GUSTOSA CUCINA VEGETARIANA AL GINGER CAFÈ DI PARIGI

Café Ginger 

A pochi metri da Place de La Bastille, in una zona sempre animata e piena di locali, troverete il Cafè Ginger, che a discapito del nome, che farebbe pensare esclusivamente ad una caffetteria, è anche un accogliete (e molto pulito) ristorantino in cui pranzare. Non ne potete più di crepes, baguettes o di spulciare i menù dei bistrot in cerca di qualcosa di vegetariano? Questo è il posto giusto per mangiare una cucina sana, leggera ma incredibilmente gustosa.

Il menù consiste quasi esclusivamente in un piatto unico, che cambia giornalmente, prevalentemente vegano e sempre preparato con ingredienti freschi e stagionali. Occhio, se arrivate troppo tardi rischiate di non trovare più cibo. Per nostra esperienza, alle tre, le quantità già scarseggiavano e molte delle pietanze erano, ahimè, terminate.

Così, il piatto misto che abbiamo assaggiato, comprendeva una zuppa di broccoli con mandorle e semi di sesamo; una quiche alle zucchine; una crema di ceci al curry molto simile all’hummus; lenticchie con cremina di latte di cocco e un’insalata fresca. Dolce finale, davvero delizioso, di mele cotogne o al cioccolato.
Devo dire, nel complesso un ottimo piatto, saporito al punto giusto e con un buon accostamento di ingredienti e sapori.

Per il piatto misto, dolce e bibita la cifra standard è di 17 euro. Non proprio economico, soprattutto confrontato ai piatti misti che capita di mangiare nei ristoranti italiani per 7-8 euro, ma siamo in una delle zone più belle di Parigi, e quindi ci sta.

Cafè Ginger oltre ad offrire il servizio a domicilio, organizza anche dei corsi di cucina vegana! Provatelo e fatemi sapere.
Indirizzo:  9 Rue Jacques Cœur, 75004 Paris, Francia (metro Bastille)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 15. 

LA PIZZA BUONA È DA ROBERTA’S A NEW YORK

Roberta’s

Difficile da credersi? Ebbene sì, a New York ho mangiato un’ottima pizza, che giuro non ha nulla da invidiare a quella che si trova in Italia. Sicuramente la migliore è quella di Roberta’s, una pizzeria aperta nel 2008 in un ex garage a Bushwick, il nuovo quartiere più cool di New York. Tanto per farvi capire che stiamo parlando di un locale alquanto chiacchierato… se siete fan del telefilm Girls e avete visto l’ultima puntata della seconda stagione, una delle scene è ambientata proprio da Roberta’s.

Così, da Manhattan prendete la linea L della metro in direzione Brooklyn, scendete a Morgan, fate un giro per ammirare i graffiti che colorano intere pareti, un salto nei negozi second hand in cerca di qualche occasione e, tra vie deserte e capannoni industriali in disuso, scoverete questa pizzeria. Non sarà facile, l’esterno è anonimo e, solo sapendo cosa vi attende, vi verrà voglia di oltrepassare la porta d’ingresso segnalata da un’invisibile scritta gialla su fondo rosso. Catapultati all’interno, la situazione si presenta totalmente diversa: colori caldi, lucine appese ovunque, tantissima gente e buona musica. Già, tutto questo è possibile solo a Bushwick.

Alla carta i gusti veg non sono – come dire – tantissimi, ma è possibile personalizzare le pizze con svariati ingredienti molto ricercati e provenienti direttamente dall’Italia (l’executive chef è Carlo Mirachi, originario del Belpaese): questo spiega la presenza di formaggi come Taleggio, Gorgonzola e Caciocavallo. Oltre alle pizze cotte a puntino nel forno a legna, da Roberta’s si trova anche il pane fresco da portare a casa e qualche piatto di pasta; non è scritto da nessuna parte, ma a pranzo si può avere anche un trancione di pizza a prezzo operaio. Dopo aver ordinato una delle pizze dal nome buffo (Cheeses Christ, Good Girl…) la si mangia tutti insieme su lunghi tavoli di legno dove le tovagliette non esistono e l’ambiente è talmente familiare che molto probabilmente vi capiterà di chiacchierare con i camerieri o i vicini di panca.

