – che adoro, passano nel loro “basement”, ultimi Chromatics e Glass Candy.
Astoria è anche famoso nel quartiere di San Salvario per i cocktails, i bagels fatti in casa e per il brunch domenicale. I bagels, le ciambelline protagoniste di tanti post in questo blog, sono sfornati solamente dal lunedì al mercoledì dalle 19 alle 22; e allora vi do un consiglio ora che finalmente è arrivato il caldo: sedetevi nei tavolini esterni, ordinate un mojito (c’è un barista in particolare che lo sa fare come dio comanda) un bagel vegetariano e ascoltate l’ottima musica che sempre esce dalle casse del locale.

Di domenica potete invece andare all’Astoria per il brunch, dove i piatti vegetariani non mancano: uova strapazzate, frutta a volontà, spremute fresche di pompelmo, il classico pane-burro-marmellata, yogurt con cereali, muffin dolci e, ovviamente, i bagels. E se volete fare le cose per bene, ordinate un Bloody Mary.

I prezzi sono nella media: per un brunch completo si spendono circa 12 -15 euro.

Indirizzo: Via Berthollet 13, San Salvario, Torino
Telefono: 3897663731 (aperto dal lunedì al mercoledì dalle 18 alle 2, dal giovedì al sabato dalle 18 alle 4 e domenica dalle 11 alle 2)
Sito dell’Astoria : http://www.astoria-studios.com

UN DINER VEGANO A NEW YORK: CHAMPS

Champs

“Death Before Decaf” è la scritta neon appesa alla porta d’ingresso di questo diner di Williamsburg; e difatti Champs è il posto perfetto per fare una gustosa colazione vegana.

Fuori dal locale, come presenza fissa, troverete gli hipster del quartire ad aspettare un tavolino.  La nostra attesa per il pranzo della domenica è stata quasi di 50 minuti, un bel po’, specie quando non si ha ancora fatto colazione e lo stomaco inizia a ruggire. Ne è valsa la pena?

Per me è un nì e ora vi spiego perchè.

Inizio con le cose positive. Il locale è davvero molto carino: buffi quadretti appesi qua e là, piante verdi posizionate dove meno te l’aspetti, oggetti di modernariato – che vorresti anche a casa tua – e un sacco di gente allegra.
Anche il menù è invitante, molto articolato e probabilmente ci vorrebbe un mese per assaggiare tutto. Si va dai piatti classici della colazione americana – come muffin e pancakes –  a quelli salati come veg burger e sandwiches. Non mancano nemmeno le insalate e le finte uova strapazzate composte da tofu. Un’intera pagina del menù è dedicata ai drinks, divisi in smoothies, succhi, centrifugati, bibite varie e caffè.
Noi abbiamo voluto assaggiare il cappuccino con latte – non mi è ancora chiaro se fosse di soia o riso. E visto che il cappuccino era molto buono, siamo a tre punti positivi per Champs.
Quello che non mi ha fatto impazzire è stato il veg affettato presente nei piatti della colazione: non male il tempeh bacon, ma decisamente gommoso e poco saporito il veg-burgerino di soia.
Nota infine negativa per il il dolce Oreo, che oltre ad essere pesantissimo, aveva anche un sapore poco gradevole, tanto che in 3 non siamo riusciti a finirlo.

Si spende circa 15 dollari a testa più mancia e malgrado i piatti scelti non mi abbiano troppo entusiasmata, se dovessi capitare nuovamente a New York, un salto da Champs certamente lo farei. Anche perché ci sono almeno altre 30 cose da provare..

Indirizzo: 176 Ainslie St, Brooklyn, NY (Metro Lorimer)
Aperto da lunedì a domenica dalle 9 alle 23
Sito di Champs  

TARTUFO A VOLONTÀ DA DANILO E PATRIZIA A BOLOGNA

Danilo e Patrizia

Il “giro di primi” di Danilo e Patrizia è un’esperienza culinaria che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Dite subito che siete vegetariani e l’oste vi elencherà quali sono le pietanze senza carne. Solitamente, vi andrà più che bene! Parliamo di 6-7 assaggi diversi, che in alcuni ristoranti potrebbero tranquillamente essere delle porzioni intere.

