TAS FIRIN A LONDRA, CUCINA VEGETARIANA TURCA PER TUTTE LE TASCHE

 tas-firinTas Firin – Londra

Da quando un’amica che viveva a Londra mi portò in questo ristorante turco in Bethnal Green, a due passi esatti da Brick Lane, ogni volta che capito in città ne approfitto per passare da qui per una sana scorpacciata di pizza turca e halloumi grigliato.

Il locale non invoglia certamente a entrare per la sua estetica, i tavoli sono spogli e datati, mancano le tovagliette e le sedie di acciaio ricordano quelle dei bar anni ’90 che tuttora puoi, ahimè, trovare nei vialoni delle metropoli. Ma da Tas Firin c’è sempre parecchia gente in fila per un tavolo, e un motivo ci sarà!

Le pietanze vegetariane e vegane sono numerose: dai falafel, alla pizza turca (pide), senza tralasciare i vari involtini fritti di verdure e formaggi, quest’ultimi presi in prestito dalla cucina greca, come anche le foglie di vite ripiene di riso. Le squisite salsine hummous e cacik (più conosciuto da noi come tzatziki) accompagnano praticamente quasi tutti i piatti.

I prezzi, come si intende dal titolo di questo post, sono molto bassi pur trovandoci in una delle zone più cool, e quindi più costose, di Londra. Penso di non aver mai superato i 15 pounds, senza rinunciare a una birra e lasciando anche qualcosina nel piatto. Le porzioni, infatti, sono decisamente abbondanti.

Vi consiglio di andarci con degli amici e ordinare più specialità, vi assicuro che tutte meritano un assaggio.
Ah, dimenticavo. Un altro punto a favore di questo ristorantino turco è l’orario di apertura, udite udite: chiude le serrande dopo la mezzanotte. Una manna dal cielo a Londra.

Indirizzo: 160 Bethnal Green Road, Londra E2 6DG (Maps)
Telefono: 02077296446 (aperto tutti i giorni dalle 12 a mezzanotte)
Sito Internet di Tas Firin

 

APPUNTAMENTO CON I NEWYORKESI DA EGG

Egg

Dal nome avrete certamente capito che questo locale di Williamsburg, tanto amato dalla gente del posto e per questo sempre affollato soprattutto nei week-end, è quasi off limits per i vegani (ma provate a chiedere, non si sa mai). Ed è un vero peccato. A chi va a New York consiglio sempre un pranzo o un brunch da Egg, non tanto per il menù – i piatti vegetariani sono appena una manciata – quanto invece per la possibilità di calarsi, per almeno un’oretta, in un ambiente tipicamente newyorkese.

Non ci si fa mancare niente: l’attesa di almeno mezz’ora per un tavolo – ma non temete, un caffè americano è sempre disponibile per chi aspetta –, chiacchiere improvvisate con emeriti sconosciuti, genitori giovanissimi con prole numerosa, modern families e così via, insomma tutto quello che a New York è la normalità. Poi quando finalmente il cameriere grida “Marta party of two”, si viene fatti accomodare in uno dei tavolini in legno pitturati di bianco e si ordina. Il coperto include, oltre alle tovagliette di carta bianca, anche dei colori con cui pasticciare, che mi son sembrati molto più apprezzati dagli adulti che dai bambini.

Tornando al cibo – come dicevo – non c’è molta veg scelta. Io vi consiglio quello che vedete in foto, il piatto Eggs Rothko: pane dolce con all’intero un uovo, ricoperto di formaggio cheddar Grafton, servito con pomodoro cotto e verdure di stagione. Un macigno per lo stomaco, ma garantisco che poi girerete per New York in preda alle calorie e senza mai fermarvi, almeno fino a sera.

La spesa è consolidata a 13-14 dollari più mancia.

E voi cosa avete disegnato sulle tovagliette di Egg?

Indirizzo:135 N 5th St, (tra Bedford Ave & Berry St), Brooklyn, NY 11211
Sito di Egg: http://www.eggrestaurant.com/

UN DINER VEGANO A NEW YORK: CHAMPS

Champs

“Death Before Decaf” è la scritta neon appesa alla porta d’ingresso di questo diner di Williamsburg; e difatti Champs è il posto perfetto per fare una gustosa colazione vegana.

