IL GENOVESE A GENOVA

il_genoveseIl Genovese

Quello del Genovese è l’indirizzo da impostare nel navigatore quando siete nei dintorni di Genova e volete mangiare dei piatti tipici della tradizione popolare. Credetemi, avere la fortuna di assaggiare le loro trofiette al pesto, fagiolini e patate vi farà cambiare totalmente la concezione di pesto che avete avuto fino ad ora.

Dal menù, che prevede anche piatti di carne, vi consigliamo di iniziare subito con le trenette o le trofiette al Pesto. Noi abbiamo assaggiato anche i Testaroli (una specie di crespella preparata con acqua, farina e sale) della Lunigiana al Pesto. Fantastici, non per niente presidio Slow Food. Potete continuare con un assaggio di formaggi locali e le torte salate del giorno che generalmente sono anche vegetariane. Vivamente consigliati anche i dolci: cheesecake ottima (anche se aggiungerei una leggera copertura ai frutti di bosco) e biscottini da accompagnare al caffè, o ad un vino dolce, deliziosi. Sembravano molto interessanti anche la pinolata genovese e il latte dolce fritto, ma sarà per la prossima volta.
Il prezzo per la cena è perfettamente equilibrato: per un primo, una seconda portata, una bottiglia di vino e dolce si rimane entro i 30 euro.

La carta dei vini è ampia e con etichette interessanti. La potete consultare online a questo indirizzo. Noi abbiamo optato per il Vermentino Lunae Etichetta Grigia.

Per finire una bellissima notizia: il Genovese vende vasetti di pesto fresco da portare a casa.

Indirizzo: Via Galata 35r, Genova, Italia
Telefono: 0108692937
Sito de Il Genovese: http://www.ilgenovese.com

 

AGRITURISMO BIOLOGICO SANT’EGLE, CIBO BUONO E RELAX IN MAREMMA

Agriturismo Sant’Egle

Ci troviamo precisamente nella campagna maremmana, a pochissimi km da Sorano e Pitigliano, due borghi medioevali in provincia di Grosseto famosi per essere scavati nel tufo. L’Agriturismo Biologico Sant’Egle sorge  in quello che rimane di un antico ufficio doganale del 1600 che divideva lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, ed è davvero uno dei posti più incantevoli che abbia mai visto.

Erika e Alessandro sono riusciti a concretizzare quello che per molti è un sogno, in un habitat che segue i principi della sostenibilità.

Al Sant’Egle sono disponibili gratuitamente delle Mountain Bike che consentono di scoprire la campagna circostante e di raggiungere, per chi come me ha bisogno di relax, le vicine terme di Sorano in poco più di dieci minuti.  Nei quindici posti letto, suddivisi in camere doppie o triple, tutte rinnovate recentemente rispettando i criteri della bioarchitettura e arredate con oggetti di artisti provenienti da tutto il mondo, tutto quello che vedete, lo potete anche acquistare. Vi consiglio di dare un’occhio a questa pagina dove potrete fare il tour virtuale che vi consentirà di vivere le camere dall’interno. C’è l’imbarazzo della scelta e le triple hanno addirittura il caminetto.

La colazione è molto generosa (alla faccia dei posti che offrono un croissant industriale e le fette biscottate impacchettate) e composta da tutti prodotti genuini e biologici provenienti dall’agriturismo stesso o dalle vicine aziende. Ci sono sia torte vegane che non, latte di riso, cereali, pane, marmellate (in vendita anche nella bottega interna), formaggi, yogurt, uova, frutta, verdura e perfino la spirulina, di cui più avanti parleremo.

L’Osteria della Gola è il ristorante bio dell’Agriturismo, ed è aperto solo nei week end. La prenotazione è consigliata e, come sempre, specificate che siete vegetariani o vegani. Anche in questo caso il prezzo è fissato a 30 euro ed è compresa una più che discreta bottiglia di vino rosso (Tuforosso 2012 prodotto a Sovana con uve di Sangiovese con una piccola parte di Ciliegiolo) o in alternativa una birra artigianale cruda con Spirulina o Zafferano (prodotta dall’Agriturismo in collaborazione con il Birrificio San Quirico).

