APPUNTAMENTO CON I NEWYORKESI DA EGG

Egg

Dal nome avrete certamente capito che questo locale di Williamsburg, tanto amato dalla gente del posto e per questo sempre affollato soprattutto nei week-end, è quasi off limits per i vegani (ma provate a chiedere, non si sa mai). Ed è un vero peccato. A chi va a New York consiglio sempre un pranzo o un brunch da Egg, non tanto per il menù – i piatti vegetariani sono appena una manciata – quanto invece per la possibilità di calarsi, per almeno un’oretta, in un ambiente tipicamente newyorkese.

Non ci si fa mancare niente: l’attesa di almeno mezz’ora per un tavolo – ma non temete, un caffè americano è sempre disponibile per chi aspetta –, chiacchiere improvvisate con emeriti sconosciuti, genitori giovanissimi con prole numerosa, modern families e così via, insomma tutto quello che a New York è la normalità. Poi quando finalmente il cameriere grida “Marta party of two”, si viene fatti accomodare in uno dei tavolini in legno pitturati di bianco e si ordina. Il coperto include, oltre alle tovagliette di carta bianca, anche dei colori con cui pasticciare, che mi son sembrati molto più apprezzati dagli adulti che dai bambini.

Tornando al cibo – come dicevo – non c’è molta veg scelta. Io vi consiglio quello che vedete in foto, il piatto Eggs Rothko: pane dolce con all’intero un uovo, ricoperto di formaggio cheddar Grafton, servito con pomodoro cotto e verdure di stagione. Un macigno per lo stomaco, ma garantisco che poi girerete per New York in preda alle calorie e senza mai fermarvi, almeno fino a sera.

La spesa è consolidata a 13-14 dollari più mancia.

E voi cosa avete disegnato sulle tovagliette di Egg?

Indirizzo:135 N 5th St, (tra Bedford Ave & Berry St), Brooklyn, NY 11211
Sito di Egg: http://www.eggrestaurant.com/

UN DINER VEGANO A NEW YORK: CHAMPS

Champs

“Death Before Decaf” è la scritta neon appesa alla porta d’ingresso di questo diner di Williamsburg; e difatti Champs è il posto perfetto per fare una gustosa colazione vegana.

Fuori dal locale, come presenza fissa, troverete gli hipster del quartire ad aspettare un tavolino.  La nostra attesa per il pranzo della domenica è stata quasi di 50 minuti, un bel po’, specie quando non si ha ancora fatto colazione e lo stomaco inizia a ruggire. Ne è valsa la pena?

Per me è un nì e ora vi spiego perchè.

Inizio con le cose positive. Il locale è davvero molto carino: buffi quadretti appesi qua e là, piante verdi posizionate dove meno te l’aspetti, oggetti di modernariato – che vorresti anche a casa tua – e un sacco di gente allegra.
Anche il menù è invitante, molto articolato e probabilmente ci vorrebbe un mese per assaggiare tutto. Si va dai piatti classici della colazione americana – come muffin e pancakes –  a quelli salati come veg burger e sandwiches. Non mancano nemmeno le insalate e le finte uova strapazzate composte da tofu. Un’intera pagina del menù è dedicata ai drinks, divisi in smoothies, succhi, centrifugati, bibite varie e caffè.
Noi abbiamo voluto assaggiare il cappuccino con latte – non mi è ancora chiaro se fosse di soia o riso. E visto che il cappuccino era molto buono, siamo a tre punti positivi per Champs.
Quello che non mi ha fatto impazzire è stato il veg affettato presente nei piatti della colazione: non male il tempeh bacon, ma decisamente gommoso e poco saporito il veg-burgerino di soia.
Nota infine negativa per il il dolce Oreo, che oltre ad essere pesantissimo, aveva anche un sapore poco gradevole, tanto che in 3 non siamo riusciti a finirlo.

Si spende circa 15 dollari a testa più mancia e malgrado i piatti scelti non mi abbiano troppo entusiasmata, se dovessi capitare nuovamente a New York, un salto da Champs certamente lo farei. Anche perché ci sono almeno altre 30 cose da provare..

Indirizzo: 176 Ainslie St, Brooklyn, NY (Metro Lorimer)
Aperto da lunedì a domenica dalle 9 alle 23
Sito di Champs  

LA PIZZA BUONA È DA ROBERTA’S A NEW YORK

Roberta’s

Difficile da credersi? Ebbene sì, a New York ho mangiato un’ottima pizza, che giuro non ha nulla da invidiare a quella che si trova in Italia. Sicuramente la migliore è quella di Roberta’s, una pizzeria aperta nel 2008 in un ex garage a Bushwick, il nuovo quartiere più cool di New York. Tanto per farvi capire che stiamo parlando di un locale alquanto chiacchierato… se siete fan del telefilm Girls e avete visto l’ultima puntata della seconda stagione, una delle scene è ambientata proprio da Roberta’s.

