APPUNTAMENTO CON VINITALY 2013 A VERONA

Secondo appuntamento di V per Vegetariano con la manifestazione più importante d’Italia per quanto riguarda i vini. L’anno scorso ci eravamo dedicati all’Amarone e, in particolare, ai suoi abbinamenti con i cibi vegetariani. Quest’anno ci siamo diretti prima a est, per gli assaggi dei grandi bianchi del Friuli Venezia-Giulia, poi siamo scesi di qualche centinaio di chilometri per le degustazioni in Emilia-Romagna.

Abbiamo quindi cominciato dal Padiglione che ospita il Friuli per alcuni assaggi di bianchi.

Da Ermacora, confermo la mia preferenza per il Friulano e la Ribolla Gialla. Proprio quest’ultimo si presenta al naso non molto profumato, mentre in bocca mostra una sapidità notevole e una persistenza significativa. Abbinamento ideale con formaggi freschi, risotto al radicchio tardivo, lasagne vi verdure.

Facciamo poi tappa da Isidoro Polencic (azienda di Cormons) per un assaggio del suo Friulano. Al palato risulta fine, con una buona acidità e una struttura importante. Un vino che si può accompagnare a degli antipasti, quali ad esempio tortini di sfoglia e verdure.

Segnaliamo infine il Sauvignon dell’Azienda Agricola Le Viarte, dal profumo intenso, estremamente ricco, tipico e riconoscibile. Ne risulta un buon abbinamento con vellutate e piatti a base di funghi.

Raggiungiamo il Padiglione 1, l’Emilia Romagna.

Da Giovanna Madonia, azienda agricola di Bertinoro, assaggiamo il Fermavento 2008 (Sangiovese in purezza) di gradi 14% e l’Ombroso Annata 2006 (Sangiovese 90%, Merlot 10%, Gradi 13,5%). Due vini di potenza e finezza che, accompagnati a una cena vegetariana, si possono abbinare con formaggi stagionati, risotti dal sapore deciso o, rimanendo in Romagna, con dei passatelli al formaggio di fossa e porcini.

Passaggio obbligatorio da Tre Monti di Imola per il suo pluripremiato Sangiovese Superiore Riserva che prende il nome di Petrignone. Chissà se anche le ultime annate verranno osannate come le precedenti. Un vino deciso che si può ben sposare con delle scaloppine di seitan alla senape.

Questi vini dimostrano che l’Emilia Romagna è una regione in piena salute e crescita e che probabilmente, prima o poi, darà del filo da torcere anche ai vini della vicina Toscana.

Lasciamo il Padiglione 1 per cercare Drei Donà Tenuta la Palazza che, per qualche motivo, non è assieme agli altri vini emiliani-romagnoli. Drei Donà sta diventando negli ultimi anni una certezza per quanto riguarda l’ottima produzione di Sangiovese. Il Notturno è un Sangiovese giovane al quale io preferisco di gran lunga il magnifico Pruno (100% Sangiovese, affinato 18 mesi in botti di Rovere).

 Il tempo è tiranno, ci toccherà tornare anche il prossimo anno.