Per quanto mi riguarda, il prezzo fisso ormai l’associo ad una abbuffata, e difatti… antipasto di crepes di riso ripiene di verdure, accompagnate da un delicatissimo hummus da spalmare abbondantemente sul pane toscano; un primo di farro allo zafferano e per secondo un piatto misto composto da una superlativa torta salata ai pomodori, da delle verdure crude condite con manionese vegana e delle patate arroste. Dulcis in fundo, crumble di mele e pere. Un posticino per il liquore lo si trova sempre e la casa ne ha di tre varietà: zafferano, cedrina o nocino. Li ho provati tutti e tre e la mia preferenza, se proprio devo fare una scelta, va alla cedrina, che ho prontamente comprato e messo in saccoccia, da portare a casa come ricordo.

Dicevamo, la Spirulina. Che cos’è? Una microalga a forma di spirale di colore verde, prodotta in Italia per la prima volta proprio dal Sant’Egle. A cosa Serve? Praticamente fa bene, ed è consigliata, per tantissimi motivi: è antiossidante, rinforza il sistema immunitario, contiene svariate proteine, vitamine,  minerali e amminoacidi necessari al nostro organismo.
La Spirulina, assieme a molti altri prodotti, tra cui composte dolci e salate, zafferano, sott’oli, tisane, noci e tutto ciò che viene coltivato rispettando il naturale ciclo della natura, è disponibile nel negozio dell’Agriturismo e addirittura ordinabile online.

…avete già prenotato?

(una carezza a Gina e Olivia, le due Cockerine scondinzolanti che vivono nell’Agriturismo)

Indirizzo: Case Sparse Sant’Egle, 18, Sorano Grosseto
Telefono: 3294250285
Sito Internet 

NURAGHE TUTTUSONI, CUCINA VEGETARIANA SARDA

Nuraghe Tuttusoni

Vita dura per i vegetariani in Sardegna? Da quello che ho potuto vedere durante una vacanza estiva, direi proprio di sì: maialini arrostiti e pesce a volontà, ma pochi i piatti vegetariani.
In provincia di Sassari, tra Costa Paradiso e Santa Teresa di Gallura esiste un posto dov’è possibile mangiare una cena interamente vegetariana, una di quelle che ti sfiniscono per quantità senza però tralasciare la qualità.

Sto parlando dell’Agriturismo Nuraghe Tuttusoni, un posticino caldamente consigliatomi dalla proprietaria del delizioso B&B dove ho alloggiato qualche giorno nell’Isola Della Maddalena.

Prenotate e dite che desiderate un menù vegetariano. Il prezzo è fissato a 30 euro incluso il vino della casa (un Cannonau).
Ad aprire le danze degli antipasti, verdure fritte, per niente unte e con una pastella molto croccante, davvero un’ottima cottura. A seguire una degustazione di Pecorini sardi con confetture di fichi, del Cous Cous alle verdure, una frittata con erbette, una parmigiana di zucchine e delle indimenticabili polpette di pane e pecorino su una crema di melanzane e basilico.

A questo punto della cena, penso che chiunque potrà considerarsi sazio (per almeno due giorni). Invece è il momento dei primi piatti: tortelloni ripieni di ricotta vaccina al retrogusto di limone, conditi con salsa di pomodoro e, letteralmente, una montagna di Malloreddus (gnocchetti sardi) con verdure.
Ma non è finita qui, a nulla è servita la passeggiata per provare a digerire e a trovare un microspazio per il secondo: il vassoio gigante di uova all’occhio di bue su di un letto di verdure, nessuno è riuscito a sfiorarlo.

La cena al Nuraghe Tuttusoni si è conclusa così. Sconfitta dopo i primi piatti, senza nemmeno voler intravedere dolci e liquori, me ne sono tornata a casa più piena che mai. Forse anche troppo? A volte, le porzioni eccessivamente abbondanti, soprattutto se si è della filosofia “non butto via il cibo”, non ti fanno pienamente godere quello che hai nel piatto. Personalmente, in questo caso, mi sarei fermata dopo i ghiotti antipasti e un primo.