Fuori dal locale, come presenza fissa, troverete gli hipster del quartire ad aspettare un tavolino.  La nostra attesa per il pranzo della domenica è stata quasi di 50 minuti, un bel po’, specie quando non si ha ancora fatto colazione e lo stomaco inizia a ruggire. Ne è valsa la pena?

Per me è un nì e ora vi spiego perchè.

Inizio con le cose positive. Il locale è davvero molto carino: buffi quadretti appesi qua e là, piante verdi posizionate dove meno te l’aspetti, oggetti di modernariato – che vorresti anche a casa tua – e un sacco di gente allegra.
Anche il menù è invitante, molto articolato e probabilmente ci vorrebbe un mese per assaggiare tutto. Si va dai piatti classici della colazione americana – come muffin e pancakes –  a quelli salati come veg burger e sandwiches. Non mancano nemmeno le insalate e le finte uova strapazzate composte da tofu. Un’intera pagina del menù è dedicata ai drinks, divisi in smoothies, succhi, centrifugati, bibite varie e caffè.
Noi abbiamo voluto assaggiare il cappuccino con latte – non mi è ancora chiaro se fosse di soia o riso. E visto che il cappuccino era molto buono, siamo a tre punti positivi per Champs.
Quello che non mi ha fatto impazzire è stato il veg affettato presente nei piatti della colazione: non male il tempeh bacon, ma decisamente gommoso e poco saporito il veg-burgerino di soia.
Nota infine negativa per il il dolce Oreo, che oltre ad essere pesantissimo, aveva anche un sapore poco gradevole, tanto che in 3 non siamo riusciti a finirlo.

Si spende circa 15 dollari a testa più mancia e malgrado i piatti scelti non mi abbiano troppo entusiasmata, se dovessi capitare nuovamente a New York, un salto da Champs certamente lo farei. Anche perché ci sono almeno altre 30 cose da provare..

Indirizzo: 176 Ainslie St, Brooklyn, NY (Metro Lorimer)
Aperto da lunedì a domenica dalle 9 alle 23
Sito di Champs  

GUSTOSA CUCINA VEGETARIANA AL GINGER CAFÈ DI PARIGI

Café Ginger 

A pochi metri da Place de La Bastille, in una zona sempre animata e piena di locali, troverete il Cafè Ginger, che a discapito del nome, che farebbe pensare esclusivamente ad una caffetteria, è anche un accogliete (e molto pulito) ristorantino in cui pranzare. Non ne potete più di crepes, baguettes o di spulciare i menù dei bistrot in cerca di qualcosa di vegetariano? Questo è il posto giusto per mangiare una cucina sana, leggera ma incredibilmente gustosa.

Il menù consiste quasi esclusivamente in un piatto unico, che cambia giornalmente, prevalentemente vegano e sempre preparato con ingredienti freschi e stagionali. Occhio, se arrivate troppo tardi rischiate di non trovare più cibo. Per nostra esperienza, alle tre, le quantità già scarseggiavano e molte delle pietanze erano, ahimè, terminate.

Così, il piatto misto che abbiamo assaggiato, comprendeva una zuppa di broccoli con mandorle e semi di sesamo; una quiche alle zucchine; una crema di ceci al curry molto simile all’hummus; lenticchie con cremina di latte di cocco e un’insalata fresca. Dolce finale, davvero delizioso, di mele cotogne o al cioccolato.
Devo dire, nel complesso un ottimo piatto, saporito al punto giusto e con un buon accostamento di ingredienti e sapori.

Per il piatto misto, dolce e bibita la cifra standard è di 17 euro. Non proprio economico, soprattutto confrontato ai piatti misti che capita di mangiare nei ristoranti italiani per 7-8 euro, ma siamo in una delle zone più belle di Parigi, e quindi ci sta.

Cafè Ginger oltre ad offrire il servizio a domicilio, organizza anche dei corsi di cucina vegana! Provatelo e fatemi sapere.
Indirizzo:  9 Rue Jacques Cœur, 75004 Paris, Francia (metro Bastille)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 15. 

LA PIZZA BUONA È DA ROBERTA’S A NEW YORK

Roberta’s

Difficile da credersi? Ebbene sì, a New York ho mangiato un’ottima pizza, che giuro non ha nulla da invidiare a quella che si trova in Italia. Sicuramente la migliore è quella di Roberta’s, una pizzeria aperta nel 2008 in un ex garage a Bushwick, il nuovo quartiere più cool di New York. Tanto per farvi capire che stiamo parlando di un locale alquanto chiacchierato… se siete fan del telefilm Girls e avete visto l’ultima puntata della seconda stagione, una delle scene è ambientata proprio da Roberta’s.