Una sera della scorsa settimana ci sono andata a cena, era un po’ tardi, circa le 21.30 e la degustazione dei primi non era purtroppo più fattibile. Allora mi sono fatta elencare i piatti vegetariani e ho optato per un bis di gnocchi con scaglie di formaggio di fossa e dei tortelloni a pasta rossa con ripieno di mozzarella di bufala, conditi con una leggera fonduta di formaggio e spolverati di tartufo nero. Deliziosi entrambi, fatti a mano, buoni, belli.

Tra i pochissimi piatti vegani che potrete trovare, squisito è senz’altro il carciofo crudo alla julienne con crema di aceto balsamico. Non vegano, ma più che valido anche l’uovo all’occhio di bue con asparagi e lamelle di tartufo nero. Contorno “leggerissimo” di zucchine pastellate fritte che hanno sempre il loro perchè.

Ho accompagnato i miei piatti con un ottimo Sangiovese Superiore.

Come avrete certamente capito, da Danilo e Patrizia si mangia cucina tradizionale emiliana. Molti dei piatti sono a base di tartufo e – quando è stagione – di funghi. Inoltre si può mangiare tutto questo ben di dio senza l’ansia di ritrovarsi un conto spropositato: il prezzo fisso è di 35 euro a testa.

Ah, fatemi sapere se voi riuscite ad arrivare al dolce, io non ce l’ho mai fatta.

Indirizzo: Via San Donato, 161 Bologna
Telefono: 051. 6332534 (consigliata la prenotazione)

GUSTOSA CUCINA VEGETARIANA AL GINGER CAFÈ DI PARIGI

Café Ginger 

A pochi metri da Place de La Bastille, in una zona sempre animata e piena di locali, troverete il Cafè Ginger, che a discapito del nome, che farebbe pensare esclusivamente ad una caffetteria, è anche un accogliete (e molto pulito) ristorantino in cui pranzare. Non ne potete più di crepes, baguettes o di spulciare i menù dei bistrot in cerca di qualcosa di vegetariano? Questo è il posto giusto per mangiare una cucina sana, leggera ma incredibilmente gustosa.

Il menù consiste quasi esclusivamente in un piatto unico, che cambia giornalmente, prevalentemente vegano e sempre preparato con ingredienti freschi e stagionali. Occhio, se arrivate troppo tardi rischiate di non trovare più cibo. Per nostra esperienza, alle tre, le quantità già scarseggiavano e molte delle pietanze erano, ahimè, terminate.

Così, il piatto misto che abbiamo assaggiato, comprendeva una zuppa di broccoli con mandorle e semi di sesamo; una quiche alle zucchine; una crema di ceci al curry molto simile all’hummus; lenticchie con cremina di latte di cocco e un’insalata fresca. Dolce finale, davvero delizioso, di mele cotogne o al cioccolato.
Devo dire, nel complesso un ottimo piatto, saporito al punto giusto e con un buon accostamento di ingredienti e sapori.

Per il piatto misto, dolce e bibita la cifra standard è di 17 euro. Non proprio economico, soprattutto confrontato ai piatti misti che capita di mangiare nei ristoranti italiani per 7-8 euro, ma siamo in una delle zone più belle di Parigi, e quindi ci sta.

Cafè Ginger oltre ad offrire il servizio a domicilio, organizza anche dei corsi di cucina vegana! Provatelo e fatemi sapere.
Indirizzo:  9 Rue Jacques Cœur, 75004 Paris, Francia (metro Bastille)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 15. 

LA PIZZA BUONA È DA ROBERTA’S A NEW YORK

Roberta’s

Difficile da credersi? Ebbene sì, a New York ho mangiato un’ottima pizza, che giuro non ha nulla da invidiare a quella che si trova in Italia. Sicuramente la migliore è quella di Roberta’s, una pizzeria aperta nel 2008 in un ex garage a Bushwick, il nuovo quartiere più cool di New York. Tanto per farvi capire che stiamo parlando di un locale alquanto chiacchierato… se siete fan del telefilm Girls e avete visto l’ultima puntata della seconda stagione, una delle scene è ambientata proprio da Roberta’s.