Nell’Agriturismo, dov’è anche possibile alloggiare, c’è una una piccola “bottega” con i prodotti della casa (dolci, biscotti, fette biscottate, liquori) dove ho acquistato del piacevolissimo Mirto.

Indirizzo: Loc. Portobello di Gallura – Aglientu (SS) – Italia
Telefono: 079.656830, Cellulare:  333 4896690
Sito Internet: http://www.nuraghetuttusoni.it/

APPUNTAMENTO CON VINITALY 2013 A VERONA

Secondo appuntamento di V per Vegetariano con la manifestazione più importante d’Italia per quanto riguarda i vini. L’anno scorso ci eravamo dedicati all’Amarone e, in particolare, ai suoi abbinamenti con i cibi vegetariani. Quest’anno ci siamo diretti prima a est, per gli assaggi dei grandi bianchi del Friuli Venezia-Giulia, poi siamo scesi di qualche centinaio di chilometri per le degustazioni in Emilia-Romagna.

Abbiamo quindi cominciato dal Padiglione che ospita il Friuli per alcuni assaggi di bianchi.

Da Ermacora, confermo la mia preferenza per il Friulano e la Ribolla Gialla. Proprio quest’ultimo si presenta al naso non molto profumato, mentre in bocca mostra una sapidità notevole e una persistenza significativa. Abbinamento ideale con formaggi freschi, risotto al radicchio tardivo, lasagne vi verdure.

Facciamo poi tappa da Isidoro Polencic (azienda di Cormons) per un assaggio del suo Friulano. Al palato risulta fine, con una buona acidità e una struttura importante. Un vino che si può accompagnare a degli antipasti, quali ad esempio tortini di sfoglia e verdure.

Segnaliamo infine il Sauvignon dell’Azienda Agricola Le Viarte, dal profumo intenso, estremamente ricco, tipico e riconoscibile. Ne risulta un buon abbinamento con vellutate e piatti a base di funghi.

Raggiungiamo il Padiglione 1, l’Emilia Romagna.

Da Giovanna Madonia, azienda agricola di Bertinoro, assaggiamo il Fermavento 2008 (Sangiovese in purezza) di gradi 14% e l’Ombroso Annata 2006 (Sangiovese 90%, Merlot 10%, Gradi 13,5%). Due vini di potenza e finezza che, accompagnati a una cena vegetariana, si possono abbinare con formaggi stagionati, risotti dal sapore deciso o, rimanendo in Romagna, con dei passatelli al formaggio di fossa e porcini.

Passaggio obbligatorio da Tre Monti di Imola per il suo pluripremiato Sangiovese Superiore Riserva che prende il nome di Petrignone. Chissà se anche le ultime annate verranno osannate come le precedenti. Un vino deciso che si può ben sposare con delle scaloppine di seitan alla senape.

Questi vini dimostrano che l’Emilia Romagna è una regione in piena salute e crescita e che probabilmente, prima o poi, darà del filo da torcere anche ai vini della vicina Toscana.

Lasciamo il Padiglione 1 per cercare Drei Donà Tenuta la Palazza che, per qualche motivo, non è assieme agli altri vini emiliani-romagnoli. Drei Donà sta diventando negli ultimi anni una certezza per quanto riguarda l’ottima produzione di Sangiovese. Il Notturno è un Sangiovese giovane al quale io preferisco di gran lunga il magnifico Pruno (100% Sangiovese, affinato 18 mesi in botti di Rovere).

 Il tempo è tiranno, ci toccherà tornare anche il prossimo anno.