I prezzi, in linea con quelli medi di New York, a noi risultano poco contenuti: una margherita viene a costare quasi 9 euro più mancia, ma ne vale la pena. Promesso.

Indirizzo: 261 Moore St Brooklyn,NY
Aperta dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 24 (brunch nel week end)
Sito di Roberta’s: http://www.robertaspizza.com 

MAUS HABITOS, PRANZI VEGANI IN CENTRO A PORTO

Maus Habitos

Maus Habitos è un’associazione che, oltre a offrire servizio di catering, propone quotidianamente – all’interno di un meraviglioso spazio all’ultimo piano di un parcheggio in centro a Porto – un ottimo ed economicissimo pranzo vegano.

Scoperto un po’ per caso grazie ai volantini affissi in giro per la città, mi ha entusiasmata per l’aria spartana dell’open space (sembra di essere nel terrazzo di casa propria) e per la cordialità dello staff (qualità molto gradita in posti poco convenzionali per mangiare, come può essere proprio un’associazione culturale). A chi non è mai capitato di sentirsi spaesato – soprattutto all’estero – in quei momenti in cui tutti sembrano avere sul proprio tavolo un meraviglioso piatto fumante ma del vostro menù o del cameriere nemmeno l’ombra? Ecco, la situazione potrebbe essere questa, ma i ragazzi di Maus Habitos, seppur con estrema e fiera lentezza, mi hanno messo a proprio agio spiegandomi qual era la modalità per ricevere il pasto. Semplice: ci si mette davanti al bancone delle bibite e si aspetta il proprio piatto. Qualcuno prima o poi arriverà a portarvelo.

Il menù è unico per tutti, salvo la bibita preparata in due varianti, entrambe a base di frutta. L’antipasto consisteva in chips di mais da spizzicare con una salsa di tofu e da una zappetta di verdure. Il primo piatto era invece una lasagna vegana di verdure e legumi servita con un’insalata di patate. Sono molto esigente quando si parla di lasagne: quelle di Maus non erano certamente sugose ma un 6, dopotutto, glielo do volentieri.
Provate a indovinare quanto ho pagato? Sei euro totali. Lo so, si fa fatica a crederlo.

Maus Habitos, essendo un’associazione culturale, organizza anche eventi di vario genere, presentazioni di libri, djset e concerti. Trovate tutte le informazioni nell’aggiornatissimo sito!

Indirizzo: Rua Passos Manuel 178, 4 piano, Porto 
Telefono: 222087268 

I MIGLIORI SOBA VEGANI DI NEW YORK? DA COCORON, FINO A PROVA CONTRARIA

Cocoron

I soba sono un piatto tradizionale della cucina giapponese, vale a dire simil-spaghetti di grano saraceno serviti caldi – immersi in una zuppa – oppure freddi.

Durante l’ultimo viaggio a New York, visto lo stato di quasi totale astinenza da cibi giapponesi a cui mi costringe l’Italia, ho cercato compulsivamente su blog, siti e riviste dove mangiare dei buoni piatti, in particolare i soba. Cocoron era il nome che più spesso veniva menzionato. Così una sera ho piazzato il mio nome nella lista d’attesa del Cocoron in Kenmare St, una stradina nel quartiere Nolita (l’altra sede, quella storica, è nel Lower East Side, ma il voto B, assegnato al locale dall’ispezione d’igiene, mi ha fatto propendere per il sopraccitato, il quale era stato promosso con una bella A).
Apro una parentesi al riguardo: a New York, il dipartimento di salute ispeziona tutti i locali e rilascia un voto, dalla A alla C, sulla base di svariati requisiti quali ad esempio la pulizia, la conservazione di cibi, la sterilizzazione degli utensili etc. Questo voto è reso pubblico e, soprattutto quando positivo, viene affisso in bella mostra dal locale. Da questo sito anche voi potete cercare velocemente il voto del vostro ristorante preferito a New York, sperando di non trovare brutte sorprese.