Così, da Manhattan prendete la linea L della metro in direzione Brooklyn, scendete a Morgan, fate un giro per ammirare i graffiti che colorano intere pareti, un salto nei negozi second hand in cerca di qualche occasione e, tra vie deserte e capannoni industriali in disuso, scoverete questa pizzeria. Non sarà facile, l’esterno è anonimo e, solo sapendo cosa vi attende, vi verrà voglia di oltrepassare la porta d’ingresso segnalata da un’invisibile scritta gialla su fondo rosso. Catapultati all’interno, la situazione si presenta totalmente diversa: colori caldi, lucine appese ovunque, tantissima gente e buona musica. Già, tutto questo è possibile solo a Bushwick.

Alla carta i gusti veg non sono – come dire – tantissimi, ma è possibile personalizzare le pizze con svariati ingredienti molto ricercati e provenienti direttamente dall’Italia (l’executive chef è Carlo Mirachi, originario del Belpaese): questo spiega la presenza di formaggi come Taleggio, Gorgonzola e Caciocavallo. Oltre alle pizze cotte a puntino nel forno a legna, da Roberta’s si trova anche il pane fresco da portare a casa e qualche piatto di pasta; non è scritto da nessuna parte, ma a pranzo si può avere anche un trancione di pizza a prezzo operaio. Dopo aver ordinato una delle pizze dal nome buffo (Cheeses Christ, Good Girl…) la si mangia tutti insieme su lunghi tavoli di legno dove le tovagliette non esistono e l’ambiente è talmente familiare che molto probabilmente vi capiterà di chiacchierare con i camerieri o i vicini di panca.

I prezzi, in linea con quelli medi di New York, a noi risultano poco contenuti: una margherita viene a costare quasi 9 euro più mancia, ma ne vale la pena. Promesso.

Indirizzo: 261 Moore St Brooklyn,NY
Aperta dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 24 (brunch nel week end)
Sito di Roberta’s: http://www.robertaspizza.com 

APPUNTAMENTO CON VINITALY 2013 A VERONA

Secondo appuntamento di V per Vegetariano con la manifestazione più importante d’Italia per quanto riguarda i vini. L’anno scorso ci eravamo dedicati all’Amarone e, in particolare, ai suoi abbinamenti con i cibi vegetariani. Quest’anno ci siamo diretti prima a est, per gli assaggi dei grandi bianchi del Friuli Venezia-Giulia, poi siamo scesi di qualche centinaio di chilometri per le degustazioni in Emilia-Romagna.

Abbiamo quindi cominciato dal Padiglione che ospita il Friuli per alcuni assaggi di bianchi.

Da Ermacora, confermo la mia preferenza per il Friulano e la Ribolla Gialla. Proprio quest’ultimo si presenta al naso non molto profumato, mentre in bocca mostra una sapidità notevole e una persistenza significativa. Abbinamento ideale con formaggi freschi, risotto al radicchio tardivo, lasagne vi verdure.

Facciamo poi tappa da Isidoro Polencic (azienda di Cormons) per un assaggio del suo Friulano. Al palato risulta fine, con una buona acidità e una struttura importante. Un vino che si può accompagnare a degli antipasti, quali ad esempio tortini di sfoglia e verdure.

Segnaliamo infine il Sauvignon dell’Azienda Agricola Le Viarte, dal profumo intenso, estremamente ricco, tipico e riconoscibile. Ne risulta un buon abbinamento con vellutate e piatti a base di funghi.

Raggiungiamo il Padiglione 1, l’Emilia Romagna.

Da Giovanna Madonia, azienda agricola di Bertinoro, assaggiamo il Fermavento 2008 (Sangiovese in purezza) di gradi 14% e l’Ombroso Annata 2006 (Sangiovese 90%, Merlot 10%, Gradi 13,5%). Due vini di potenza e finezza che, accompagnati a una cena vegetariana, si possono abbinare con formaggi stagionati, risotti dal sapore deciso o, rimanendo in Romagna, con dei passatelli al formaggio di fossa e porcini.