MERCEARIA DAS FLORES – PORTO

Mercearia Das Flores

Alla Mercearia Das Flores ci sono capitata per caso passeggiando alla ricerca della libreria Lello. Mercearia in italiano viene tradotto con alimentari, e proprio come in quest’ultimi, qui potrete acquistare numerosi prodotti. Ma a differenza delle classiche botteghe, tutto quello che trovate qui dentro, ben esposto su scaffali di legno e mobili “di una volta”, proviene esclusivamente dai piccoli produttori delle regioni portoghesi ed è biologico: dalla frutta fresca ai formaggi senza dimenticare il cioccolato, il pane e i formaggi.
Inoltre una manciata di tavoli permettono la degustazione di tutti gli alimenti anche all’interno del locale e ovviamente non mi sono lasciata scappare l’occasione di provare qualcosa: un crostino di pane caldo composto da mostarda alle verdure, scaglie di formaggio delle Azzorre, verdure crude e condito con una spruzzata di olio d’oliva (3.50 euro), e una degustazione di formaggi (4 euro) accompagnata da del Vino Barrao.
Tutto delizioso.

Indirizzo: Rua das Floers, 110, Porto
Sito: http://www.merceariadasflores.com/ 

NAKITE’ A PORTO, CUCINA VEGETARIANA

Nakité

Prima della partenza, facendo una rapida ricerca di locali veggie, Nakité era quello che più mi aveva colpita per via del menù molto vario, che prevedeva la rivisitazione in chiave vegetariana di piatti tipici portoghesi, come la famosa Francesinha: un maxi-sandwich composto da due fette di pane, carne (qui, al suo posto, il seitan), formaggio, chorizo e salsa di pomodoro.
Così, proprio Nakité è stato il primo ristorante che ho provato a Oporto. La prima impressione che mi ha fatto è quello di essere un ambiente informale, molto frequentato dagli abitanti locali, ma anche attento ai turisti (lo staff – molto gentile –  parla fluentemente inglese). All’ingresso troverete anche una piccola quantità di prodotti alimentari in vendita; vista l’esigua disponibilità, non penso sia un punto d’interesse per fare una spesa soddisfacente, ma qualcosa, soprattutto di secco, è disponibile e pronto per essere acquistato.

Veniamo alla cucina.

Ho assaggiato la gustosa zuppa di verdure e legumi del giorno e un piatto misto composto da verdure, un profumato tortino di cous cous e tofu saltato (ottima anche la variante con il seitan e crema di funghi). Ahimè, niente Francesinha: mi ero ripromessa di tornarci prima di partire, ma non ci sono riuscita.
Consiglio vivamente questo locale, i prezzi (ho pagato 10 euro per birra, piatto misto e zuppa) in proporzione alla qualità/quantità sono decisamente inferiori alla media.

Indirizzo: Rua do Breiner 396, Porto
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12-15, 19-23 

APPUNTAMENTO CON VINITALY 2012 A VERONA

Santa Sofia

 Gli Amaroni della Tenuta Santa Sofia

Vinitaly non solo è l’evento per eccellenza degli addetti al settore del vino, ma è anche il posto in cui devono per forza presenziare tutti quegli appassionati che non riescono a concepire una cena senza l’abbinamento perfetto di ogni portata con del vino. E questa sono io. Il Vinitaly è immenso: un padiglione equivale ad una regione, e dentro ad ogni “regione”, troverete centinaia di stand, ognuno dedicato ad una cantina.  In una giornata è impensabile farne più di 3-4. Inoltre al Vinitaly viene dato ampio spazio anche a grappe, liquori, olii e prelibatezze gastronomiche.

Quest’anno la mia principale scelta è ricaduta sulla regione Veneto e in particolare alle degustazioni del sempre tanto amato Amarone. Oltre alle famose cantine Masi, Allegrini e Zenato, tra quelle che non conoscevo, quella che mi ha colpita per l’alta qualità e il prestigio è stata la Tenuta Santa Sofia.

La Tenuta Santa Sofia è un’azienda che produce circa 550.000 bottiglie all’anno e che esporta in 50 differenti paesi.