Dicevamo… la lista d’attesa: in mezz’ora – quaranta minuti massimo – dovreste cavarvela. Il locale è striminzito e, visto che il rapporto qualità prezzo è superlativo, c’è sempre una gran ressa.
Nel menù sono indicati i piatti vegani, che sono molti, sia per quanto riguarda gli antipasti che i soba. La difficoltà più grande, se come me non siete grandi intenditori di ingredienti giapponesi, è decifrare cosa vi troverete nel piatto.

Con gli antipasti sono andata sul sicuro, optando per quelli che contenevano la parola tofu, mentre per i soba ammetto di essermi affidata al caso. Seduta al bancone, proprio davanti a dove i magnifici cuochi preparano minuziosamente i piatti, ho carpito qualche segreto in più. Il tofu era visibilmente prodotto in casa e conservato in tonde ciotoline metalliche. Ogni porzione ordinata consisteva in un quarto di forma – immaginatevi quella della ricotta – accompagnata da zenzero, alghe, erba cipollina, daikon e salsa di soia. Semplicemente il miglior tofu mai mangiato: dalla consistenza vellutata e il sapore persistente, grazie ovviamente anche a tutti gli altri ingredienti. Ho provato il pinzimonio di sedano e daikon, stavolta servito con due salsine non meglio identificate ma entrambe squisite. I prezzi per gli antipasti viaggiano intorno ai cinque dollari l’uno.

Ma veniamo al piatto forte: i soba! Nel menù sono presenti svariati soba vegani, preparati sia caldi che freddi, disponibili in due diverse misure, regular e large. Visto il clima siberiano di New York, ho assaggiato solo quelli caldi in porzione normale. Tra gli ingredienti, oltre ai deliziosi spaghetti – cotti a puntino – immersi nel brodo perfettamente sapido, ho riconosciuto il daikon, il tofu, i funghi, il bamboo e l’erba cipollina.
Tra i dolci  ho optato per l’affogato al gusto di tè verde guarnito con una crema dolce di fagioli neri (ebbene sì! e non erano niente male), cereali e palline gommose di tapioca. Ma sembrava delizioso anche il gelato Mochi, come pure il latte di cocco e tofu.

Il prezzo per un piatto di soba si aggira sui dieci dollari, mentre quello del dessert è di sei dollari. Da bere si può scegliere tra innumerevoli proposte: dalla birra Sapporo (antica birra giapponese a bassa fermentazione nata alla fine del 1800), ai tè (verde, soba-cha..), oppure una semplice, e gratis, tap water. 

Non c’è molto da aggiungere, Cocoron è una tappa obbligatoria per ogni viaggio a New York! E io adesso torno in astinenza.

Indirizzo:  37 Kenmara St (tra Mott St & Elizabeth St)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23.

Sito:  http://cocoron-soba.com

INSALATA DARK ALL’OSTERIA 55 A MILANO

Osteria al 55

Ho mangiato una Dark Salad. Un’insalata che di verde non ha niente, diversa da qualunque altra mai assaggiata.
Al posto di foglie e pomodori: castagne d’acqua cinesi – che sembrano dei diavoletti – radice di loto, rambutan, patata viola, mangostano e carote nere. Se siete curiosi di assaggiare questi deliziosi frutti esotici e tuberi poco comuni sulle nostre tavole, andate all’Osteria 55 a Milano e armatevi di un po’ di pazienza: vi toccherà sgusciare tutto. Un’azione certamente poco usuale nella cucina vegetariana.

Prima della Dark Salad, in questa piccola Osteria, zona Cenisio, lontana quindi dall’hype milanese, potrete ordinare antipasti e primi e, come forse avrete capito, nulla di scontato.