Così, da Manhattan prendete la linea L della metro in direzione Brooklyn, scendete a Morgan, fate un giro per ammirare i graffiti che colorano intere pareti, un salto nei negozi second hand in cerca di qualche occasione e, tra vie deserte e capannoni industriali in disuso, scoverete questa pizzeria. Non sarà facile, l’esterno è anonimo e, solo sapendo cosa vi attende, vi verrà voglia di oltrepassare la porta d’ingresso segnalata da un’invisibile scritta gialla su fondo rosso. Catapultati all’interno, la situazione si presenta totalmente diversa: colori caldi, lucine appese ovunque, tantissima gente e buona musica. Già, tutto questo è possibile solo a Bushwick.

Alla carta i gusti veg non sono – come dire – tantissimi, ma è possibile personalizzare le pizze con svariati ingredienti molto ricercati e provenienti direttamente dall’Italia (l’executive chef è Carlo Mirachi, originario del Belpaese): questo spiega la presenza di formaggi come Taleggio, Gorgonzola e Caciocavallo. Oltre alle pizze cotte a puntino nel forno a legna, da Roberta’s si trova anche il pane fresco da portare a casa e qualche piatto di pasta; non è scritto da nessuna parte, ma a pranzo si può avere anche un trancione di pizza a prezzo operaio. Dopo aver ordinato una delle pizze dal nome buffo (Cheeses Christ, Good Girl…) la si mangia tutti insieme su lunghi tavoli di legno dove le tovagliette non esistono e l’ambiente è talmente familiare che molto probabilmente vi capiterà di chiacchierare con i camerieri o i vicini di panca.

I prezzi, in linea con quelli medi di New York, a noi risultano poco contenuti: una margherita viene a costare quasi 9 euro più mancia, ma ne vale la pena. Promesso.

Indirizzo: 261 Moore St Brooklyn,NY
Aperta dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 24 (brunch nel week end)
Sito di Roberta’s: http://www.robertaspizza.com 

I MIGLIORI SOBA VEGANI DI NEW YORK? DA COCORON, FINO A PROVA CONTRARIA

Cocoron

I soba sono un piatto tradizionale della cucina giapponese, vale a dire simil-spaghetti di grano saraceno serviti caldi – immersi in una zuppa – oppure freddi.

Durante l’ultimo viaggio a New York, visto lo stato di quasi totale astinenza da cibi giapponesi a cui mi costringe l’Italia, ho cercato compulsivamente su blog, siti e riviste dove mangiare dei buoni piatti, in particolare i soba. Cocoron era il nome che più spesso veniva menzionato. Così una sera ho piazzato il mio nome nella lista d’attesa del Cocoron in Kenmare St, una stradina nel quartiere Nolita (l’altra sede, quella storica, è nel Lower East Side, ma il voto B, assegnato al locale dall’ispezione d’igiene, mi ha fatto propendere per il sopraccitato, il quale era stato promosso con una bella A).
Apro una parentesi al riguardo: a New York, il dipartimento di salute ispeziona tutti i locali e rilascia un voto, dalla A alla C, sulla base di svariati requisiti quali ad esempio la pulizia, la conservazione di cibi, la sterilizzazione degli utensili etc. Questo voto è reso pubblico e, soprattutto quando positivo, viene affisso in bella mostra dal locale. Da questo sito anche voi potete cercare velocemente il voto del vostro ristorante preferito a New York, sperando di non trovare brutte sorprese.

Dicevamo… la lista d’attesa: in mezz’ora – quaranta minuti massimo – dovreste cavarvela. Il locale è striminzito e, visto che il rapporto qualità prezzo è superlativo, c’è sempre una gran ressa.
Nel menù sono indicati i piatti vegani, che sono molti, sia per quanto riguarda gli antipasti che i soba. La difficoltà più grande, se come me non siete grandi intenditori di ingredienti giapponesi, è decifrare cosa vi troverete nel piatto.

Con gli antipasti sono andata sul sicuro, optando per quelli che contenevano la parola tofu, mentre per i soba ammetto di essermi affidata al caso. Seduta al bancone, proprio davanti a dove i magnifici cuochi preparano minuziosamente i piatti, ho carpito qualche segreto in più. Il tofu era visibilmente prodotto in casa e conservato in tonde ciotoline metalliche. Ogni porzione ordinata consisteva in un quarto di forma – immaginatevi quella della ricotta – accompagnata da zenzero, alghe, erba cipollina, daikon e salsa di soia. Semplicemente il miglior tofu mai mangiato: dalla consistenza vellutata e il sapore persistente, grazie ovviamente anche a tutti gli altri ingredienti. Ho provato il pinzimonio di sedano e daikon, stavolta servito con due salsine non meglio identificate ma entrambe squisite. I prezzi per gli antipasti viaggiano intorno ai cinque dollari l’uno.