Presso il loro stand ho eseguito una degustazione verticale:

Gioè Amarone della Valpolicella d.o.c. Classico (36 mesi in piccole botti di Rovere di Slavonia con successiva permanenza d’altri 12 mesi in carati da 225 litri di Rovere d’Allier di media tostatura.) Da accostare a formaggi stagionati ma a me piace anche come vino da meditazione dopo pasto.

Amarone della Valpolicella d.o.c. Classico (36 mesi in piccole botti di Rovere di Slavonia). Anche questo vino è ideale con formaggi stagionati o piatti dal sapore forte.

Montegradella Valpolicella (Vendemmia 2004):
18 mesi in botti di media capacità di Rovere di Slavonia.; Vendemmia 2006:
18 mesi: 50% in botti da 225lt in Rovere d’Allier (nuove e vecchie di 2 anni) e 50% in botti da 20hl in Rovere di Slavonia.

Questo rosso, profumato, ampio, equilibrato è ideale per essere accostato ad un risotto ai funghi o ad un piatto a base di tartufo.

Un trionfo di finezza, equilibrio ed eleganza per tutti i vini degustati.

Questa piccola verticale di Amarone mi ha fatto venir voglia di visitare la loro tenuta che si trova nella località di Pedemonte, a nord di Verona, e di assaggiare anche i bianchi.

Sito Internet della Tenuta Santa Sofia: http://www.santasofia.com

ZOE FOOD – TRIESTE

Zoe Food

Zoe Food è, come scritto nel suo sito, il primo Fast Good a Trieste: tutto quello che mangerete qui dev’essere buono e soprattutto sano. Questo paradiso biologico si trova a Cittadella, quartiere tranquillo e centrale della città e, nonostante da fuori si noti a fatica e potrebbe sembrare persino chiuso – data la luce suffusa usata all’interno –, vi assicuriamo che è quasi sempre aperto. Nella scelta dei materiali che formano il bell’arredamento prevalgono il legno e le tinte tenui, che danno al locale un’atmosfera rilassante e molto accogliente. Ci sono una decina di tavolini ordinati nella saletta di medie dimensioni con cucina a vista, la quale è sempre tanto apprezzata, almeno da me. Il bancone, su cui sono esposti i dolci (cupcakes, torte vegane…) offre a sua volta alcuni posti a sedere ed è anche l’unico angolo utile per richiedere le ordinazioni. A farvi da guida, appesa al muro, l’immancabile lavagna in cui sono riportati tutti i piatti.

Il menù è vasto e comprende sia le pietanze del giorno che le proposte base; non è strettamente vegetariano, contemplando anche qualche piatto a base di carne, ma è sicuramente in grado di soddisfare ampiamente tutti i palati. A qualsiasi ora del giorno è infatti possibile ordinare centrifugati, bagels, uova strapazzate, club sandwich vegetariani, noodles con muscolo di grano o tofu, torte vegane e insalate.

All’interno del locale c’è anche una piccola area shop dove si trovavo vini biologici, seitan, tofu, cibi per celiaci, muscolo di grano, snack vegani e molto altro.

Noi abbiamo assaggiato un club sandwich vegetariano (preparato con pomodoro, insalata, uovo, zucchine grigliate e un inedito, ma gustosissimo, broccolo) servito con insalatina di cavolo cappuccio e hummus, un bagel con crema di formaggio, insalata e uova, un centrifugato di cannella, arancia e carota, una deliziosa torta vegana cocco e cioccolato e un cupcake al gusto di vaniglia. Piacevole vedere che esiste l’opzione vegana per diverse portate e che il personale gentilmente la propone al cliente.

I prezzi sono nella media: centrifugati 3.50, club sandwich 7 euro, cupcakes 2.5, torta vegana del giorno 4-5 euro.

Un must per ogni vegetariano e vegano che passa per Trieste!

Indirizzo: Via Felice Venezian, 24  34124 Trieste
Telefono: 040 2460420
Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 22.00 e domenica dalle 10 alle 15.00 per il brunch.
Sito internet di Zoe Food 

ZEB – FIRENZE

Zeb

Per una gita a Firenze ho chiesto qualche consiglio a un mio collega fiorentino doc che, oltre alle varie piazze, basiliche, stradine e musei, mi ha indicato per il pranzo un localino dove “troverai tanti primi e contorni vegetariani”.

