PANE E PANELLE A BOLOGNA PER UN AGOSTO VEGETARIANO

Pane e Panelle

Sotto i portici di via San Vitale, tra le transenne che segnalano i perenni lavori in corso e minimarket pakistani trovate questo bel ristorante, arredato con gusto e sempre gremito di persone. Fino al mese scorso la cucina era prevalentemente a base di pesce, tanto che, pur abitandoci di fronte, salvo per un pranzo con un solo piatto di pasta al pesto, non ero più tornata.

Da luglio una vistosa pubblicità che copre le vetrine del locale recita più o meno così: la Verde estate di Pane e Panelle, da agosto ancora più vegetariani. E così, ci sono andata; non una, due, ma ben tre volte in due settimane. Promette bene, vero?

D’estate si può mangiare all’aperto in un romantico cortile interno – che ti fa quasi dimenticare di essere in una delle città più afose d’Italia. Molti i piatti vegetariani inseriti nel menù, vario e sempre sorprendente.

Tra le portate che più ho apprezzato inserisco sicuramente la millefoglie di melanzane (croccanti melanzane fritte alternate a pomodori cuore di bue e bufala e basilico), le polpettine di ceci al curry con mousse di melanzana e yogurt greco e il risotto freddo con squacquerone e verdure croccanti. Molto gustose e creativi anche i primi a base di pasta: carbonara di friggitelli, crespelle di verdure e i mezzi paccheri con zucchine, porro e crema di pecorino romani…E non dimentichiamoci delle panelle! Vengono portate assieme al pane e sono sensazionali, forse le più buone in circolazione. Non sono mai riuscita ad arrivare al dolce, ma ho visto passare dei cannolicchi di ricotta che non sembravano niente male.

Non siamo certo in un locale per tutte le tasche: per un antipasto, un primo o secondo, più una bottiglia di vino (molto interessante la carta dei vini. Noi abbiamo assaggiato un ottimo Leone Tasca d’Almerita) si spendono circa 30-35 euro. 

P.S. Mi diceva la proprietaria, che la nuova linea vegetariana verrà parzialmente mantenuta anche in autunno. Ottime notizia!

Indirizzo: Via San Vitale, 71, 40125 Bologna
Telefono:051 270440
Aperto dal lunedì (solo a pranzo) al sabato. Chiuso la domenica

GUEST POST: LA FUNKY – MINIGUIDA PARIGI

La Funky di Chi fa i piatti? è stata in vacanza a Parigi e ha scritto per V per Vegetariano una miniguida di posticini veg friendly in cui ha mangiato! Ecco il suo racconto:

La Bouche B

La Bouche B

Rester à bouche bée significa rimanere esterefatti, a bocca aperta: ed è così che sono rimasta davanti al piatto che mi hanno messo davanti al ristorante “La Bouche B” per l’appunto…di nome e di fatto!
Questo piccolo e accogliente locale che si trova all’angolo della piazzetta della Chiesa Notre-Dame de la Croix, zona Menilmontant (20° arrondissement) lo abbiamo battezzato per il nostro brunch domenicale, sperando di poterci appollaiare nei tavolini sistemati fuori e riscaldarci con il tepore del sole che, con enorme stupore, ci aveva risvegliato quella mattina.
Scoprendoci troppo ottimiste – il sole di dicembre non è così potente come credevamo – abbiamo ripiegato per una sistemazione all’interno: arredamento vintage, sedie spaiate e tavolini anni ’70.

Il menù del brunch è prettamente francese e non esattamente vegetariano, ma occorre comunque segnalare questo locale se non altro per come cucinano l’uovo e per i dolci.
Nel menù brunch infatti mi sono ritrovata davanti a un crostino di pane di segale con sopra un uovo con una consistenza assurda: né bollito, né alla coque, né in camicia, né al tegamino.
Approfittando della disponibilità del cameriere (il personale è davvero funky friendly) ho chiesto come fosse stato preparato quell’uovo: non sapendomi rispondere mi ha mandato lo chef.
Ed ho scoperto che si tratta di una cottura lenta e al forno! In breve si cuoce l’uovo, intero (con il guscio) in forno a 65° per diverse ore (da tre a sei).
Ed ecco spiegata la consistenza assurda…quasi gelatinosa, ma estremamente gustosa e goduriosa!
E poi i dolci. Tra i vari muffin, tarte e gateaux va segnalata una torta semplicissima della tradizione francese, che purtroppo viene poco valorizzata perché non è ricercata come la Saint Honoré o inflazionata come la Tarte Tatin. Si tratta della Tarte Amandine, un melange di crema di mandorle e frutta su un sottile strato di pasta sablée. In questo caso era una Tarte Amandine con pistacchi e prugne Regina Claudia.