Ma veniamo al piatto forte: i soba! Nel menù sono presenti svariati soba vegani, preparati sia caldi che freddi, disponibili in due diverse misure, regular e large. Visto il clima siberiano di New York, ho assaggiato solo quelli caldi in porzione normale. Tra gli ingredienti, oltre ai deliziosi spaghetti – cotti a puntino – immersi nel brodo perfettamente sapido, ho riconosciuto il daikon, il tofu, i funghi, il bamboo e l’erba cipollina.
Tra i dolci  ho optato per l’affogato al gusto di tè verde guarnito con una crema dolce di fagioli neri (ebbene sì! e non erano niente male), cereali e palline gommose di tapioca. Ma sembrava delizioso anche il gelato Mochi, come pure il latte di cocco e tofu.

Il prezzo per un piatto di soba si aggira sui dieci dollari, mentre quello del dessert è di sei dollari. Da bere si può scegliere tra innumerevoli proposte: dalla birra Sapporo (antica birra giapponese a bassa fermentazione nata alla fine del 1800), ai tè (verde, soba-cha..), oppure una semplice, e gratis, tap water. 

Non c’è molto da aggiungere, Cocoron è una tappa obbligatoria per ogni viaggio a New York! E io adesso torno in astinenza.

Indirizzo:  37 Kenmara St (tra Mott St & Elizabeth St)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23.

Sito:  http://cocoron-soba.com

GUEST POST: LABORATORIOVEG – QUANTUM LEAP – NEW YORK


Prezioso contributo da parte della nostra amica Samantha di LaboratorioVeg! Ecco il suo racconto di un posticino in cui mangiare vegano a New York. Nel suo blog trovate altre recensioni!

Arriviamo al Quantum Leap dopo aver visitato Ellis Island, il Guggenheim e qualche negozio davvero bello. Quello che mi stupisce è che abbiano anche il pesce in questo ristorante. E’ scritto in bella vista Vegetarian – Fish sull’insegna. Questo non dispiacerà ai nostri due amici onnivori che ordineranno il Grilled Salmon Burger uno dei pochi piatti presenti con il pesce. Infatti guardando il menù avrete l’imbarazzo della scelta: ci sono una quindicina di burger, alcuni vegetariani, altri vegan e c’è una vasta scelta di piatti unici e di primi e secondi piatti.

Quando vi siederete vi porteranno un bicchiere d’acqua e continueranno a farlo anche durante la cena, anche se ordinate vino o birra. E’ infatti compresa nel prezzo. Il locale è molto carino e accogliente e si trova vicino a due negozietti davvero interessanti; uno è il Little Lebowski Shop per gli amanti del mitico film dei fratelli Coen e l’altro è un negozio che vende scacchi di ogni tipo, davvero bellissimi e dove potrete anche fare una partita con qualcuno.

Tornando al ristorante, sul nostro tavolo arrivano un ottimo Guacamole servito con delle tortilla chips che divido con il mio veg-ometto e poi via alle danze. Io ordino il Vegetarian Curry Stew, una specie di zuppa con verdure stagionali e tofu accompagnato da riso con lenticchie, il veg-ometto un Burger Wrap, e quindi un rotolo con dentro cipolle rosse, insalata, pomodoro, funghi e un qualcosa che mi sembra seitan accompagnato da insalata mista e patatine fritte e la mia veg-amica si tuffa su un piatto che si chiama Zen Platter composto da verdura di stagione, riso nero, tofu grigliato e seitan marinato in salsa di mandarino e arancia. Le porzioni sono enormi e prima dei due piatti ci viene servita una semplice insalata.

Il mio giudizio complessivo è positivo; ne usciamo con la pancia piena e con una spesa non eccessiva (23 dollari a testa, birra, acqua, tasse e mancia compresi) e abbiamo mangiato bene. Purtroppo ho compreso che gli americani hanno una predilezione particolare per le spezie, le salse e il piccante quindi state attenti. Quando dicono che una pietanza non è molto piccante…è piccante! Non esageratamente ma lo è abbastanza per farvi pensare che lo sia. :)

Insomma, riflettete bene su questo prima di ordinare e chiedete alla cameriera.

Indirizzo: Quantum Leap 226 Thompson Street NY 212.677.8050