Passaggio obbligatorio da Tre Monti di Imola per il suo pluripremiato Sangiovese Superiore Riserva che prende il nome di Petrignone. Chissà se anche le ultime annate verranno osannate come le precedenti. Un vino deciso che si può ben sposare con delle scaloppine di seitan alla senape.

Questi vini dimostrano che l’Emilia Romagna è una regione in piena salute e crescita e che probabilmente, prima o poi, darà del filo da torcere anche ai vini della vicina Toscana.

Lasciamo il Padiglione 1 per cercare Drei Donà Tenuta la Palazza che, per qualche motivo, non è assieme agli altri vini emiliani-romagnoli. Drei Donà sta diventando negli ultimi anni una certezza per quanto riguarda l’ottima produzione di Sangiovese. Il Notturno è un Sangiovese giovane al quale io preferisco di gran lunga il magnifico Pruno (100% Sangiovese, affinato 18 mesi in botti di Rovere).

 Il tempo è tiranno, ci toccherà tornare anche il prossimo anno.

MAUS HABITOS, PRANZI VEGANI IN CENTRO A PORTO

Maus Habitos

Maus Habitos è un’associazione che, oltre a offrire servizio di catering, propone quotidianamente – all’interno di un meraviglioso spazio all’ultimo piano di un parcheggio in centro a Porto – un ottimo ed economicissimo pranzo vegano.

Scoperto un po’ per caso grazie ai volantini affissi in giro per la città, mi ha entusiasmata per l’aria spartana dell’open space (sembra di essere nel terrazzo di casa propria) e per la cordialità dello staff (qualità molto gradita in posti poco convenzionali per mangiare, come può essere proprio un’associazione culturale). A chi non è mai capitato di sentirsi spaesato – soprattutto all’estero – in quei momenti in cui tutti sembrano avere sul proprio tavolo un meraviglioso piatto fumante ma del vostro menù o del cameriere nemmeno l’ombra? Ecco, la situazione potrebbe essere questa, ma i ragazzi di Maus Habitos, seppur con estrema e fiera lentezza, mi hanno messo a proprio agio spiegandomi qual era la modalità per ricevere il pasto. Semplice: ci si mette davanti al bancone delle bibite e si aspetta il proprio piatto. Qualcuno prima o poi arriverà a portarvelo.

Il menù è unico per tutti, salvo la bibita preparata in due varianti, entrambe a base di frutta. L’antipasto consisteva in chips di mais da spizzicare con una salsa di tofu e da una zappetta di verdure. Il primo piatto era invece una lasagna vegana di verdure e legumi servita con un’insalata di patate. Sono molto esigente quando si parla di lasagne: quelle di Maus non erano certamente sugose ma un 6, dopotutto, glielo do volentieri.
Provate a indovinare quanto ho pagato? Sei euro totali. Lo so, si fa fatica a crederlo.

Maus Habitos, essendo un’associazione culturale, organizza anche eventi di vario genere, presentazioni di libri, djset e concerti. Trovate tutte le informazioni nell’aggiornatissimo sito!

Indirizzo: Rua Passos Manuel 178, 4 piano, Porto 
Telefono: 222087268 

I MIGLIORI SOBA VEGANI DI NEW YORK? DA COCORON, FINO A PROVA CONTRARIA

Cocoron

I soba sono un piatto tradizionale della cucina giapponese, vale a dire simil-spaghetti di grano saraceno serviti caldi – immersi in una zuppa – oppure freddi.

Durante l’ultimo viaggio a New York, visto lo stato di quasi totale astinenza da cibi giapponesi a cui mi costringe l’Italia, ho cercato compulsivamente su blog, siti e riviste dove mangiare dei buoni piatti, in particolare i soba. Cocoron era il nome che più spesso veniva menzionato. Così una sera ho piazzato il mio nome nella lista d’attesa del Cocoron in Kenmare St, una stradina nel quartiere Nolita (l’altra sede, quella storica, è nel Lower East Side, ma il voto B, assegnato al locale dall’ispezione d’igiene, mi ha fatto propendere per il sopraccitato, il quale era stato promosso con una bella A).
Apro una parentesi al riguardo: a New York, il dipartimento di salute ispeziona tutti i locali e rilascia un voto, dalla A alla C, sulla base di svariati requisiti quali ad esempio la pulizia, la conservazione di cibi, la sterilizzazione degli utensili etc. Questo voto è reso pubblico e, soprattutto quando positivo, viene affisso in bella mostra dal locale. Da questo sito anche voi potete cercare velocemente il voto del vostro ristorante preferito a New York, sperando di non trovare brutte sorprese.