Costo brunch: sui 20 €

Indirizzo: 1, rue Eupatoria 75020 Paris
METRO: Menilmontant
aperto dal lunedì sera alla domenica

Nanashi

Nanashi

Un locale sviluppato in lunghezza, come su un lungo corridoio: all’ingresso alcune cassette di legno con frutta e verdura fresche e agresti (sporche di terra e piene di piccole e sane imperfezioni), bottiglie di passata di pomodori e sottoli in vendita, segue poi il bancone del bar, dopodichè avanzando si trova la cucina a vista sulla sinistra e il banco/laboratorio dei dolci sulla destra (bava alla bocca). Infine si arriva nella sala da pranzo, arredata in stile minimal e essenziale, legno chiaro, pennarelli e fogli per i bambini, grandi vetrate, molta luce.

Per pranzo Nanashi offre dei bento a 14 euro vegetariani/vegani e anche di carne o pesce: il piatto è composto da un’insalata mista di stagione e gustosa (a Parigi non è scontato mangiare delle foglie che sanno di erba e non di plastica), cereali del giorno (nel nostro caso era quinoa) e a seconda del tipo di bento tofu/seitan, carne o pesce.La qualità e a freschezza degli ingredienti è strabiliante, così come la selezione di semi, olii e salse per condire le insalate a disposizione sui tavoli. Deliziosi sono anche i centrifugati e i succhi di frutta e verdura.

Infine per completare il tutto Nanashi offre una serie di dolcetti niente male tra cui spicca il cake Matcha.
La carta offre, oltre ai bento, insalate, zuppe e altri piatti che definirei giapponese rivisitato in chiave vegetariana, salutista, bio.
Un ottimo e salutare locale dove fare la pausa pranzo.

La funky ha speso: 14 € per il bento, 4,50€ per il centrifugato zenzero, mela e carota, 5,50€ per il cake matcha.

Caro, si, ma ricordate che siamo a Parigi e perdipiù nel terzo arrondissement!

Indirizzi: 31, rue de Paradis 75010 Paris 
METRO: Gare de l’Est, Poissonnière & Château d’Eau

e un altro lo trovate in: 57, rue Charlot, 75003 Paris
METRO: Filles du Calvaire

Ave Maria

Ave Maria

L’Ave Maria non è un ristorante strettamente vegetariano, è un luogo così kitch, così mondano, così eclettico e versatile che accontenterà un po’ tutti, golosi di dolci porchi, vegetariani e amanti della cucina esotica.
Immaginate un locale dove la macchina del caffè è leopardata, così come quasi tutto il bancone del bar, dal soffitto pendono rami in stile jungla, in un angolo trovate una sorta di piccolo santuario trash fatto di statuette della Madonna e candele rosse, la luce è soffusa e la musica calda e incalzante.
Il personale è costituito per lo più da donne con lo sguardo graffiante.
Il menù è composto da piatti unici dai nomi poetici e fantasiosi, gli ingredienti sono elencati attraverso una simpatica storiella: i sapori sono un melange caraibico, brasiliano, asiatico.
I piatti vegetariani, così come anche gli altri, sono caratterizzati da un’ esplosione equilibrata di sapori.
Nota a parte, ma da non trascurare, i dessert: anche in questo caso i nomi non sono da meno.
Si va da “Mourir de chocolat” (morire di cioccolata) definito “dolce per i drogati del cioccolato”, al “All you need is love”, quello per cui ho optato. Una vera porcata: una base di biscotti alla cannella (tipo Speculos) sormontata da uno strato di lamponi, ricoperta di mousse di mascarpone e lamponi, con una coulis di futto della passione.
E’ inoltre fortemente consigliato accompagnare questi dolci con il rum della casa: uno shortino di rum lasciato a macerare con zenzero e cannella.
Ottimi anche i cocktail!

Costi: tra i 14 e i 20 € il piatto unico
7 € i dessert (con uno ci si mangia in 3!)

Indirizzo: 1, Rue Jacquard , 75011 Paris
aperto tutti i giorni dalle 19.00 alle 2 di notte
non si può prenotare e non accettano carta di credito/bancomat