VALÀ BANCO E CUCINA A MILANO, VEG OK

valàValà

Del Valà, un localino aperto recentemente in zona Porta Genova, mi piace proprio tutto. Fatemi pensare, sì, è la prima volta che lo dico di un locale di Milano. In genere, da quelle parti, c’è sempre qualcosa che mi fa storcere la bocca: troppo costoso, troppo fighetto, solo apparenza ecc ecc.. Questa volta ho trovato un locale dove potrei tranquillamente stare dalla colazione al drink dopo cena. L’arredamento è molto curato, con mobili vagamente retrò di colori pastello e stoviglie volutamente spaiate. Al centro della sala un tavolone di legno dove mangiare in comunità e, cosa che apprezzo sempre molto, tanti fiori e piantine sparsi qua e là. Atmosfera rilassata e personale gentile (leggevo su Tripadvisor di clienti che si lamentavano dello staff musone. Beh, nel mio caso posso dire: non pervenuto).

Nel menù, moltissimi i piatti vegetariani e vegani da gustare in ogni momento della giornata. La colazione può essere interamente vegan grazie al cappuccino di soia e alle brioches senza burro. Per pranzo zuppe, cous cous, piatti a base di tofu e seitan (quello nella foto è un delizioso arrosto di seitan, con carciofi e insalata). Per lo spuntino potete scegliere le tigelle, rigorosamente senza strutto, preparate con tofu affumicato, cipolle caramellate, rafano (buonissime!) e tanti altri ingredienti; nessuno banale, ve lo prometto. Dolci vegan e non, a volontà. Non li ho assaggiati. ma l’aspetto era invitante.

Prezzi equilibratissimi: ho pagato per cappuccino, brioche, acqua, piatto a base di seitan, caffè d’orzo 12 euro. Stentavo a crederci, specie dopo la batosta presa pochi giorni primi in una nota caffetteria-pasticceria milanese..

Guardate la loro pagina Facebook dove quotidianamente vengono postati i piatti del giorno.

Indirizzo: Via Daniele Crespi 14, Milano
Aperto dal martedì alla domenica
Mar – Mer: 8.30 – 21.30

Gio – Ven: 8.30 – 23.00
Sab – Dom: 9.30 – 23.00
Telefono: 0291636095

TRE VEGGIE DA BURGER WAVE A MILANO

Burger Wave

Le burgerie vanno sempre più di moda in Italia tanto che si stanno moltiplicando a vista d’occhio; ma quante offrono dei buoni veggie burger?
A Milano la migliore proposta – almeno fino ad ora – ce la dà Burger Wave con ben tre ricchissimi veggie burgers: il Virgin (burger di soia, barbabietole, formaggio, guacamole, insalata, relish di pomodoro e mayo alle erbe), il Mighty Greens (burger di verdure, pesto, peperoni, formaggio, insalata e mayo alle erbe) e l’Easy Peasy (burger di ceci, peperoni alla piastra, salsa tzatziki, insalata e relish di pomodoro).

Il Virgin che ho assaggiato era delizioso: pane morbido dentro e croccantino fuori, guacamole divina, burger saporito e mayo alle erbe – di sicura produzione casalinga – davvero superlativa. Le patate, che sono da ordinare separatamente, erano fragranti e ben cotte.
Tutti i veg burger si possono richiedere anche in versione vegana, ovvero senza le salse e il formaggio.

Per finire, gentilissimo il personale e molto brioso il locale, che si trova sui Navigli, ma che vuole ricordare lo stile australiano con tavole da surf e skateboard sparpagliati di qua e di là. Burger Wave prende ispirazione proprio dalle burgerie australiane che sono il luogo preferito dai surfisti affamati dopo una movimentata giornata sulle onde.

I prezzi sono incredibili: 6 euro al massimo per i veg burger e 2 euro e 50 per le patate.

Anche se Milano non sarà mai il set di Point Break, regalatevi un’ondata di piacere da Burger Wave!