Dicevamo… la lista d’attesa: in mezz’ora – quaranta minuti massimo – dovreste cavarvela. Il locale è striminzito e, visto che il rapporto qualità prezzo è superlativo, c’è sempre una gran ressa.
Nel menù sono indicati i piatti vegani, che sono molti, sia per quanto riguarda gli antipasti che i soba. La difficoltà più grande, se come me non siete grandi intenditori di ingredienti giapponesi, è decifrare cosa vi troverete nel piatto.

Con gli antipasti sono andata sul sicuro, optando per quelli che contenevano la parola tofu, mentre per i soba ammetto di essermi affidata al caso. Seduta al bancone, proprio davanti a dove i magnifici cuochi preparano minuziosamente i piatti, ho carpito qualche segreto in più. Il tofu era visibilmente prodotto in casa e conservato in tonde ciotoline metalliche. Ogni porzione ordinata consisteva in un quarto di forma – immaginatevi quella della ricotta – accompagnata da zenzero, alghe, erba cipollina, daikon e salsa di soia. Semplicemente il miglior tofu mai mangiato: dalla consistenza vellutata e il sapore persistente, grazie ovviamente anche a tutti gli altri ingredienti. Ho provato il pinzimonio di sedano e daikon, stavolta servito con due salsine non meglio identificate ma entrambe squisite. I prezzi per gli antipasti viaggiano intorno ai cinque dollari l’uno.

Ma veniamo al piatto forte: i soba! Nel menù sono presenti svariati soba vegani, preparati sia caldi che freddi, disponibili in due diverse misure, regular e large. Visto il clima siberiano di New York, ho assaggiato solo quelli caldi in porzione normale. Tra gli ingredienti, oltre ai deliziosi spaghetti – cotti a puntino – immersi nel brodo perfettamente sapido, ho riconosciuto il daikon, il tofu, i funghi, il bamboo e l’erba cipollina.
Tra i dolci  ho optato per l’affogato al gusto di tè verde guarnito con una crema dolce di fagioli neri (ebbene sì! e non erano niente male), cereali e palline gommose di tapioca. Ma sembrava delizioso anche il gelato Mochi, come pure il latte di cocco e tofu.

Il prezzo per un piatto di soba si aggira sui dieci dollari, mentre quello del dessert è di sei dollari. Da bere si può scegliere tra innumerevoli proposte: dalla birra Sapporo (antica birra giapponese a bassa fermentazione nata alla fine del 1800), ai tè (verde, soba-cha..), oppure una semplice, e gratis, tap water. 

Non c’è molto da aggiungere, Cocoron è una tappa obbligatoria per ogni viaggio a New York! E io adesso torno in astinenza.

Indirizzo:  37 Kenmara St (tra Mott St & Elizabeth St)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23.

Sito:  http://cocoron-soba.com

INSALATA DARK ALL’OSTERIA 55 A MILANO

Osteria al 55

Ho mangiato una Dark Salad. Un’insalata che di verde non ha niente, diversa da qualunque altra mai assaggiata.
Al posto di foglie e pomodori: castagne d’acqua cinesi – che sembrano dei diavoletti – radice di loto, rambutan, patata viola, mangostano e carote nere. Se siete curiosi di assaggiare questi deliziosi frutti esotici e tuberi poco comuni sulle nostre tavole, andate all’Osteria 55 a Milano e armatevi di un po’ di pazienza: vi toccherà sgusciare tutto. Un’azione certamente poco usuale nella cucina vegetariana.

Prima della Dark Salad, in questa piccola Osteria, zona Cenisio, lontana quindi dall’hype milanese, potrete ordinare antipasti e primi e, come forse avrete capito, nulla di scontato.