Gli antipasti si compongono di assaggini e vi consiglio di provarne almeno tre. E se anche l’occhio vuole la sua parte, all’Osteria 55, sarà senz’altro accontentato.
Un perfetto bignè di topinambur e ricotta con glassa di peperoncino, una parmigiana interiore morbidissima, oppure una tartare di avocado e olive taggiasche con cracker di semi di lino vi sembreranno porcellane mignon da quanto sono ben preparate. Ma non è finita qui, le possibilità sono quasi illimitate: si continua con un miniburger di zucchine, il patè di lupini e sommacco in peperoncini arancioni dolci e la bruschetta con ciliegini gialli, pepe di sichouan e basilico. Niente male come inizio.

Tra i primi ho trovato in lista la millefoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, il risotto saltato con curcuma fresca e Roquefort, la vellutata di cavolfiore con canditi di cavolo rapa e gli gnocchi di patate viola in salsa di cappuccio rosso, ghiottissimi.

Anche tra i secondi le alternative sono davvero tante, a cominciare dalla sopracitata Dark Salad: “capunet” alla cinese con verdure al salto; Chèvre chaud e quiche multicolore di sfoglia con verdure al salto. La Chèvre Chaud, un classico della cucina francese, è una gustosa insalata arricchita da crostini con formaggio di capra, mentre i capunet sono una sorta di polpettine, in questo caso di tofu, avvolte in foglie di verza. Memorabili!

L’irresistibile lista dei dolci mi costringe a non posare la forchetta. Per me cuorecaldo al cioccolato con panna montata ai ras el hanout (una miscela di 30 diverse piante che ricorda un po’ il curry), per gli altri la torta di mele, mentre per la mia amica Anna – già, era il suo compleanno – un dolce speciale preparatole appositamente dallo chef Michele. Non ho appuntato cosa fosse, ma ricordo chiaramente la gioia della festeggiata.

La spesa: il menù degustazione viene 35 euro e comprende tre antipasti, un primo, un secondo e il dolce. Dalla carta dei vini, non ampissima ma certamente adeguata, abbiamo scelto una bottiglia di Fiano di Avellino.

Indirizzo: via Messina 55, Milano
Telefono: 0249752286 (consigliata la prenotazione)

VEGAN FAST FOOD: MOB PARIGI

Mob

Ci sono due Mob in tutto il mondo, uno è a New York – più precisamente a Brooklyn – e l’altro a Parigi, nel centralissimo Marais. Il Mob francese conta in totale una decina di posti a sedere, considerando sia quelli dell’unico tavolo presente nel locale, che quelli al bancone. Musica Hip Hop, garçon simpatico e dall’impeccabile parlata inglese, caricature di Michelle Obama sparse in mezzo ai biscotti e lavagne su cui lasciare appunti e messaggi. Ecco l’atmosfera rilassata che si respira al Mob.

Il menù, che cambia – più o meno – ogni giorno, è illustrato sulla lavagnetta all’ingresso ed è completamente vegano.
Specialità della casa: vegan burger.

In occasione del nostro passaggio, il menù era composto da pop corn salati o al curry, torte e cookie di farina di mais, zuppa e, per l’appunto, vegan burger. Un enorme frigo a parete ospita almeno dieci diversi gusti di Fizzy Lizzy, nota marca newyorkese di bibite naturali. Tutte assolutamente da provare.

Il mio vegburger era decisamente ottimo; rigorosamente di fattura artigianale (pane incluso), e arricchito da una salsina di zucchine e scalogno. È possibile richiedere anche l’aggiunta delle patatine fritte. Tutto fresco, goloso e vegan.

Se siete under 40 e dopo una lunga passeggiata avete bisogno di uno spuntino – molto poco francese – e due chiacchiere, questo è il posto che fa per voi. Nel giornale del locale, The Mob Newspaper, troverete anche qualche dritta su cosa fare in serata.

Per una fetta di torta, il vegburger e una bibita, ho speso 11 euro.

Indirizzo: 30 Rue Charlot, 75003 Parigi
Tel: 0142775105
Metro: Temple, Filles du Calvaire
Aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

UNA CENA TUTTA VEGETARIANA IN ABRUZZO? ALLA BOTTEGA CULINARIA BIOLOGICA SI PUÒ

Bottega Culinaria Biologica

Praticamente impossibile capitarci davanti se non la si conosce, in una stradina di campagna di San Vito Chietino, troverete questa deliziosa “Bottega Culinaria Biologica”.