Così, da Manhattan prendete la linea L della metro in direzione Brooklyn, scendete a Morgan, fate un giro per ammirare i graffiti che colorano intere pareti, un salto nei negozi second hand in cerca di qualche occasione e, tra vie deserte e capannoni industriali in disuso, scoverete questa pizzeria. Non sarà facile, l’esterno è anonimo e, solo sapendo cosa vi attende, vi verrà voglia di oltrepassare la porta d’ingresso segnalata da un’invisibile scritta gialla su fondo rosso. Catapultati all’interno, la situazione si presenta totalmente diversa: colori caldi, lucine appese ovunque, tantissima gente e buona musica. Già, tutto questo è possibile solo a Bushwick.

Alla carta i gusti veg non sono – come dire – tantissimi, ma è possibile personalizzare le pizze con svariati ingredienti molto ricercati e provenienti direttamente dall’Italia (l’executive chef è Carlo Mirachi, originario del Belpaese): questo spiega la presenza di formaggi come Taleggio, Gorgonzola e Caciocavallo. Oltre alle pizze cotte a puntino nel forno a legna, da Roberta’s si trova anche il pane fresco da portare a casa e qualche piatto di pasta; non è scritto da nessuna parte, ma a pranzo si può avere anche un trancione di pizza a prezzo operaio. Dopo aver ordinato una delle pizze dal nome buffo (Cheeses Christ, Good Girl…) la si mangia tutti insieme su lunghi tavoli di legno dove le tovagliette non esistono e l’ambiente è talmente familiare che molto probabilmente vi capiterà di chiacchierare con i camerieri o i vicini di panca.

I prezzi, in linea con quelli medi di New York, a noi risultano poco contenuti: una margherita viene a costare quasi 9 euro più mancia, ma ne vale la pena. Promesso.

Indirizzo: 261 Moore St Brooklyn,NY
Aperta dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 24 (brunch nel week end)
Sito di Roberta’s: http://www.robertaspizza.com 

MAUS HABITOS, PRANZI VEGANI IN CENTRO A PORTO

Maus Habitos

Maus Habitos è un’associazione che, oltre a offrire servizio di catering, propone quotidianamente – all’interno di un meraviglioso spazio all’ultimo piano di un parcheggio in centro a Porto – un ottimo ed economicissimo pranzo vegano.

Scoperto un po’ per caso grazie ai volantini affissi in giro per la città, mi ha entusiasmata per l’aria spartana dell’open space (sembra di essere nel terrazzo di casa propria) e per la cordialità dello staff (qualità molto gradita in posti poco convenzionali per mangiare, come può essere proprio un’associazione culturale). A chi non è mai capitato di sentirsi spaesato – soprattutto all’estero – in quei momenti in cui tutti sembrano avere sul proprio tavolo un meraviglioso piatto fumante ma del vostro menù o del cameriere nemmeno l’ombra? Ecco, la situazione potrebbe essere questa, ma i ragazzi di Maus Habitos, seppur con estrema e fiera lentezza, mi hanno messo a proprio agio spiegandomi qual era la modalità per ricevere il pasto. Semplice: ci si mette davanti al bancone delle bibite e si aspetta il proprio piatto. Qualcuno prima o poi arriverà a portarvelo.

Il menù è unico per tutti, salvo la bibita preparata in due varianti, entrambe a base di frutta. L’antipasto consisteva in chips di mais da spizzicare con una salsa di tofu e da una zappetta di verdure. Il primo piatto era invece una lasagna vegana di verdure e legumi servita con un’insalata di patate. Sono molto esigente quando si parla di lasagne: quelle di Maus non erano certamente sugose ma un 6, dopotutto, glielo do volentieri.
Provate a indovinare quanto ho pagato? Sei euro totali. Lo so, si fa fatica a crederlo.

Maus Habitos, essendo un’associazione culturale, organizza anche eventi di vario genere, presentazioni di libri, djset e concerti. Trovate tutte le informazioni nell’aggiornatissimo sito!

Indirizzo: Rua Passos Manuel 178, 4 piano, Porto 
Telefono: 222087268 

I MIGLIORI SOBA VEGANI DI NEW YORK? DA COCORON, FINO A PROVA CONTRARIA

Cocoron

I soba sono un piatto tradizionale della cucina giapponese, vale a dire simil-spaghetti di grano saraceno serviti caldi – immersi in una zuppa – oppure freddi.