Gli antipasti si compongono di assaggini e vi consiglio di provarne almeno tre. E se anche l’occhio vuole la sua parte, all’Osteria 55, sarà senz’altro accontentato.
Un perfetto bignè di topinambur e ricotta con glassa di peperoncino, una parmigiana interiore morbidissima, oppure una tartare di avocado e olive taggiasche con cracker di semi di lino vi sembreranno porcellane mignon da quanto sono ben preparate. Ma non è finita qui, le possibilità sono quasi illimitate: si continua con un miniburger di zucchine, il patè di lupini e sommacco in peperoncini arancioni dolci e la bruschetta con ciliegini gialli, pepe di sichouan e basilico. Niente male come inizio.

Tra i primi ho trovato in lista la millefoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, il risotto saltato con curcuma fresca e Roquefort, la vellutata di cavolfiore con canditi di cavolo rapa e gli gnocchi di patate viola in salsa di cappuccio rosso, ghiottissimi.

Anche tra i secondi le alternative sono davvero tante, a cominciare dalla sopracitata Dark Salad: “capunet” alla cinese con verdure al salto; Chèvre chaud e quiche multicolore di sfoglia con verdure al salto. La Chèvre Chaud, un classico della cucina francese, è una gustosa insalata arricchita da crostini con formaggio di capra, mentre i capunet sono una sorta di polpettine, in questo caso di tofu, avvolte in foglie di verza. Memorabili!

L’irresistibile lista dei dolci mi costringe a non posare la forchetta. Per me cuorecaldo al cioccolato con panna montata ai ras el hanout (una miscela di 30 diverse piante che ricorda un po’ il curry), per gli altri la torta di mele, mentre per la mia amica Anna – già, era il suo compleanno – un dolce speciale preparatole appositamente dallo chef Michele. Non ho appuntato cosa fosse, ma ricordo chiaramente la gioia della festeggiata.

La spesa: il menù degustazione viene 35 euro e comprende tre antipasti, un primo, un secondo e il dolce. Dalla carta dei vini, non ampissima ma certamente adeguata, abbiamo scelto una bottiglia di Fiano di Avellino.

Indirizzo: via Messina 55, Milano
Telefono: 0249752286 (consigliata la prenotazione)

VEGAN FAST FOOD: MOB PARIGI

Mob

Ci sono due Mob in tutto il mondo, uno è a New York – più precisamente a Brooklyn – e l’altro a Parigi, nel centralissimo Marais. Il Mob francese conta in totale una decina di posti a sedere, considerando sia quelli dell’unico tavolo presente nel locale, che quelli al bancone. Musica Hip Hop, garçon simpatico e dall’impeccabile parlata inglese, caricature di Michelle Obama sparse in mezzo ai biscotti e lavagne su cui lasciare appunti e messaggi. Ecco l’atmosfera rilassata che si respira al Mob.

Il menù, che cambia – più o meno – ogni giorno, è illustrato sulla lavagnetta all’ingresso ed è completamente vegano.
Specialità della casa: vegan burger.

In occasione del nostro passaggio, il menù era composto da pop corn salati o al curry, torte e cookie di farina di mais, zuppa e, per l’appunto, vegan burger. Un enorme frigo a parete ospita almeno dieci diversi gusti di Fizzy Lizzy, nota marca newyorkese di bibite naturali. Tutte assolutamente da provare.

Il mio vegburger era decisamente ottimo; rigorosamente di fattura artigianale (pane incluso), e arricchito da una salsina di zucchine e scalogno. È possibile richiedere anche l’aggiunta delle patatine fritte. Tutto fresco, goloso e vegan.

Se siete under 40 e dopo una lunga passeggiata avete bisogno di uno spuntino – molto poco francese – e due chiacchiere, questo è il posto che fa per voi. Nel giornale del locale, The Mob Newspaper, troverete anche qualche dritta su cosa fare in serata.

Per una fetta di torta, il vegburger e una bibita, ho speso 11 euro.

Indirizzo: 30 Rue Charlot, 75003 Parigi
Tel: 0142775105
Metro: Temple, Filles du Calvaire
Aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19