L’ambiente accogliente, romantico, dalle tinte delicate, fa immediatamente intendere che non ci troveremo di fronte a un menù di arrosticini e piatti tipici abruzzesi. E difatti: due differenti “menù degustazione” – elaborati con materie prime di stagione e biologiche – propongono personali rivisitazioni delle ricette locali. Preciso che in qualche piatto, di entrambi i menù, erano presenti carne o pesce, ma non ci sono stati problemi ad avere variazioni vegetariane.

Il menù veg che ho concordato – prezzo 30 euro – comprendeva una delicatissima vellutata di zucca e rapetti, una superlativa mousse di castagne decorata con foglie di borragine fritteun tuorlo d’uovo alla cenere e radicchio, ravioli bianchi caserecci ripieni di quattro varietà di formaggi della zona, una “cotoletta” di fungo con cremina di carciofi e, per finire in bellezza, un’indimenticabile e golosa rivisitazione di tiramisù, ovvero una morbida mousse di mascarpone adagiata su un tortino al caffè.

Le porzioni sono piuttosto contenute, ma con un menù completo di 6 portate, supportato dal delizioso pane fatto in casa e da un’ottima bottiglia di vino – dalla cantina, piuttosto fornita, noi abbiamo scelto il Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe – uscirete dal locale più che soddisfatti e, soprattutto, con il sorriso sulla labbra.

E, se come me, siete dei curiosi e volete scoprire quali sono i produttori dai quali si riforniscono le tre bravissime ragazze che gestiscono il locale, sarete accontentati dal sito web, dove troverete una pagina dedicata.

Il conto: dai 25 ai 50 euro a persona

Indirizzo: Via Pontoni, 72, San Vito Chietino (ch)
Telefono: 087261609/3391421111 (chiuso la domenica a cena e il lunedì)
Consigliata la prenotazione e, mi raccomando, chiedete se è disponibile un menù con piatti vegetariani. 

FINGER FOOD E CUCINA D’ASPORTO AL BISTROT “CIBO CONTAINER” DI TORINO

Cibo Container

Il solo pensiero del bancone dov’è esposta la gastronomia pronta del Cibo Container mi fa venire l’acquolina in bocca, anche mentre scrivo questa recensione. Una varietà quasi infinita di Verdure e legumi, teglie di parmigiana di melanzane, quiche e torte salate – il tutto di ottima qualità – sono sempre disponibili per l’asporto o per essere mangiate in una delle due salette – molto ben arredate – del locale. Appetitosi anche i piatti vegetariani, elencati nel menù del giorno, pronti per essere cucinati al momento: si spazia dagli gnocchi e paste fatte a mano, alle crescentine fritte.

Due chiacchiere con i simpatici proprietari del locale, e in pochissimo tempo mi arriva il delizioso piatto di gnocchetti di patate al pesto di erbette. Con le crescentine (solo di venerdì) ho ordinato la paglierina di capra alla piastra con miele. Infine, una nota di merito per i dolci, soprattutto quelli al cucchiaio.
Guardate la foto qui sopra: quel piatto di verdure non vi invoglia?
Vini: molto buona la carta. Ovviamente, è il Piemonte a primeggiare.

Prezzi: la qualità eccellente delle materie prime giustifica il prezzo leggermente più alto rispetto alla media delle gastronomie della zona. Per la mia cena, dov’era compresa una buonissima bottiglia di Nebbiolo Ochetti, ho speso 27 euro.

Indirizzo: Corso Marconi 33B, Torino, Italia
Telefono: 0116506749
Aperto a pranzo dal lunedì al sabato dalle 11.30 alle 15.00 e a cena dal mercoledì al sabato dalle 18.30 alle 23.00

Sito di Cibo Container: http://www.cibocontainer.it/

JAPS! SUSHI MAKERS ANCHE VEGETARIANO A TORINO

Japs! San Salvario

Voglia di noodles con verdure, sushi vegetariano e miso soup? A me viene almeno una volta a settimana, ed è sempre un grande problema visto che il mio ristorante giapponese preferito si trova a 350 km da dove abito. Sto parlando di Japs! a Torino, precisamente quello di Via Sant’Anselmo (ce ne sono altri 2 in città).