Durante l’ultimo viaggio a New York, visto lo stato di quasi totale astinenza da cibi giapponesi a cui mi costringe l’Italia, ho cercato compulsivamente su blog, siti e riviste dove mangiare dei buoni piatti, in particolare i soba. Cocoron era il nome che più spesso veniva menzionato. Così una sera ho piazzato il mio nome nella lista d’attesa del Cocoron in Kenmare St, una stradina nel quartiere Nolita (l’altra sede, quella storica, è nel Lower East Side, ma il voto B, assegnato al locale dall’ispezione d’igiene, mi ha fatto propendere per il sopraccitato, il quale era stato promosso con una bella A).
Apro una parentesi al riguardo: a New York, il dipartimento di salute ispeziona tutti i locali e rilascia un voto, dalla A alla C, sulla base di svariati requisiti quali ad esempio la pulizia, la conservazione di cibi, la sterilizzazione degli utensili etc. Questo voto è reso pubblico e, soprattutto quando positivo, viene affisso in bella mostra dal locale. Da questo sito anche voi potete cercare velocemente il voto del vostro ristorante preferito a New York, sperando di non trovare brutte sorprese.

Dicevamo… la lista d’attesa: in mezz’ora – quaranta minuti massimo – dovreste cavarvela. Il locale è striminzito e, visto che il rapporto qualità prezzo è superlativo, c’è sempre una gran ressa.
Nel menù sono indicati i piatti vegani, che sono molti, sia per quanto riguarda gli antipasti che i soba. La difficoltà più grande, se come me non siete grandi intenditori di ingredienti giapponesi, è decifrare cosa vi troverete nel piatto.

Con gli antipasti sono andata sul sicuro, optando per quelli che contenevano la parola tofu, mentre per i soba ammetto di essermi affidata al caso. Seduta al bancone, proprio davanti a dove i magnifici cuochi preparano minuziosamente i piatti, ho carpito qualche segreto in più. Il tofu era visibilmente prodotto in casa e conservato in tonde ciotoline metalliche. Ogni porzione ordinata consisteva in un quarto di forma – immaginatevi quella della ricotta – accompagnata da zenzero, alghe, erba cipollina, daikon e salsa di soia. Semplicemente il miglior tofu mai mangiato: dalla consistenza vellutata e il sapore persistente, grazie ovviamente anche a tutti gli altri ingredienti. Ho provato il pinzimonio di sedano e daikon, stavolta servito con due salsine non meglio identificate ma entrambe squisite. I prezzi per gli antipasti viaggiano intorno ai cinque dollari l’uno.

Ma veniamo al piatto forte: i soba! Nel menù sono presenti svariati soba vegani, preparati sia caldi che freddi, disponibili in due diverse misure, regular e large. Visto il clima siberiano di New York, ho assaggiato solo quelli caldi in porzione normale. Tra gli ingredienti, oltre ai deliziosi spaghetti – cotti a puntino – immersi nel brodo perfettamente sapido, ho riconosciuto il daikon, il tofu, i funghi, il bamboo e l’erba cipollina.
Tra i dolci  ho optato per l’affogato al gusto di tè verde guarnito con una crema dolce di fagioli neri (ebbene sì! e non erano niente male), cereali e palline gommose di tapioca. Ma sembrava delizioso anche il gelato Mochi, come pure il latte di cocco e tofu.

Il prezzo per un piatto di soba si aggira sui dieci dollari, mentre quello del dessert è di sei dollari. Da bere si può scegliere tra innumerevoli proposte: dalla birra Sapporo (antica birra giapponese a bassa fermentazione nata alla fine del 1800), ai tè (verde, soba-cha..), oppure una semplice, e gratis, tap water. 

Non c’è molto da aggiungere, Cocoron è una tappa obbligatoria per ogni viaggio a New York! E io adesso torno in astinenza.

Indirizzo:  37 Kenmara St (tra Mott St & Elizabeth St)
Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23.

Sito:  http://cocoron-soba.com

VEGAN FAST FOOD: MOB PARIGI

Mob

Ci sono due Mob in tutto il mondo, uno è a New York – più precisamente a Brooklyn – e l’altro a Parigi, nel centralissimo Marais. Il Mob francese conta in totale una decina di posti a sedere, considerando sia quelli dell’unico tavolo presente nel locale, che quelli al bancone. Musica Hip Hop, garçon simpatico e dall’impeccabile parlata inglese, caricature di Michelle Obama sparse in mezzo ai biscotti e lavagne su cui lasciare appunti e messaggi. Ecco l’atmosfera rilassata che si respira al Mob.