Indirizzo: Via Ascanio Sforza, 47, Milano
Tel: 02 36560461 
Il sito di Burger Wave: http://www.burgerwave.it/ 

INSALATA DARK ALL’OSTERIA 55 A MILANO

Osteria al 55

Ho mangiato una Dark Salad. Un’insalata che di verde non ha niente, diversa da qualunque altra mai assaggiata.
Al posto di foglie e pomodori: castagne d’acqua cinesi – che sembrano dei diavoletti – radice di loto, rambutan, patata viola, mangostano e carote nere. Se siete curiosi di assaggiare questi deliziosi frutti esotici e tuberi poco comuni sulle nostre tavole, andate all’Osteria 55 a Milano e armatevi di un po’ di pazienza: vi toccherà sgusciare tutto. Un’azione certamente poco usuale nella cucina vegetariana.

Prima della Dark Salad, in questa piccola Osteria, zona Cenisio, lontana quindi dall’hype milanese, potrete ordinare antipasti e primi e, come forse avrete capito, nulla di scontato.

Gli antipasti si compongono di assaggini e vi consiglio di provarne almeno tre. E se anche l’occhio vuole la sua parte, all’Osteria 55, sarà senz’altro accontentato.
Un perfetto bignè di topinambur e ricotta con glassa di peperoncino, una parmigiana interiore morbidissima, oppure una tartare di avocado e olive taggiasche con cracker di semi di lino vi sembreranno porcellane mignon da quanto sono ben preparate. Ma non è finita qui, le possibilità sono quasi illimitate: si continua con un miniburger di zucchine, il patè di lupini e sommacco in peperoncini arancioni dolci e la bruschetta con ciliegini gialli, pepe di sichouan e basilico. Niente male come inizio.

Tra i primi ho trovato in lista la millefoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, il risotto saltato con curcuma fresca e Roquefort, la vellutata di cavolfiore con canditi di cavolo rapa e gli gnocchi di patate viola in salsa di cappuccio rosso, ghiottissimi.

Anche tra i secondi le alternative sono davvero tante, a cominciare dalla sopracitata Dark Salad: “capunet” alla cinese con verdure al salto; Chèvre chaud e quiche multicolore di sfoglia con verdure al salto. La Chèvre Chaud, un classico della cucina francese, è una gustosa insalata arricchita da crostini con formaggio di capra, mentre i capunet sono una sorta di polpettine, in questo caso di tofu, avvolte in foglie di verza. Memorabili!

L’irresistibile lista dei dolci mi costringe a non posare la forchetta. Per me cuorecaldo al cioccolato con panna montata ai ras el hanout (una miscela di 30 diverse piante che ricorda un po’ il curry), per gli altri la torta di mele, mentre per la mia amica Anna – già, era il suo compleanno – un dolce speciale preparatole appositamente dallo chef Michele. Non ho appuntato cosa fosse, ma ricordo chiaramente la gioia della festeggiata.

La spesa: il menù degustazione viene 35 euro e comprende tre antipasti, un primo, un secondo e il dolce. Dalla carta dei vini, non ampissima ma certamente adeguata, abbiamo scelto una bottiglia di Fiano di Avellino.

Indirizzo: via Messina 55, Milano
Telefono: 0249752286 (consigliata la prenotazione)

UN POSTO A MILANO (CASCINA CUCCAGNA) – MILANO

Un posto a Milano

Negli ultimi mesi uno dei ristoranti più chiacchierati di Milano è sicuramente Un Posto a Milano. Ho letto numerosi articoli che parlavano della sua atmosfera radical chic, dell’ottimo cibo servito e di quanto fosse stato apprezzato il recente intervento di restauro dello stabile del 1700 (nato come cascina il Torchio dove si coltivavano le piante officinali del l’Ospedale Maggiore) del quale fa parte il ristorante. Il complesso della cascina agricola si presenta ora come un meraviglioso spazio polifunzionale dove l’arredamento vintage si sposa perfettamente con i soffitti altissimi, le travi a vista e i mattoncini rossi delle pareti tipici di quel tipo di stabile. Di fianco alla cascina uno spazio verde molto curato e poco più in là il trambusto di Porta Romana. Fin qui tutto meraviglioso.