Japs, oltre ad avere un arredamento simpatico e giovanile, offre tantissime varianti vegetariane per qualsiasi piatto tradizionale giapponese. Squisiti i ravioli di verdure alla piastra, croccanti fuori e morbidi all’interno. Imperdibili i semplici edamame lessati (i fagioli di soia verdi) e i futomaki alle verdure miste. Per i più golosi consiglio anche un assaggio dei dolci: potete scegliere tra gli introvabili gelati al gusto di zenzero o di cioccolato e wasabi e soprattutto tra le numerose cake, anche se la mia preferenza va a quella al tè verde.

Un’altra cosa che mi piace molto di Japs! è che quasi tutti i materiali plastici utilizzati sono stati un po’ alla volta sostituiti con prodotti bio e riciclabili. Dopo aver consumato l’ordinazione potete voi stessi fare una piccola raccolta differenziata smistando nei vari contenitori gli oggetti che avete adoperato.

Non vi resta che andare in uno dei tre Japs! presenti a Torino, ordinare e aspettare che il simpatico gattino Maneki Neko inizi a suonare, significa che i vostri piatti sono pronti!

Prezzi: per un pasto vegetariano si possono spendere dai 6 ai 20 euro incluse le bevande.

Indirizzo: Japs! San Salvario. Via Sant’Anselmo, 19.
Telefono: 011 6599700
Aperto dal martedì al venerdì dalle 12 alle 15 e dalle 18.30 alle 20.30. Sabato e domenica dalle 18.30 alle 23.30
Sito internet di Japs!  (è possibile usufruire anche del servizio a domicilio)

TEAPOT, TISANERIA CON CUCINA – TORINO

Teaport – Tisaneria con cucina

Da diversi anni è in atto un piano di recupero per la zona di San Salvario a Torino. Il quartiere, posizionato in prossimità della stazione Porta Nova, da zona disagiata si sta trasformando  in uno dei punti più interessanti della città, dove di mese in mese il numero di gallerie d’arte, locali e ristorantini si moltiplica. Stiamo parlando di una decina di vie dove si alternano bistrot, rosticcerie vegetariane, birrerie artigianali, ristoranti etnici, locali per concerti, boutique di delizie alimentari e così via. Per intenderci, a me San Salvario ricorda molto la londinese Brick Lane.

Tra tutti questi locali il primo di cui scriverò è Teapot, la tisaneria con cucina gestita da tre ragazze e sempre gremita di ospiti di tutte le età a qualsiasi ora del giorno.

D’inverno il dehor non è praticabile e non rimane che attendere pazientemente un posticino nella piccola sala interna dove  iminuti tavoli ballerini sono magicamente incastrati permettendo il solo via vai dei camerieri.  Il bancone è sommerso di torte salate, sandwich, muffin vegani, biscotti, brioches, pancakes, il tutto prodotto in casa. Un’intera parete ospita invece ibarattoli che contengono tisane e tè per tutti i gusti. Il menù spazia dalle ottime proposte che trovate al banco ai piatti caldi che variano di giorno in giorno. Non ci troviamo di fronte a un locale con la V maiuscola, ma alcuni piatti vegetariani e vegani (e anche per intolleranti alimentari) sono sempre previsti nel menù del giorno.

Domenica, per il brunch, ho scelto la formula completa per cui assieme a una bevanda calda e a un centrifugato di frutta vengono serviti anche: uova strapazzate o all’occhio di bue, Flan con patate e verza, plumcake al cioccolato e frutta secca, crema alla vaniglia con frollino di orzo, kamut e miele. Delizioso tutto quello che ho assaggiato!

Prezzi ottimi: 15 euro per il brunch completo e 5-6 euro il prezzo delle singole portate.

Indirizzo:  Via Silvio Pellico 18, 10125, Torino
Tel: 011 19781481
Aperto dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì; dalle 9 alle 19 il sabato e la domenica