Il menù, che cambia – più o meno – ogni giorno, è illustrato sulla lavagnetta all’ingresso ed è completamente vegano.
Specialità della casa: vegan burger.

In occasione del nostro passaggio, il menù era composto da pop corn salati o al curry, torte e cookie di farina di mais, zuppa e, per l’appunto, vegan burger. Un enorme frigo a parete ospita almeno dieci diversi gusti di Fizzy Lizzy, nota marca newyorkese di bibite naturali. Tutte assolutamente da provare.

Il mio vegburger era decisamente ottimo; rigorosamente di fattura artigianale (pane incluso), e arricchito da una salsina di zucchine e scalogno. È possibile richiedere anche l’aggiunta delle patatine fritte. Tutto fresco, goloso e vegan.

Se siete under 40 e dopo una lunga passeggiata avete bisogno di uno spuntino – molto poco francese – e due chiacchiere, questo è il posto che fa per voi. Nel giornale del locale, The Mob Newspaper, troverete anche qualche dritta su cosa fare in serata.

Per una fetta di torta, il vegburger e una bibita, ho speso 11 euro.

Indirizzo: 30 Rue Charlot, 75003 Parigi
Tel: 0142775105
Metro: Temple, Filles du Calvaire
Aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

MERCEARIA DAS FLORES – PORTO

Mercearia Das Flores

Alla Mercearia Das Flores ci sono capitata per caso passeggiando alla ricerca della libreria Lello. Mercearia in italiano viene tradotto con alimentari, e proprio come in quest’ultimi, qui potrete acquistare numerosi prodotti. Ma a differenza delle classiche botteghe, tutto quello che trovate qui dentro, ben esposto su scaffali di legno e mobili “di una volta”, proviene esclusivamente dai piccoli produttori delle regioni portoghesi ed è biologico: dalla frutta fresca ai formaggi senza dimenticare il cioccolato, il pane e i formaggi.
Inoltre una manciata di tavoli permettono la degustazione di tutti gli alimenti anche all’interno del locale e ovviamente non mi sono lasciata scappare l’occasione di provare qualcosa: un crostino di pane caldo composto da mostarda alle verdure, scaglie di formaggio delle Azzorre, verdure crude e condito con una spruzzata di olio d’oliva (3.50 euro), e una degustazione di formaggi (4 euro) accompagnata da del Vino Barrao.
Tutto delizioso.

Indirizzo: Rua das Floers, 110, Porto
Sito: http://www.merceariadasflores.com/ 

NAKITE’ A PORTO, CUCINA VEGETARIANA

Nakité

Prima della partenza, facendo una rapida ricerca di locali veggie, Nakité era quello che più mi aveva colpita per via del menù molto vario, che prevedeva la rivisitazione in chiave vegetariana di piatti tipici portoghesi, come la famosa Francesinha: un maxi-sandwich composto da due fette di pane, carne (qui, al suo posto, il seitan), formaggio, chorizo e salsa di pomodoro.
Così, proprio Nakité è stato il primo ristorante che ho provato a Oporto. La prima impressione che mi ha fatto è quello di essere un ambiente informale, molto frequentato dagli abitanti locali, ma anche attento ai turisti (lo staff – molto gentile –  parla fluentemente inglese). All’ingresso troverete anche una piccola quantità di prodotti alimentari in vendita; vista l’esigua disponibilità, non penso sia un punto d’interesse per fare una spesa soddisfacente, ma qualcosa, soprattutto di secco, è disponibile e pronto per essere acquistato.

Veniamo alla cucina.

Ho assaggiato la gustosa zuppa di verdure e legumi del giorno e un piatto misto composto da verdure, un profumato tortino di cous cous e tofu saltato (ottima anche la variante con il seitan e crema di funghi). Ahimè, niente Francesinha: mi ero ripromessa di tornarci prima di partire, ma non ci sono riuscita.
Consiglio vivamente questo locale, i prezzi (ho pagato 10 euro per birra, piatto misto e zuppa) in proporzione alla qualità/quantità sono decisamente inferiori alla media.

Indirizzo: Rua do Breiner 396, Porto
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12-15, 19-23