Quello che mi ha lasciata parzialmente insoddisfatta è il menù dello chef Nicola Cavallaro.
Come antipasto abbiamo ordinato dei taglieri misti che comprendevano dei buoni formaggi, delle ciotoline di pomodorini e Mozzarella di Bufala (dell’azienda Amozzarella) con erbe fini e delle sfiziose polpette di melanzane e patate. Erano presenti in carta anche una zuppa fredda di pomodoro con crostini e un‘insalata di foglie e verdure che non ho assaggiato.
Tra i primi piatti vegetariani si poteva scegliere tra dei Rigatoni fatti in Cascina ai cinque tipi di pomodoro, e degli Spaghetti aglio olio e peperoncino. E proprio nei primi, a mio avviso, il punto debole. Nessun pregiudizio contro la cucina semplice e tradizionale, ma non riesco ad ammettere che in un ristorante venga proposta una pasta al pomodoro o un’aglio e olio, anche fosse la più buona al mondo.

Per secondo ho invece ordinato uno sformatino caldo di formaggio di capra con nocciole e mandorle delle Langhe guarnito con zucchine e asparagi. Decisamente godurioso per il palato.

Pane e dolci, che non ho assaggiato, sono fatti in casa e visto che le ricette sono pensate sulla base dei migliori prodotti stagionali del territorio (qui potete consultare lista di tutti i produttori), penso che riproverò la cucina diretta da Cavallaro in un’altra stagione, sperando di trovare dei primi un tantino più ricercati.

Interessante in fine l’aperitivo dove si possono prendere, a mo’ di cicchetti veneziani, dei piattini di farro, cous cous, focaccia, polpette e tutto quello che offre la casa in quel giorno, ad una manciata di euro ciascuno.

Prezzo: 27 euro a testa per antipasto misto, un secondo, un bicchiere di Prosecco e una bottiglia di Sauvignon Basarico Adriano delle Langhe.

Indirizzo: Via Cuccagna, 2 Milano Angolo Via Muratori
Telefono:02.5457785
Sito internet di Un Posto a Milano: http://unpostoamilano.it/  (bel sito dove potete tracciare e scoprire quanto distano da Milano i prodotti utilizzati nelle ricette )

LATTUGHINO – MILANO

Lattughino

Da quasi un anno avevo adocchiato il curioso sito del Lattughino e aspettavo di tornare a Milano per andarci.
Così, qualche sera fa, trovandomi in zona Montenero, mi è tornato in mente il Lattughino, in particolare il Take Out Store & Bistrò, che si trova proprio lì nei dintorni.

Esteticamente, il locale mi ha fatto un’ottima impressione: dall’atmosfera europea (per intenderci, la sera in cui ci sono stata io, c’erano più stranieri che italiani); all’arredamento ricercato (tavoli alti, divanetti, piantine, cassette di frutta, segnaposto ricavati da dei vasi e un bancone con vetrate che mostra gli ingredienti freschi del giorno).

Il menù varia periodicamente ed è scritto con gessetti bianchi in una gigantesca lavagna appesa al muro. La cucina rientra nella categoria fusion, spazia dal tex mex al greco, senza ovviamente tralasciare insalate e zuppe. Molti i piatti vegetariani e vegani.

In tre abbiamo preso una zuppa di legumi, un burrito vegetariano, un hamburger vegetariano (tutti e tre accompagnati con patate saltate in padella) e, per concludere, una fetta di torta di pere e cioccolato.
I piatti potrebbero sembrare un po’ costosi (si va dai 6 euro per la zuppa ai 9 per gli altri), ma le porzioni sono abbondantissime e assicuro che con un solo piatto sarete sicuramente sazi.

Se siete dei cultori musicali, apprezzerete ancora di più il Lattughino: uno shuffle di colonne sonore anni ’80, bands e songwriters indie.

Da menzionare anche il premio innovazione del Gambero Rosso.