Zeb, che sta per Zuppa e Bolliti, è una gastronomia nel quartiere di San Niccolò, suggestiva zona che sembra un paese dentro la città.
Zeb si presenta come un ambiente luminoso, minimale nel design ma allo stesso tempo ricco di leccornie da acquistare: bottiglie di olio e vino, cioccolato e pasta artigianale sono esposti ordinatamente sugli scaffali lungo le pareti. I posti a sedere sono pochi, una decina, e sono collocati lungo il bancone dove troverete anche tutti i piatti del giorno. Preparatevi quindi ad aspettare qualche decina di minuti prima di accomodarvi, ma credetemi che ne vale la pena. A gestire il locale con estrema gentilezza sono mamma e figlio, che non negheranno mai una chiacchierata a nessuno e, anzi, racconteranno con passione la storia di qualsiasi piatto.

Noi abbiamo assaggiato: tortelli di pere e formaggio pecorino, tortelli di zucca gialla e ricotta conditi con una fonduta di formaggio francese della Borgogna, tagliolini fatti in casa con pesto di timo, mandorle e pinoli (c’era forse un po’ troppo olio, ma è stato un ottimo motivo per fare la scarpetta) e un tagliere di prelibati formaggi (davvero notevole il taleggio di bufala) e verdure. Per chi, come me, ha un amore quasi mistico per i formaggi da Zeb potrà sbizzarrirsi e ordinarne interi taglieri. Tutto meraviglioso!

I vegani possono invece optare per piatti di verdure cotte (quelle che ho assaggiato io erano squisite) e zuppe.

Curiosità: Zeb è stato menzionato dal Financial Times e inserito nello speciale su Firenze di Monocle, rivista internazionale di Life Style. Insomma, due ragioni in più per provare la sua cucina!

Veniamo al conto: i primi piatti vanno dagli 8 ai 10 euro. I vini partono dai 5 euro, ed è possibile farsi aprire una bottiglia al prezzo d’asporto.
Prezzo a testa per un primo, un piatto di formaggi e verdure (smezzato) e un bicchiere di vino: dai 15 ai 25 euro.

Indirizzo:  Via San Miniato 2 rosso, Firenze
Telefono: 055 2342864
Sito Internet di Zeb

MANIFATTURA EMILIANA – BOLOGNA

Manifattura Emiliana

Sabato scorso passeggiavo tra le stradine che si diramano da Piazza Santo Stefano, ed è stato impossibile non notare una bellissima porta d’acciaio, di quelle tipicamente utilizzate per le officine meccaniche.
Quello che si cela dietro alla porta è stata una vera e propria rivelazione: una bottega-bar, arredata in stile retrò – stufa a legna compresa – con una moltitudine di prodotti bio in ogni angolo.

La Manifattura Emiliana si trova in ciò che rimane di un vecchio negozio di abbigliamento ecologico (tanto che vengono ancora venduti dei vestiti), è aperta dal mattino fino a tarda sera e, oltre a essere il locale ideale per bere una birra o un bicchiere di vino, lo è anche per un buon piatto di formaggi con confettura e pane ai cereali, mentre presto si aggiungerà un angolino per i piatti caldi molti dei quali vegetariani (gli sformatini vegani dell‘Azienda Agricola Toscana Le Piagge m’ispirano tantissimo e sono attualmente acquistabili all’interno della bottega).

Quando verrà attivato il servizio di ristorazione aggiorneremo questa recensione. Nel frattempo mi è sembrato doveroso condividere con voi questa preziosa scoperta!

Dimenticavo i prezzi: tagliere di formaggi e confettura 12 euro e birra Moretti 3 euro.  Ma fate attenzione, sono arrivate alcune segnalazioni di prezzi alti. (leggete i commenti)

Indirizzo: Vicolo Alemagna 2/c, Bologna