Sicuramente è un locale un po’, diciamo, hipster? Probabilmente non ci andrei per una cena con la C maiuscola, ma per un pranzo o in sostituzione al panino al bar assolutamente sì. La varietà dei piatti è una nota positiva, ma spesso chi offre un menù troppo vario tende poi a non avere una specialità veramente forte.

Ovviamente, come avrete capito dal nome dello store, il take out con consegna a domicilio è l’altra peculiarità del progetto Lattughino. Da provare anche solamente per ricevere a casa i fantastici box!

Abbiamo speso circa 13 euro a testa. (un piatto, acqua e un dolce in tre)

Indirizzo: Via Anfossi, 2, Milano
Sito Internet del Lattughino
C’è anche un altro store in zona Navigli (Via A. Ponti di fronte al Civico 1) 

THE BAGEL FACTORY – MILANO

The Bagel Factory

Il bagel è una ciambellina di pane d’origine ebraica che gli americani e ultimamente anche gli inglesi farciscono con qualsiasi cosa. I proprietari di California Bakery hanno avuto la brillante idea di aprire un locale dedicato esclusivamente alla produzione e alla farcitura di questi particolari panini anche in Italia! La Factory è posizionata proprio di fianco al Mac Donald di Piazza XXIV maggio anche se in questo caso scordatevi il junk food proposto dai vicini.

L’arredamento del “fast food” è american style, con cucina a vista e un bancone zeppo di invitanti dolcetti, tè e succhi di frutta biologici.
Prima di addentare il nostro bagel bisogna decidere il tipo di impasto, ce ne sono di dolci con cannella e frutti di bosco e di salati con semi di papavero o sesamo.  Anche le farciture sono tantissime e molte delle quali vegetariane: formaggio spalmabile, tufu spalmabile per i vegani, hummus di ceci, avocado, hummus di melanzane, organic tofu ( insalata di tofu, spinaci freschi, mirtilli, patè di tofu tostato), burro, burro d’arachidi, marmellata. Se invece vogliamo un bagel un po’ più sostanzioso è possibile farcirlo con delle omelettes – c’è la vegetariana con cipolle, peperoni e funghi – o con delle uova all’occhio di bue; mentre per i golosi di formaggi la Bagel Factory ne propone sia di francesi che di italiani.
Io ho scelto un bagel con hummus di ceci e formaggio spalmabile, un classico!

I prezzi sono buoni, il bagel vuoto costa 1,50 (è molto grande) e le farciture vanno dai 0,75 ai 4,50. Con pochi euro potete quindi fare un delizioso pranzetto veloce o una merenda.
La Bagel Factory è aperta 7 giorni su 7 e nel volantino è riportato l’orario di 24 ore. Qualcuno sa se è vero?
E’ anche disponibile la consegna a domicilio gratis per gli ordini superiori ai 30 euro.

Indirizzo: Piazza XXIV Maggio, Milano
Telefono: 02 39811951

MENS@SANA – MILANO

La prima volta che sono entrata in uno dei vari punti Mens@Sana sparsi per la città, è stato sotto consiglio di un’amica e il tutto risale all’incirca a 5-6 anni fa. Credo che nasca proprio da allora la mia scoperta che la cucina vegana può essere anche buona.

I miei punti Mens@Sana preferiti sono quello in zona Porta Romana e quello in zona Ticinese, entrambi muniti di tavolini per poter tranquillamente consumare sul luogo il proprio piatto e anche di giganti caraffe contenenti té (rigorosamente caldo) o, a seconda delle preferenze, acqua. La scelta dei piatti, che possono anche essere portati a casa, è davvero vasta e cambia ogni giorno e la precisione didascalica con cui il gestore di turno descrive minuziosamente ogni singolo piatto disponibile fa davvero capire la passione che viene investita nel progetto.

Dicevamo della varietà: io stravedo per il sufflé di broccoli al forno, per le polpette di cereali e verdure (da consumare rigorosamente con la salsina fatta da loro), per le verdure stesse (ce ne sono sempre tantissime da scegliere come accompagnamento) e anche per i primi che spesso sono caratterizzati da riso condito o da paste integrali e non. Menzione speciale per i dolci come la torta di mele e il magnifico plumcake integrale con gocce cioccolato di cui  ho anche provato, senza alcun risultato, a carpirne la ricetta (prima o poi capirò quale farina utilizzano!). All’interno ci sono anche vari prodotti acquistabili da utilizzare per la cucina vegana.
I prezzi non sono bassissimi, ma considerando la cura che viene messa nella preparazione, direi che non è proprio il caso di lamentarsi.

Sito di Mens@Sana
Indirizzo:
via Lanzone, 3 -Milano
via Crema, 12 -Milano

LA SUSINA – MILANO


Ho scoperto La Susina non ricordo neanche troppo bene come. Vagavo annoiata in Internet e poi, improvvisamente, il suo nome è venuto fuori.

Il giorno seguente allora, armata di fedele mappa di Milano mi sono messa alla sua ricerca e devo dire che è esattamente come me l’aspettavo. La Susina è un piccolo bar, tra viale San Gottardo e i Navigli, tutto a base di piatti vegetariani da portare via o da consumare seduti ai deliziosi tavolinetti colorati che si trovano al suo interno.

Io ho preso un centrifugato alla barbabietola, carota e mela (3 €) ma l’indecisione sugli ingredienti per la mia bevanda energetica è stata folle: la scelta, tra frutta e verdure, è davvero infinita.

Ogni giorno Susi, che è una ragazza carina e sorridente, propone un menù diverso che va da vellutate di verdura (come quello di broccoli con latte di soia, di ceci, di carote) a scaloppine di seitan o, se si vuole qualcosa di ancora più veloce ci sono i sandwiches di pane integrale veg o dolci interamente preparati con ingredienti naturali.

Mentre ero seduta ascoltavo le ordinazioni degli altri clienti e una ragazza ha optato per lo yogurt fresco di soia accompagnato da frutti di bosco che credo proprio proverò la prossima volta.

I prezzi sono davvero molto economici e, se non bastasse, La Susina ha anche la sua card personalizzata: alla decima bevanda presa tra centrifugate, spremute, frullati o granite, la decima è in omaggio e, se ancora non bastasse, mostrando di possedere un volantino, che si può prendere alla cassa, il prossimo centrifugato lo si paga 2 €.

Almeno secondo la sottoscritta, La Susina è uno di quei posti capace di renderti  felice anche se ti trovi a Milano. E ce ne vuole…

Indirizzo: Via Lagrange, 15 Milano

JUICEBAR – MILANO

La Stazione Centrale di Milano fino a qualche mese fa era un vero disastro e trovare un panino commestibile da acquistare prima di rinchiudersi per ore su un treno era un’impresa impossibile.
Da un po’, però, qualcosa è cambiato: hanno aperto librerie, negozi di vestiti e, quello che più c’importa, molti posticini interessanti dove poter consumare pasti veloci. Uno di questi è Juicebar, un bar dove, anche chi ha intolleranze alimentari o semplicemente è attento a cosa mette sotto i denti, viene preso in considerazione con menù appositi.

In cerca di uno snack che mi accompagnasse nelle mie 5 ore di viaggio, ho optato per una delle tante confezioni mini-pasto già pronte -composto da cous cous e verdure grigliate (melanzane, zucchine, carciofi)- pagato 3,90€ e, nell’attesa ho anche gustato un ottimo cappuccino di soia.

Da non sottovalutare anche la cura con cui il personale confeziona gli acquisti: all’interno della busta ho, infatti, trovato tovagliolini di carta riciclata, posate e condimenti.

Durante le mie prossime attese in stazione proverò senz’altro il menù personalizzato: è possibile scegliere tra un’infinità di verdure (grigliate o cotte al vapore) accompagnate da riso o altri cereali.

Chi avrebbe mai pensato che le attese, spesso interminabili, in stazione sarebbero diventate così piacevoli!

Indirizzo: Stazione Centrale, Milano